✕

Roma, dal confronto la rinascita. Così si può vincere davvero

Dietro la rinascita contro la Juve, dopo la deludente prestazione di Verona, la scelta di condividere le situazioni nello spogliatoio. Ovviamente Garcia resta l'autorità di riferimento, ma alcune decisioni (su tutte l'impiego di De Rossi centrale difensivo al posto di Castan) sono nate in maniera plebiscitaria
2 minuti di lettura
ROMA - Chiamatela democrazia romanista. Che non sarà rivoluzionaria, non avrà un posto nella storia come quella di Socrates, Zenon e Casagrande al Corinthians, ma ha portato a Trigoria il germe del dialogo, del confronto costruttivo. Dopo le divergenze della prima, Garcia e il gruppo sembrano aver imparato dai rispettivi errori. E costruito sulla condivisione la vittoria contro la Juventus, che alimenta l'ambizione dei giallorossi, da tempo aspiranti eredi al trono d'Italia. 
 
DA CASTAN A GERVINHO: LA VITTORIA DELLA CONDIVISIONE - Un regista difensivo come non si vedeva dall'addio di Benatia. Un centrocampo pressante e dinamico. Un attacco rapido e efficace. Eppure dietro la vittoria sulla Juve c'è anche altro. In un altro momento la seconda esclusione consecutiva di Francesco Totti, in panchina per tutti i 180 minuti di questo giovane campionato, avrebbe acceso discussioni e incendiato l'umore della piazza. Se oggi quasi non ci pens…
ROMA - Chiamatela democrazia romanista. Che non sarà rivoluzionaria, non avrà un posto nella storia come quella di Socrates, Zenon e Casagrande al Corinthians, ma ha portato a Trigoria il germe del dialogo, del confronto costruttivo. Dopo le divergenze della prima, Garcia e il gruppo sembrano aver imparato dai rispettivi errori. E costruito sulla condivisione la vittoria contro la Juventus, che alimenta l'ambizione dei giallorossi, da tempo aspiranti eredi al trono d'Italia. 
 
DA CASTAN A GERVINHO: LA VITTORIA DELLA CONDIVISIONE - Un regista difensivo come non si vedeva dall'addio di Benatia. Un centrocampo pressante e dinamico. Un attacco rapido e efficace. Eppure dietro la vittoria sulla Juve c'è anche altro. In un altro momento la seconda esclusione consecutiva di Francesco Totti, in panchina per tutti i 180 minuti di questo giovane campionato, avrebbe acceso discussioni e incendiato l'umore della piazza. Se oggi quasi non ci pensa nessuno è grazie a un successo che ridà entusiasmo a un gruppo e a una città che sembrava non saperne provare più. Successo nato dopo le discussioni di Verona: a tanti non era piaciuta la scelta di schierare dall'inizio il "raccomandato" Gervinho, anche a qualche calciatore che l'aveva fatto presente. Garcia pare quasi aver mandato un segnale: prima l'attacco di new entry, poi tutti gli altri esterni, Iturbe, Ljajic, persino Ibarbo, ma non l'ivoriano. Ma non solo: in settimana Garcia aveva condiviso con alcuni dirigenti i timori per lo stato di forma di Castan, così la decisione di schierare De Rossi, maturata venerdì, è nata in modo democratico, quasi plebiscitario. Certo, le scelte continua a farle il tecnico, autorità di riferimento dello spogliatoio. Ma condividendole, con la squadra e con i dirigenti. Anche l'esclusione di Totti è stata spogliata dei possibili traumi con il dialogo: il capitano sa che a 39 anni, e con l'arrivo di Dzeko, più che alla quantità delle gare dovrà puntare alla qualità dei minuti in campo. E ha accettato l'idea di giocare solo quando davvero può marcare la differenza, per continuare a rappresentare il valore aggiunto per la Roma.

UNA MANO DAL MERCATO - Una mano alla Roma l'ha data anche il mercato. Paradigmatico del rinnovamento romanista è il gol di Dzeko contro i bianconeri: un cross senza pretese di Falqué trasformato dal bosniaco nel 2-0 difendendo la posizione e frustando la palla nell'angolo. Un gol da attaccante d'area, quello che era mancato più o meno negli ultimi dodici anni dalle parti di Trigoria. Non meno profonda la lacuna del terzino sinistro: sarà presto per dirlo, ma Lucas Digne non ha deluso alla prima, nonostante la miseria di quattro allenamenti con i nuovi compagni. Anzi. E De Rossi ha ricordato a Garcia che se dietro serve qualcuno capace di impostare l'azione dalla difesa lui può risolvere più d'un problema. Salah cerca ancora l'integrazione in un sistema che gli chiede sacrifici estremi in copertura, quelli su cui si è specializzato però Iago Falqué, contrappeso che impedisce alla squadra di sbilanciarsi in avanti garantendo comunque qualità. Forse tra difesa e centrocampo serve ancora qualcosa (c'è tempo fino alle 23 di oggi): ma ora anche Garcia sa che la Roma ha il dovere morale di provare a vincere davvero.