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Roma, Spalletti rilancia Totti: "Col Palermo partirà titolare"

Il tecnico smorza qualsiasi polemica sul capitano: "Può dare un immenso aiuto sotto il profilo della qualità, ma lo deve fare dentro il gruppo. Potrebbe giocare insieme a Dzeko". Sull'infortunio a De Rossi: "Quando schieri in campo un giocatore e si fa male dopo poco è segno che devo fare mea culpa"

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ROMA - Fa mea culpa sull'infortunio di Daniele De Rossi. Annuncia il ritorno tra i convocati di Kevin Strootman. Gestisce i presunti casi di Totti e Dzeko in modo tale da porre l'accento sulla considerazione che il tecnico di una squadra come la Roma deve tenere nei confronti del proprio gruppo per raggiungere l'obiettivo finale: i risultati. E proprio per ottenere il risultato della quinta vittoria consecutiva annuncia una possibilità di formazione inaspettata: "Ultimamente ha fatto bene, sotto l'aspetto dell'impegno. Ci può essere il contesto perché possa Totti possa essere titolare nella partita col Palermo. Questo non esclude la presenza di Dzeko: potrebbero giocare anche tutti e due". 
 
IPOTESI DZEKO-TOTTI: "LO VALUTO AL PARI DEGLI ALTRI" - Per capire le tecniche di gestione dell'organico adottate da Luciano Spalletti dal suo ritorno alla guida tecnica della Roma, basta evidenziare la risposta fornita in conferenza stampa dal tecnico di Certaldo. Poco importa se l'oggetto di discussione, nel caso specifico, fosse la condizione fisica di Leandro Castan. La sua verità è una e una soltanto: "Io valuto l'evidenza dei fatti, che cerco di mettere in pratica con tutti. Non faccio differenze, per il bene della Roma. La Roma è la cosa più importante che abbiamo, soprattutto i suoi risultati: dobbiamo tenerli in considerazione per quei 60000 dell'Olimpico, che sono un patrimonio che ci dà responsabilità, sostegno e a cui dobbiamo essere devoti". Un messaggio ben chiaro che indica come, nella sua testa, un reale problema intorno a Francesco Totti - che ha scherzato dopo il Real su quella che è effettivamente la sua utilità in questo periodo, con una battuta amara rivolta ad un cronista spagnolo - non esista. "Lo considero in modo talmente tanto forte che valuto Totti - spiega Spalletti - al pari degli altri. Può dare un immenso aiuto sotto il profilo della qualità, lo deve fare dentro il gruppo perché lui ha bisogno del gruppo. Si è allenato bene, lo fa con continuità da giorni. Anche io - ammette - ho contribuito nella gestione passata a farlo sentire un po' fuori dal gruppo. Può essere pronto per giocare titolare, senza escludere Dzeko. Potrebbero farlo insieme".
 
DZEKO OUT? "NELLA ROMA ALCUNI RESTANO FUORI" - Se da un lato tale possibilità esista davvero, le parole del tecnico toscano sulla condizione psico-fisica del bosniaco lasciano intendere come, in realtà, le scelte matureranno soltanto in funzione dell'idea di partita che intenderà mettere in campo Spalletti contro un Palermo rigenerato mentalmente dal cambio (il quinto stagionale) di allenatore. Dzeko, non caso, è partito riserva nella più importante sfida dell'anno contro il Real poiché il disegno tattico - per ammissione dell'allenatore - era quella di privilegiare il mantenimento del possesso palla: "Quando sei in una squadra come la Roma alcuni restano fuori e non posso aspettarmi che ci restino bene. Mi aspetto, cosa che fanno, che si rimanga in un contesto di reazione professionale. Tutto è sfilato nella maniera corretta con Edin e domani può giocare". Chi certamente giocherà è Mohamed Salah, la vera arma offensiva dei giallorossi: "Ha uno scatto bruciante che riesce a mantenere per lunghezze importanti. Ha personalità davanti la porta, è convinto della sua forza e ci sono le qualità perché riesca a segnare. Può aiutarci molto per tentare di vincere questa gara delicata".
 
SU DE ROSSI IL MEA CULPA - Delicata, poi, si pensava potesse essere la reazione alla gestione dell'infortunio di Daniele De Rossi. Dovrà restare out per il prossimo mese e Spalletti - che lo ha schierato in campo negli ultimi 13 minuti della sfida di mercoledì sera - non ha alcun problema ad ammettere le proprie responsabilità (verosimilmente includendo quelle dello staff medico che collabora a filo diretto con lui): "Quando schieri in campo un giocatore e si fa male dopo poco è segno che bisognava tenere in considerazione qualcosa che non ho fatto. Devo fare mea culpa, mi dispiace perché perdiamo un giocatore importante ma è inutile cercare scusanti. Le scelte dipendono da me e se il risultato è questo, di conseguenza ho sbagliato". Sulle alternative non è poi così allarmato. Può contare sull'affidabile Vainqueur, sull'esperienza di Keita ma, soprattutto, sul ritorno tra i disponibili di Kevin Strootman: "E' dentro, sta lavorando bene". Bene, ma non benissimo, il rendimento di Miralem Pjanic: "Ha una qualità immensa, contro il Real è stato sotto livello ma ha corso tanto. Può fare di più in generale". Il segreto per ripartire, dunque, dopo la sconfitta di mercoledì la affida al lavoro sul campo e alle dinamiche di rafforzamento delle relazioni del gruppo: "Si analizza quanto successo, senza tenere nascosto niente e portando tutto in superficie. E' vero che alcune cose le abbiamo fatte molto bene, ma altro va migliorato velocemente". Un po' la filosofia del "testa bassa e pedalare". Tutti insieme. In fretta.
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