Roma, Spalletti: "Ultima stagione di Totti? Non è detto"
di MATTEO MONTIIl tecnico parla del capitano: "Non ero d'accordo con chi lo voleva in campo tutte le partite, non sono d'accordo nel sentire che questo sia il suo ultimo anno". Sulla Juve: "Siamo ad un tavolo di poker con un avversario che possiede molte fiches e ha la possibilità di fare come vuole"
PINZOLO - Una conferenza fiume di un'ora per sviscerare i temi caldi di questa prima fase di stagione: "Sarà un viaggio lungo, carico di amore e di sentimento". Luciano Spalletti parla di mercato, delle aspettative dell'ambiente sulla possibilità di ridurre il gap con la Juventus, di Dzeko e di Francesco Totti. E se ammette con trasparenza le reali differenze di qualità con i bianconeri ("Siamo ad un tavolo di poker con un avversario che ha vinto gli ultimi tornei, possiede molte fiches e ha la possibilità di fare come vuole") tuona a gran voce contro un certo atteggiamento della stampa: che possa essere davvero l'ultimo anno di Francesco Totti, per Spalletti, è una proiezione da scacciare con ogni forza."ULTIMO ANNO DI TOTTI? VOI LO SCRIVETE, MA PARLERA' IL CAMPO" - A conferenza pressoché ultimata, Spalletti entra in scivolata su un argomento totalmente bypassato nei tre quarti d'ora precedent…
PINZOLO - Una conferenza fiume di un'ora per sviscerare i temi caldi di questa prima fase di stagione: "Sarà un viaggio lungo, carico di amore e di sentimento". Luciano Spalletti parla di mercato, delle aspettative dell'ambiente sulla possibilità di ridurre il gap con la Juventus, di Dzeko e di Francesco Totti. E se ammette con trasparenza le reali differenze di qualità con i bianconeri ("Siamo ad un tavolo di poker con un avversario che ha vinto gli ultimi tornei, possiede molte fiches e ha la possibilità di fare come vuole") tuona a gran voce contro un certo atteggiamento della stampa: che possa essere davvero l'ultimo anno di Francesco Totti, per Spalletti, è una proiezione da scacciare con ogni forza."ULTIMO ANNO DI TOTTI? VOI LO SCRIVETE, MA PARLERA' IL CAMPO" - A conferenza pressoché ultimata, Spalletti entra in scivolata su un argomento totalmente bypassato nei tre quarti d'ora precedenti. A protezione del suo "miglior giocatore", Francesco Totti, il tecnico tuona contro quei giornalisti che hanno iniziato a scrivere, parlare e recitare dell'ultimo anno di attività del numero dieci. Poco importa se il titolo del comunicato finanziario, apparso sul sito del club lo scorso 7 giugno, titolava: "L'AS Roma annuncia l'ultima stagione di Totti da calciatore". Per lui non corrisponde a verità. Alla sua verità: "I risultati dell'anno scorso hanno fatto vedere che l'ho gestito nella maniera giusta - dichiara il mister in conferenza stampa dal ritiro di Pinzolo - Come non ero d'accordo quando sentivo persone che lo volevano in campo tutte le partite, ora non sono d'accordo nel sentire che questo sia il suo ultimo anno. Secondo me il tempo che intercorrerà da quando lui vorrà smettere alla sua ultima partita sarà breve, non forzatamente un anno. Deve poter smettere quando gli pare, siete voi che avete il desiderio che smetta, scrivendo così. A lui non concedo nulla, ma state sicuri che non gli leverò niente: per me non smette quest'anno, dipenderà dal prossimo campionato". Stesso pensiero se riportato sul suo conto: "Il mio contratto scadrà a fine stagione, non ho un rinnovo automatico. Se sarà il mio ultimo anno, o il mio primo, lo dirà la stagione. Non voglio stare comodo, voglio sentirmi acceso e voglio che i giocatori possano valutare, che sappiano che io mi gioco il posto: voglio rimanere alla Roma e voglio far bene per restarci".
"LAVORIAMO PER PORTARE IL MEGLIO DI QUELLO CHE POSSIAMO PERMETTERCI" - Tra le proiezioni del futuro della sua squadra, non manca un'analisi del mercato. Non avverte particolare fretta: "Il rischio di fare le cose subito può farti perdere occasioni che si possono presentare fra qualche giorno. Margine ancora ne abbiamo". Commenta le nuove individualità già presenti a Pinzolo: Alisson ("Ha grande personalità, mi piace"), Iturbe ("Sono curioso di vedere le sue qualità, sono ben predisposto su di lui"), Paredes, Mario Rui ("Può sostituire Digne") e Gerson ("Bisogna fargli trovare un ambiente che possa fargli mettere subito a frutto le sue doti"). Certifica che El Shaarawy, De Rossi, Florenzi e Nainggolan saranno regolarmente integrati al resto del gruppo per la partenza verso la tournée a Boston (partenza 23 luglio). Ma non si nasconde nemmeno dal commentare i due profili di difensori accostati alla Roma in queste ultime ore, Nacho e Juan Jesus: "Juan Jesus - dice Spalletti - è un giocatore di prima qualità: noi stiamo cercando di fare mercato trovando giocatori di prima qualità. Stiamo lavorando forte per portare il meglio possibile secondo quello che la società può permettersi al momento. Abbiamo bisogno minimo di due difensori duttili, che possano giocare anche da terzini". Chiusura su Dzeko: "Posso valutare solo la sua volontà di far bene e rimanere alla Roma. Ho tentato di aiutarlo tantissimo, più di tutti, nella passata stagione. Ora guardo quello che sta facendo. La cosa fondamentale è lui abbia nelle sue intenzioni di far parte della squadra. Se mantiene questo pensiero è lui il centravanti della Roma"."JUVE POKERISTA VINCENTE, CON MAGGIORI FICHES E POSSIBILITA'" - Con sano realismo, e una metafora calzante, affronta infine la premura più grande dei tifosi: analizzare le reali possibilità che la sua squadra possa ambire a ridurre il gap con la Juventus. Dopo la partenza di Pjanic - e le sue dichiarazioni durante la conferenza di presentazione ("Ho capito perché era difficile essere davanti alla Juve") - Spalletti sa di aver perso una risorsa preziosa. Non di certo la volontà a fare di tutto per trovare soluzioni alternative: "Sono stati bravi e forti a portarsi a casa un giocatore così. Il nostro obiettivo è confrontarci ad armi pari con loro, con il Napoli, il Milan, l'Inter, il Sassuolo e anche la Lazio. Vogliamo dare battaglia a tutte queste squadre, di volta in volta. Nel nostro tavolo di poker c'è un giocatore che ha vinto gli ultimi tornei e anche le ultime mani di questa partita. Ha molte fiches e la possibilità di decidere la strategia di gioco. La situazione è questa, noi dobbiamo trovare le giuste soluzioni per sopperire a questo". La qualità del gioco, ad esempio: "E' un punto importante, forse ne vale due se riesci a fare quello che hanno fatto questi professionisti qui nel corso della passata stagione. La Juventus può fare quello che gli pare, noi abbiamo nel mirino varie squadre per poterci confrontare nella maniera corretta con tutti. Vogliamo provare a vincere contro la Juventus, a prescindere dalle differenze. Non ci sono scusanti, dobbiamo fare il massimo". Con innesti di qualità, chiaramente, il percorso non potrà che essere agevolato: "I leader -conclude Spalletti commentando l'importanza di aver ritrovato da subito Kevin Strootman- devono essere più di uno per fare una buona squadra". Nessun dubbio, stando a quanto traspare dalla convinzione del suo sguardo, che voglia essere lui il primo leader della Roma del prossimo anno.
"LAVORIAMO PER PORTARE IL MEGLIO DI QUELLO CHE POSSIAMO PERMETTERCI" - Tra le proiezioni del futuro della sua squadra, non manca un'analisi del mercato. Non avverte particolare fretta: "Il rischio di fare le cose subito può farti perdere occasioni che si possono presentare fra qualche giorno. Margine ancora ne abbiamo". Commenta le nuove individualità già presenti a Pinzolo: Alisson ("Ha grande personalità, mi piace"), Iturbe ("Sono curioso di vedere le sue qualità, sono ben predisposto su di lui"), Paredes, Mario Rui ("Può sostituire Digne") e Gerson ("Bisogna fargli trovare un ambiente che possa fargli mettere subito a frutto le sue doti"). Certifica che El Shaarawy, De Rossi, Florenzi e Nainggolan saranno regolarmente integrati al resto del gruppo per la partenza verso la tournée a Boston (partenza 23 luglio). Ma non si nasconde nemmeno dal commentare i due profili di difensori accostati alla Roma in queste ultime ore, Nacho e Juan Jesus: "Juan Jesus - dice Spalletti - è un giocatore di prima qualità: noi stiamo cercando di fare mercato trovando giocatori di prima qualità. Stiamo lavorando forte per portare il meglio possibile secondo quello che la società può permettersi al momento. Abbiamo bisogno minimo di due difensori duttili, che possano giocare anche da terzini". Chiusura su Dzeko: "Posso valutare solo la sua volontà di far bene e rimanere alla Roma. Ho tentato di aiutarlo tantissimo, più di tutti, nella passata stagione. Ora guardo quello che sta facendo. La cosa fondamentale è lui abbia nelle sue intenzioni di far parte della squadra. Se mantiene questo pensiero è lui il centravanti della Roma"."JUVE POKERISTA VINCENTE, CON MAGGIORI FICHES E POSSIBILITA'" - Con sano realismo, e una metafora calzante, affronta infine la premura più grande dei tifosi: analizzare le reali possibilità che la sua squadra possa ambire a ridurre il gap con la Juventus. Dopo la partenza di Pjanic - e le sue dichiarazioni durante la conferenza di presentazione ("Ho capito perché era difficile essere davanti alla Juve") - Spalletti sa di aver perso una risorsa preziosa. Non di certo la volontà a fare di tutto per trovare soluzioni alternative: "Sono stati bravi e forti a portarsi a casa un giocatore così. Il nostro obiettivo è confrontarci ad armi pari con loro, con il Napoli, il Milan, l'Inter, il Sassuolo e anche la Lazio. Vogliamo dare battaglia a tutte queste squadre, di volta in volta. Nel nostro tavolo di poker c'è un giocatore che ha vinto gli ultimi tornei e anche le ultime mani di questa partita. Ha molte fiches e la possibilità di decidere la strategia di gioco. La situazione è questa, noi dobbiamo trovare le giuste soluzioni per sopperire a questo". La qualità del gioco, ad esempio: "E' un punto importante, forse ne vale due se riesci a fare quello che hanno fatto questi professionisti qui nel corso della passata stagione. La Juventus può fare quello che gli pare, noi abbiamo nel mirino varie squadre per poterci confrontare nella maniera corretta con tutti. Vogliamo provare a vincere contro la Juventus, a prescindere dalle differenze. Non ci sono scusanti, dobbiamo fare il massimo". Con innesti di qualità, chiaramente, il percorso non potrà che essere agevolato: "I leader -conclude Spalletti commentando l'importanza di aver ritrovato da subito Kevin Strootman- devono essere più di uno per fare una buona squadra". Nessun dubbio, stando a quanto traspare dalla convinzione del suo sguardo, che voglia essere lui il primo leader della Roma del prossimo anno.