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Roma, niente derby per Paredes: l'argentino fuori tre settimane

Gli esami strumentali hanno evidenziato i postumi di un trauma distorsivo di alto grado della caviglia sinistra con impegno della sindesmosi tibio-peroneale. Un guaio che lo costringerà a circa 2-3 settimane di stop. Niente Lazio, niente Milan e forse anche niente Juve

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ROMA - Niente derby per Pardese. Se c'è un settore in cui la scelta di Luciano Spalletti è limitata all'osso, quello è il centrocampo. E la sorte è lì che va a incidere, togliendo al tecnico una delle pochissime alternative al trio di titolari De Rossi-Strootman-Nainggolan. La distorsione alla caviglia riportata nella mattinata di domenica da Leandro Paredes è più seria del previsto. E così a sette giorni dalla sfida contro la Lazio, l'argentino deve arrendersi. Gli esami strumentali a cui il centrocampista è stato sottoposto alle 16.30 di lunedì pomeriggio ha evidenziato i postumi di un trauma distorsivo di alto grado della caviglia sinistra con impegno della sindesmosi tibio-peroneale. Un guaio che lo costringerà a circa 2-3 settimane di stop. Niente derby, niente Milan e forse anche niente Juve, che pure in estate s'era interessata a lui. Anche per il timore (puntualmente materializzato) di perdere l'argentino Spalletti domenica aveva scelto di preservare De Rossi, dando fiducia a Gerson contro il Pescara. Scelta conservativa che oggi, dopo il successo - seppure stentato - contro gli abruzzesi, pare quantomai avveduta.
Meno avveduto è chi ha fatto circolare in città di manifesti elettorali con la celebre immagine in cui Francesco Totti mimava, nel 2005, "zitti, quattro e a casa" allo juventino Tudor. Un'iniziativa per promuovere il "no" al referendum, che Totti ha accolto malissimo. Diffondendo un comunicato attraverso i propri profili social (di fresca generazione) in cui diffida dall'uso della sua immagine a fini politici "tanto più nell'ambito del dibattito elettorale che dovrebbe essere circoscritto al civile confronto sul merito del referendum, evitando inutili strumentalizzazioni da parte dei due schieramenti referendari".


 
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