ROMA - "Ossessione" è il titolo del primo romanzo di Stephen King. La trama? Uno studente prende in ostaggio la propria classe, dando via ad una terapia di gruppo, dopo aver sparato a due insegnanti. Senza cogliere, ovviamente, le connotazioni più drammatiche dell'opera, Spalletti si appropria dello stesso titolo - "Ossessione" - per descrivere la prima parte di stagione della sua squadra: "Siamo ossessionati dalla Roma, dalla voglia di dare tutto ciò che abbiamo per questi colori. E' questa la ricerca quotidiana che abbiamo come obiettivo. La Roma - dice il tecnico nella conferenza stampa alla vigilia del match di Coppa contro la Samp - non ha più tempo per sbagliare niente. Dobbiamo per forza vincere e capitalizzare ogni momento della nostra esistenza, a cominciare dalla sfida di giovedì sera. Se non si mira alla vittoria è segno che siamo mediocri: nella Roma, i mediocri, non ci possono stare".
"ABBIAMO NECESSITA' DI VINCERE. OSSESSIONATI PER LA ROMA" - Guai, dunque, ad associare il match di Tim Cup ad un impegno da poter vivere con scarsa convinzione agonistica: "La gara è da dentro-o-fuori. Non ci possiamo permettere di fare esperimenti, siamo partiti da una rosa più ristretta proprio per disporre di tutti titolari, e per far sentire ogni calciatore importante per la causa. Mi è capitato di alzare un paio di 'coppettinè - continua Spalletti dalla sala stampa di Trigoria - e quando lo fai sembra che inizi una nuova vita, con più autostima, forza e sicurezza. La Roma ha necessità di vincere, non per il gusto della vittoria in sè, ma per la sua gente. In Toscana abbiamo i mulini: più acqua c'è, più energia forniscono. Non siamo nelle condizioni di dire che sarà una partita in cui poter far giocare chi ho impiegato di meno: si fanno giocare quelli che vincono, abbiamo bisogno di serietà assoluta in ogni secondo della nostra vita professionale per la Roma". Linee guida ben definite, che descrivono meglio l'ossessione di cui parla il tecnico, e che Salah - dal ritiro dell'Egitto in Coppa d'Africa - ha evidenziato come caratteristica principe dell'allenatore: "Siamo tutti ossessionati dalla Roma, se lo merita la nostra gente e se lo aspettano: per essere professionali fino in fondo deve essere questa la ricerca, nei particolari e nei dettagli. Se i calciatori prendessero quella contro la Samp come una gara infrasettimanale di poco conto, diventa tutto più difficile. Siamo attrezzati per fare bene in tutto, abbiamo recuperato calciatori e ho la possibilità di far rientrare Mario Rui. Soprattutto bisogna vincere, punto".
MERCATO? "NON C'E' TEMPO. SERVE UN GIOCATORE" - La sconfitta della Juventus a Firenze, inoltre, aggiunge pressione in questo senso anche sui possibili scenari da intraprendere sul mercato, per rafforzare la squadra e consegnare al tecnico maggiori possibilità nel percorso di inseguimento ai bianconeri: "Siccome ritengo la rosa forte, e ho possibilità di gestirla settimana dopo settimana, mi bastano 15 giocatori. I miei sono stati bravissimi con la loro continua disponibilità e duttilità. Mi va bene questo organico e sto con la società, ma se va via qualcuno - come già ribadito a più riprese da fine dicembre - va sostituito: non cerchiamo un apprendista perché non abbiamo tempo per lavorarci, per farlo crescere. Serve un giocatore, e uno soltanto ne ho chiesto in funzione dell'unica partenza che abbiamo concesso, che sia di immediato rendimento e che si immerga subito dentro l'esasperazione del nostro calcio, dell'esigenza dei risultati e della mentalità di una squadra che mira a vincere ogni gara. Stiamo cercando un profilo di livello da centrocampo in sù - spiega analizzando le strategie del club - se giovane e di prospettiva, ancor meglio per il futuro della Roma. Ma non possiamo più perdere un secondo in niente". Defrel il nome caldo delle ultime ore: "Ci sono calciatori forti in Italia, lui è uno di questi. Non devo fare nomi, c'è un gruppo di lavoro guidato da Massara che lavora continuamente insieme al Presidente. E' lui a decidere e a tirare fuori i soldi: se troviamo quello che ci serve, bene, altrimenti rimaniamo così". Concludendo sul tema, spiega i motivi dell'incompatibilità di questo orientamento, con la possibilità di portare Musonda nella capitale: "Non l'ho bocciato, ma non avremmo il tempo materiale. Conte ne parla in modo stratosferico e sono certo che diventerà fortissimo: ma se cambi la nazione ad un ragazzo che già gioca poco, e non puoi fornirgli garanzie di una maglia da titolare in una squadra che ha la necessità di vincere da subito, si rischia di perdere tempo determinante".
TORNA MARIO RUI. DZEKO? "E' DIVINO" - Al di là delle posizioni dialettiche in merito alla valenza della sfida contro la Samp, il tecnico è alle prese con una serie di ragionamenti per schierare un undici titolare che garantisca anche il giusto contributo - ai calciatori più impiegati fin qui - in termini di recupero atletico: Juan Jesus e Rudiger sono alle prese con una serie di disturbi muscolari che verranno valutati nelle prossime ore. Ad Alisson, invece, le chiavi della porta. Perotti è aggregato e regolarmente a disposizione, così come Mario Rui, ancora mai impiegato dopo il suo arrivo nella capitale e l'infortunio al ginocchio che gli ha compromesso l'intero girone di andata: "Da un po' di tempo si allena a buoni livelli - spiega Spalletti - c'è da valutarne la condizione fisica sui 90 minuti, ma sarà sicuramente della partita". Le insidie della sfida sono per Spalletti piuttosto chiare: "La Samp non ha l'assillo del campionato, è una squadra forte, che mette intensità massima con il rombo di centrocampo e che pressa continuamente il portatore di palla avversario. Non ci daranno tempo per ragionare, servirà essere forti, disponibili alla corsa e alla voglia di portare a casa il risultato". Anche per questo è verosimile che possa ricorrere all'ennesimo impiego di Dzeko (sempre schierato in campionato) da titolare: "E' rimasto sorpreso che si facciano titoli in prima pagina quando lo definisco molle, e che non capiti la stessa cosa quando mi è capitato di esaltarne le prestazioni. E' un calciatore magnifico, splendido, divino: l'importante è che la squadra sappia di non doversi mai accontentare. Dobbiamo capitalizzare sempre il meglio di ciò che possiamo portare a casa. Ho diviso la lavagna dello spogliatoio in due: in una c'è la classifica reale, nell'altra quella in caso di pareggio ad Udine. Non cambia nulla, saremmo stati comunque secondi - conclude Spalletti - ma lì c'è la differenza del giocatore che ha carattere, che vuole il risultato migliore da ogni situazione". Questa, la sua vera ed unica 'ossessione'.
"ABBIAMO NECESSITA' DI VINCERE. OSSESSIONATI PER LA ROMA" - Guai, dunque, ad associare il match di Tim Cup ad un impegno da poter vivere con scarsa convinzione agonistica: "La gara è da dentro-o-fuori. Non ci possiamo permettere di fare esperimenti, siamo partiti da una rosa più ristretta proprio per disporre di tutti titolari, e per far sentire ogni calciatore importante per la causa. Mi è capitato di alzare un paio di 'coppettinè - continua Spalletti dalla sala stampa di Trigoria - e quando lo fai sembra che inizi una nuova vita, con più autostima, forza e sicurezza. La Roma ha necessità di vincere, non per il gusto della vittoria in sè, ma per la sua gente. In Toscana abbiamo i mulini: più acqua c'è, più energia forniscono. Non siamo nelle condizioni di dire che sarà una partita in cui poter far giocare chi ho impiegato di meno: si fanno giocare quelli che vincono, abbiamo bisogno di serietà assoluta in ogni secondo della nostra vita professionale per la Roma". Linee guida ben definite, che descrivono meglio l'ossessione di cui parla il tecnico, e che Salah - dal ritiro dell'Egitto in Coppa d'Africa - ha evidenziato come caratteristica principe dell'allenatore: "Siamo tutti ossessionati dalla Roma, se lo merita la nostra gente e se lo aspettano: per essere professionali fino in fondo deve essere questa la ricerca, nei particolari e nei dettagli. Se i calciatori prendessero quella contro la Samp come una gara infrasettimanale di poco conto, diventa tutto più difficile. Siamo attrezzati per fare bene in tutto, abbiamo recuperato calciatori e ho la possibilità di far rientrare Mario Rui. Soprattutto bisogna vincere, punto".
MERCATO? "NON C'E' TEMPO. SERVE UN GIOCATORE" - La sconfitta della Juventus a Firenze, inoltre, aggiunge pressione in questo senso anche sui possibili scenari da intraprendere sul mercato, per rafforzare la squadra e consegnare al tecnico maggiori possibilità nel percorso di inseguimento ai bianconeri: "Siccome ritengo la rosa forte, e ho possibilità di gestirla settimana dopo settimana, mi bastano 15 giocatori. I miei sono stati bravissimi con la loro continua disponibilità e duttilità. Mi va bene questo organico e sto con la società, ma se va via qualcuno - come già ribadito a più riprese da fine dicembre - va sostituito: non cerchiamo un apprendista perché non abbiamo tempo per lavorarci, per farlo crescere. Serve un giocatore, e uno soltanto ne ho chiesto in funzione dell'unica partenza che abbiamo concesso, che sia di immediato rendimento e che si immerga subito dentro l'esasperazione del nostro calcio, dell'esigenza dei risultati e della mentalità di una squadra che mira a vincere ogni gara. Stiamo cercando un profilo di livello da centrocampo in sù - spiega analizzando le strategie del club - se giovane e di prospettiva, ancor meglio per il futuro della Roma. Ma non possiamo più perdere un secondo in niente". Defrel il nome caldo delle ultime ore: "Ci sono calciatori forti in Italia, lui è uno di questi. Non devo fare nomi, c'è un gruppo di lavoro guidato da Massara che lavora continuamente insieme al Presidente. E' lui a decidere e a tirare fuori i soldi: se troviamo quello che ci serve, bene, altrimenti rimaniamo così". Concludendo sul tema, spiega i motivi dell'incompatibilità di questo orientamento, con la possibilità di portare Musonda nella capitale: "Non l'ho bocciato, ma non avremmo il tempo materiale. Conte ne parla in modo stratosferico e sono certo che diventerà fortissimo: ma se cambi la nazione ad un ragazzo che già gioca poco, e non puoi fornirgli garanzie di una maglia da titolare in una squadra che ha la necessità di vincere da subito, si rischia di perdere tempo determinante".
TORNA MARIO RUI. DZEKO? "E' DIVINO" - Al di là delle posizioni dialettiche in merito alla valenza della sfida contro la Samp, il tecnico è alle prese con una serie di ragionamenti per schierare un undici titolare che garantisca anche il giusto contributo - ai calciatori più impiegati fin qui - in termini di recupero atletico: Juan Jesus e Rudiger sono alle prese con una serie di disturbi muscolari che verranno valutati nelle prossime ore. Ad Alisson, invece, le chiavi della porta. Perotti è aggregato e regolarmente a disposizione, così come Mario Rui, ancora mai impiegato dopo il suo arrivo nella capitale e l'infortunio al ginocchio che gli ha compromesso l'intero girone di andata: "Da un po' di tempo si allena a buoni livelli - spiega Spalletti - c'è da valutarne la condizione fisica sui 90 minuti, ma sarà sicuramente della partita". Le insidie della sfida sono per Spalletti piuttosto chiare: "La Samp non ha l'assillo del campionato, è una squadra forte, che mette intensità massima con il rombo di centrocampo e che pressa continuamente il portatore di palla avversario. Non ci daranno tempo per ragionare, servirà essere forti, disponibili alla corsa e alla voglia di portare a casa il risultato". Anche per questo è verosimile che possa ricorrere all'ennesimo impiego di Dzeko (sempre schierato in campionato) da titolare: "E' rimasto sorpreso che si facciano titoli in prima pagina quando lo definisco molle, e che non capiti la stessa cosa quando mi è capitato di esaltarne le prestazioni. E' un calciatore magnifico, splendido, divino: l'importante è che la squadra sappia di non doversi mai accontentare. Dobbiamo capitalizzare sempre il meglio di ciò che possiamo portare a casa. Ho diviso la lavagna dello spogliatoio in due: in una c'è la classifica reale, nell'altra quella in caso di pareggio ad Udine. Non cambia nulla, saremmo stati comunque secondi - conclude Spalletti - ma lì c'è la differenza del giocatore che ha carattere, che vuole il risultato migliore da ogni situazione". Questa, la sua vera ed unica 'ossessione'.