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Roma, Spalletti volta pagina dopo il derby: ''Non siamo stanchi e siamo pronti''

Luciano Spalletti (agf)
Il tecnico alla vigilia della sfida con il Napoli: ''Serve grande maturità''
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ROMA - La sconfitta nella semifinale di andata di Coppa Italia è l'analogia che accompagna Roma e Napoli nel percorso di avvicinamento ad un match che potrebbe dire molto, in ottica secondo posto. Tra postumi legati alle tossine negative dei rispettivi risultati, e la preoccupazione per il sovraccarico fisico causato inevitabilmente da calendari tanto affollati, Luciano Spalletti prova a scorporare l'impegno di sabato pomeriggio, dall'esito - ancora non definito - della stracittadina di mercoledì scorso: "Nella prossima sfida avrò qualcosa da dire, e di sicuro la squadra avrà qualcosa di diverso da fare. Probabilmente non sarà facile, sicuramente non sarà impossibile".
 
"NON SIAMO STANCHI, SIAMO PRONTI" - Come ripartire dopo il 2-0 contro la Lazio? "Da quando faccio questo lavoro ho perso circa 200 partite subendo tra i 7 e gli 800 gol. Da quando sono qui abbiamo disputato 60 incontri, perdendone 11 e incassando tante reti. Tutte le volte in cui è successo - dice Spalletti nella conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Napoli - ho avuto qualcosa da dire. In 27 di queste gare abbiamo realizzato almeno tre gol per cui nella prossima avrò qualcosa da dire e sicuro la squadra avrà qualcosa di diverso da fare". Una richiesta, dunque, a reagire rapidamente senza contaminare i significati del percorso di crescita costruito fino ad oggi: "Sarà una partita difficile, delicata, ci vorrà tantissima attenzione, forza e qualità. Loro, come noi, sono una squadra matura. Mi aspetto prese di posizioni importanti, scelte giuste nei momenti di gara che le richiederanno, soffrire, difendere in modo ordinato e riuscire a capire quando poter spingersi al di là delle possibilità del momento". Per capire i motivi del calo di rendimento nel derby di coppa, non è il principio di un calo fisico la chiave con cui Spalletti ha voluto analizzare la sfida con i suoi calciatori: "Riguardandola ne abbiamo parlato, concordando anche sull'analisi. Bisogna pensare alla prossima sfida perché non possiamo modificare quanto successo. Bisogna assolutamente dare seguito a quello che è stato il comportamento generale - prosegue il tecnico dalla sala stampa di Trigoria - i numeri e la classifica. Non dobbiamo fermarci, ma fare tesoro degli errori commessi e andare oltre. Non vogliamo muovere a compassione nessuno, non ci garba. Quindi giocheremo ad armi pari contro un avversario forte, che ci affronterà con le stesse nostre intenzioni. E' vero - conclude Spalletti - che le partite ravvicinate portano via energie. Noi, però, non siamo stanchi". Eppure, il rischio di ricorrere sempre alle stesse scelte di formazione, potrebbe coincidere con il rischio di un importante stress fisico. Specie per chi, come Dzeko, è al momento imprescindibile per il suo scacchiere tattico: "A Milano ha giocato una grande partita, l'altra sera è stato sotto tono. Per dire che è stanco servono due o tre partite di seguito, altrimenti può essere stata solo una partita sbagliata". 
 
117 GOL FATTI TRA ROMA E NAPOLI: "TIFOSI POSSONO ANDARNE ORGOGLIOSI" - Soluzioni alternative, però, non mancano. Perotti, El Shaarawy e Juan Jesus potrebbero risultare utili ad una turnazione che possa garantire respiro ai titolari, e garanzie in termini di equilibri di gioco: "Non siamo stanchi, siamo pronti. Sapevamo di questo periodo - spiega Spalletti - e dei tanti impegni ravvicinati. Questo può comportare che si possa cambiare qualche pedina, e probabilmente sarà così già da sabato. Resteremo ugualmente nelle condizioni di condurre la partita e offrire un buono spettacolo, come abbiamo fatto anche nel derby nonostante il risultato penalizzante. Loro - conclude sulla sfida contro i biancocelesti - sono favoriti, hanno il 70% di passare il turno. E hanno anche già festeggiato, a differenza nostra. Noi tenteremo di dire qualcosa, sempre considerando la differenza attuale, che resta sostanziale". Sostanza che caratterizza i numeri degli attacchi di Roma e Napoli: 117 le reti siglate dalle due squadre più prolifiche del campionato. "Quando ci sono calciatori di tale livello è difficile dire con assolutezza chi è più forte. Anche un leggero vantaggio può essere annullato con le scelte giuste nei momenti giusti. Siamo organici di qualità, con numeri importanti già dalla passata stagione. Le società, i dirigenti e i tifosi possono andare orgogliosi di noi, dei nostri comportamenti e del grado di identificazione ai rispettivi colori". 
 
BUU RAZZISTI PER RUDIGER: "DISTANTI DAL CALCIO EUROPEO" - Meno orgoglio, invece, per come la Federazione italiana ha deciso di affrontare (e non sanzionare) gli ennesimi episodi di razzismo, che hanno visto protagonista - suo malgrado - il neo ventiquattrenne Antonio Rudiger: "Per essere al livello del calcio europeo bisognerebbe intraprendere un percorso di posizioni etiche. Vedere queste risultanze, senza alcuna presa di posizione, non fa che lasciarci distanti da quel livello. Bisognerebbe essere decisi e attaccare chiunque manifesti questo problema. Avevo un amico carissimo non vedente - conclude Spalletti - quando avvertiva di avere una persona davanti sgranava gli occhi, ovviamente non per guardare, ma per invitare chi aveva davanti a farsi capire e riconoscere. I razzisti meriterebbero di vivere come lui, per avere la possibilità di considerare le persone per come sono fatte interiormente, anziché valutarle per il colore della pelle".
 
 
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