Spalletti saluta la Roma: ''Non meritavo quei fischi". De Rossi rinnova: altri due anni in giallorosso
Luciano Spalletti (ansa)
Il tecnico: ''Lascio una squadra forte. Non sempre tutti hanno remato dalla stessa parte". Il centrocampista sarà il capitano della Roma nel 2017/2018. Di Francesco avvistato in un bar vicino Trigoria
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ROMA - Dopo i grandi addii,è già tempo di conferme in casa Roma. A qualche giorno dal ritiro del capitano di una vita, Francesco Totti, i giallorossi hanno blindato immediatamente l'erede da tempo designato. Daniele De Rossi ha rinnovato il suo contratto, prolungando di due anni il rapporto con il club giallorosso. La Roma ha deciso dunque di continuare sulla tradizione di capitani romani e romanisti, offrendo al centrocampista un biennale a scadenza 2019: De Rossi ha giocato 561 partite, segnando 59 gol, con la maglia della Roma. Secondo rinnovo per Monchi, che ha confermato Kevin Strootman fino al 2022.
De Rossi sarà il capitano della Roma nelle prossime due stagioni (agf)SPALLETTI: "NON MERITO I FISCHI" - Ma non è solo una giornata di buone notizie. Luciano Spalletti ha svolto la sua ultima conferenza stampa da allenatore giallorosso, non risparmiando attacchi per la piazza e i tifosi. "I fischi che ho preso domenica io non li merito": lo ha detto il tecnico di Certaldo, al commiato dalla Roma. "Li avevo sentiti già prima, perché non nascono da me ma da chi ha voluto creare una divisione tra me e Totti che non esiste. Ora Totti non c'è più e questa divisione deve essere superata - ha aggiunto Spalletti - Io posso essere un maledetto, uno schifoso ma sono una persona perbene. Io e Francesco continueremo a rispettarci, a stimarci reciprocamente: se poi parla qualche ventriloquo...certe cose sono dispiaciute soprattutto a me. Ma io vado dritto per la mia strada". E ancora: "Se quelle persone che mi hanno fischiato fossero entrati nella mia testa per un solo momento quando abbiamo perso con il Lione, con la Lazio in quelle partite fondamentali perse, sono sicuro che non mi avrebbero fischiato domenica".
TOTTI HA GIOCATO UN ANNO IN PIU' GRAZIE A ME - Il tema centrale resta il rapporto con Totti: "Se il problema ero io, spero che Francesco continui e così non sarò io quello che lo ha fatto smettere. Perché non sono stato io, ha smesso da solo, perché l'età gli impediva di continuare. Anzi: l'avrò fatto smettere o l'ho fatto giocare un anno in più? Per me l'ho fatto giocare un anno in più, gli ho voluto strabene" ha detto il tecnico toscano. "Francesco lascia un vuoto incolmabile ma l'esaltazione di un solo elemento, portata ai massimi livelli, disturba anche l'elemento stesso, cosa che non ha subito perché lui è l'assoluto. E' stato forte anche dentro l'esaltazione, si è preso le responsabilità, però appiattisce gli altri. E quando difendo gli altri, per voi è andare contro di lui. Se non ci sono riuscito in un anno e mezzo, significa che in questo ho fallito perché Roma ha delle potenzialità, che io volevo compattare per uno stesso obiettivo".
"Ora che Totti si renderà conto che il dopo è altrettanto bello, diventeremo stretti amici, amicissimi, e chissà che una volta non si possa raccontare una storia insieme e che lui stesso non capisca che l'esaltazione assoluta toglie qualsiasi contenuto, diventa solo un io togliendo io noi".
LASCIO UNA ROMA FORTE - Ora, salvo clamorosi colpi di scena, tornerà a lavorare con Walter Sabatini all'Inter anche se ancora glissa: "Sono un uomo libero, valuterò ora con chi accordarmi"). Nel frattempo giudica positivo il suo bilancio dopo un anno e mezzo di lavoro: "Dalla Roma non mi ero distaccato totalmente anche quando ero in Russia, guardavo sempre i risultati e soprattutto le prestazioni - ammette il tecnico toscano - Abbiamo lavorato in maniera seria e corretta, poi ci sono dei passaggi, risultati ed episodi fondamentali, ma la cosa più importante è che lascio una Roma forte, una squadra che ha delle individualità importanti, che si è comportata quasi totalmente da collettivo. Si poteva fare meglio come collettivo, come obiettivo comune: non abbiamo remato tutti dalla stessa parte e, come si è visto domenica, le potenzialità della società, di questo sentimento e delle persone che ci sono intorno sono enormi. E' un ambiente forte e bello e mi dispiace lasciarlo". A tal punto che a fine conferenza addirittura dice: "Non è èscluso che ritorni".
DI FRANCESCO HA GRANDI QUALITA' UMANE - Per l'immediato futuro Spalletti promuove Di Francesco (che è stato avvistato in un bar vicino Trigoria, un ulteriore indizio sulle intenzioni della società, ndr): "Ha grandi qualità umane e non ha mai cancellato il ricordo della Roma". Poi difende fino in fondo la società: "Ho avuto tutto. Pallotta vuole fare lo stadio per la Roma e si mette in dubbio che lo stadio lo faccia per interessi suoi... In realtà vuole il bene per la Roma. Spero che in futuro Monchi parli molto alla gente, a quelli che vogliono bene alla Roma, a quelli che hanno a cuore le sorti della Roma. Proprio per avere un dialogo più chiaro e sincero con i tifosi".
NON E' UN LIMITE NON AVER VINTO TITOLI - Rivedendo il suo film lungo un anno e mezzo, Spalletti ammette che qualche errore, soprattutto nella fase clou della stagione, lo ha commesso, però avverte: "Se si vuol vedere come un limite il fatto di non aver portato a casa titoli, state attenti perchè c'è il rischio che passino altri anni se non si fa il corretto dosaggio delle richieste che possiamo fare ad una squadra di calcio e ad una società".