ROMA - Sembra emozionato quando una pioggia di flash a cui certo non era abituato lo invade all'ingresso della sala stampa. Tutto il resto, però, Eusebio Di Francesco lo conosce bene. Su quella panchina dell'Olimpico si era seduto da calciatore prima - più con Capello nell'anno del terzo scudetto che con Zeman - poi da team manager di Spalletti nel 2005-2006. Undici anni dopo torna a occuparla da allenatore. Senza proclami. Monchi annuncia "una trattativa con un club inglese per Salah, ma il prezzo lo facciamo noi". E chiude all'Inter: "Ci sono zero possibilità che Rudiger vada via, non abbiamo trattative in corso con nessuno per giocatori che non siano Salah, la Roma non è un supermercato". Poi rivela: "Per la Roma e per me in particolare è un giorno molto felice. Il ritorno di uno 'dei nostri' che torna a casa. Un motivo di allegria per tutti. Una volta che Luciano Spalletti mi disse che andava via il mio obiettivo era unico, ovvero che Eusebio venisse qui ed io sono contento". Di Francesco, invece, promesse non ne fa: "Niente proclami, profilo basso, con umiltà e entusiasmo ci toglieremo delle soddisfazioni. Sono qui per proporre il mio calcio. La Roma è una squadra competitiva con giocatori interessanti, che ha avuto davanti una squadra fortissima come la Juve. Ha dimostrato comunque di essere una squadra top. Voglio ringraziare il presidente Pallotta, Gandini, Baldissoni e Monchi per questa opportunità, questa è la mia grande occasione".
Di Francesco, da avversario che idea si è fatto della Roma?
"E' una squadra molto competitiva, con giocatori interessanti. Ha avuto davanti una squadra come la Juventus ma ha dimostrato di essere una squadra di livello alto".
Lo scorso anno c'è stata una contraddizione di risultati tra campionato e coppe, secondo lei perché?
"Di contraddittorio c'è che sono stati superati molti record, a volte passa in secondo piano che questa squadra è arrivata seconda facendo 87 punti con un capocannoniere da 30 gol in campionato. Ma per raggiungere un traguardo dovremo fare tutti qualcosa in più"
Ha avuto modo di sentire Totti?
"Sì, la società ha parlato con Totti del suo futuro da dirigente. A breve dovrà dare una risposta. Ho un legame particolare con lui, sarei contento di continuare a lavorare con lui anche in un'altra veste".
Ha la percezione di essere arrivato in una città che ha fretta?
"Nel calcio c'è sempre fretta, ho la volontà di concentrarmi soltanto sul lavoro, che è determinante. Voglio trasmettere entusiasmo, che viene dall'essere vicini alla gente e facendo risultati che sono alla base del calcio. Magari anche facendo divertire, che è quello che vuole la gente".
E' così difficile lavorare a Roma?
"Tanti problemi non me li pongo. La cosa più importante di cui abbiamo parlato con Monchi è creare grande compattezza. Quello che mi auguro è che sia un percorso in discesa per quanto riguarda i risultati. So che questo può essere un ambiente particolare, difficile, ma sono sereno. Quello che dobbiamo trasmettere è consapevolezza e una grandissima umiltà nel lavoro. I giocatori devono avere grandissima disponibilità per far diventare più grande questa Roma".
C'è la possibilità che arrivi Berardi?
"Delle possibilità risponde sempre il direttore. Ribadisco quello che ho detto un anno fa: l'ho visto crescere, ha grandissimi mezzi. Questo non significa che sia un obiettivo della Roma, parlo solo di un giocatore che credo sia di altissimo profilo".
Gli acquisti, come quello di Hector Moreno, li concorda con la società o si adegua?
"Mi chiede se sono un aziendalista? Le scelte che facciamo insieme, quella di Hector è stata pienamente condivisa col direttore. Le mie fortune sono le fortune della società, non siamo due entità separate. Noi lavoriamo per il bene della Roma, insieme cercheremo di mettere su una squadra molto forte".
Come cambia passare dal Sassuolo alla Roma?
"L'aspetto tattico può diventare differente perché spesso si vanno a dominare le partite. Però anche allenando una squadra piccola come il Sassuolo non ho mai avuto un atteggiamento remissivo, continerò anche qui a voler fare la partita. Partiremo dal 4-3-3, che può cambiare durante la gara in 4-2-4 e 4-2-3-1".
Nainggolan che ruolo occuperà nel suo centrocampo? Si aspetta di trovare Pellegrini?
"Pellegrini è un giocatore molto interessante, sapete che la società ci sta lavorando. E' un'ottima mezzala, ha avuto una crescita impressionante. Per quanto riguarda Nainggolan, da mezzala può far benissimo 18 gol. Partendo più dietro possono essere facilitati i suoi inserimenti senza palla, poi ci sta di poter cambiare l'assetto. Ma sono stato scelto perché faccio un certo tipo di calcio ed è giusto che lo trasmetta alla squadra".
Qual è l'obiettivo che vi siete posti?
"Non voglio fare proclami, tutti quanti dobbiamo avere un profilo basso: ho parlato di umiltà nel lavoro, da questo possiamo arrivare ovunque. Viviamo di concretezza e di speranza, con l'atmosfera giusta ci toglieremo grandi soddisfazioni".
Ha già un'idea del ruolo in cui utilizzare Florenzi?
"Auguriamoci prima di tutto che guarisca, ha grandi capacità nell'attacco della porta ma ha fatto benissimo anche il terzino. E' un giocatore che voglio allenare prima di dargli un ruolo".
Quanto è importante la permanenza di De Rossi?
"La prima persona che ho chiamato quando sono diventato l'allenatore della Roma è stato Daniele De Rossi. Credo che lui sia l'emblema del senso d'appartenenza. Mio figlio gioca nel Bologna ma è molto romanista e quando gli hanno chiesto chi fosse il suo idolo ha detto: Daniele De Rossi. Condivido, perché è il primo che quando un compagno segna corre ad abbracciarlo. Credo che sia il mio e il punto di riferimento in generale della squadra. Al di là se sarà titolare o meno".
Pensa di recuperare Bruno Peres?
"Credo che tutti meritino una possibilità, Bruno Peres ha grandi qualità in fase offensiva, anche se le ha mostrate più al Torino che a Roma. Voglio lavorare con questi ragazzi per valutare le loro capacità d'apprendimento e di crescita".
Come inserisce Strootman e Paredes nel suo centrocampo?
"Paredes lo ritengo un centrocampista centrale nel 4-3-3 mentre Strootman è un'ottima mezzala e lo ha dimostrato nella crescita dimostrata nell'ultimo periodo. E' tornato ad essere un giocatore trascinante, un capitano in campo".
Di Francesco, da avversario che idea si è fatto della Roma?
"E' una squadra molto competitiva, con giocatori interessanti. Ha avuto davanti una squadra come la Juventus ma ha dimostrato di essere una squadra di livello alto".
Lo scorso anno c'è stata una contraddizione di risultati tra campionato e coppe, secondo lei perché?
"Di contraddittorio c'è che sono stati superati molti record, a volte passa in secondo piano che questa squadra è arrivata seconda facendo 87 punti con un capocannoniere da 30 gol in campionato. Ma per raggiungere un traguardo dovremo fare tutti qualcosa in più"
Ha avuto modo di sentire Totti?
"Sì, la società ha parlato con Totti del suo futuro da dirigente. A breve dovrà dare una risposta. Ho un legame particolare con lui, sarei contento di continuare a lavorare con lui anche in un'altra veste".
Ha la percezione di essere arrivato in una città che ha fretta?
"Nel calcio c'è sempre fretta, ho la volontà di concentrarmi soltanto sul lavoro, che è determinante. Voglio trasmettere entusiasmo, che viene dall'essere vicini alla gente e facendo risultati che sono alla base del calcio. Magari anche facendo divertire, che è quello che vuole la gente".
E' così difficile lavorare a Roma?
"Tanti problemi non me li pongo. La cosa più importante di cui abbiamo parlato con Monchi è creare grande compattezza. Quello che mi auguro è che sia un percorso in discesa per quanto riguarda i risultati. So che questo può essere un ambiente particolare, difficile, ma sono sereno. Quello che dobbiamo trasmettere è consapevolezza e una grandissima umiltà nel lavoro. I giocatori devono avere grandissima disponibilità per far diventare più grande questa Roma".
C'è la possibilità che arrivi Berardi?
"Delle possibilità risponde sempre il direttore. Ribadisco quello che ho detto un anno fa: l'ho visto crescere, ha grandissimi mezzi. Questo non significa che sia un obiettivo della Roma, parlo solo di un giocatore che credo sia di altissimo profilo".
Gli acquisti, come quello di Hector Moreno, li concorda con la società o si adegua?
"Mi chiede se sono un aziendalista? Le scelte che facciamo insieme, quella di Hector è stata pienamente condivisa col direttore. Le mie fortune sono le fortune della società, non siamo due entità separate. Noi lavoriamo per il bene della Roma, insieme cercheremo di mettere su una squadra molto forte".
Come cambia passare dal Sassuolo alla Roma?
"L'aspetto tattico può diventare differente perché spesso si vanno a dominare le partite. Però anche allenando una squadra piccola come il Sassuolo non ho mai avuto un atteggiamento remissivo, continerò anche qui a voler fare la partita. Partiremo dal 4-3-3, che può cambiare durante la gara in 4-2-4 e 4-2-3-1".
Nainggolan che ruolo occuperà nel suo centrocampo? Si aspetta di trovare Pellegrini?
"Pellegrini è un giocatore molto interessante, sapete che la società ci sta lavorando. E' un'ottima mezzala, ha avuto una crescita impressionante. Per quanto riguarda Nainggolan, da mezzala può far benissimo 18 gol. Partendo più dietro possono essere facilitati i suoi inserimenti senza palla, poi ci sta di poter cambiare l'assetto. Ma sono stato scelto perché faccio un certo tipo di calcio ed è giusto che lo trasmetta alla squadra".
Qual è l'obiettivo che vi siete posti?
"Non voglio fare proclami, tutti quanti dobbiamo avere un profilo basso: ho parlato di umiltà nel lavoro, da questo possiamo arrivare ovunque. Viviamo di concretezza e di speranza, con l'atmosfera giusta ci toglieremo grandi soddisfazioni".
Ha già un'idea del ruolo in cui utilizzare Florenzi?
"Auguriamoci prima di tutto che guarisca, ha grandi capacità nell'attacco della porta ma ha fatto benissimo anche il terzino. E' un giocatore che voglio allenare prima di dargli un ruolo".
Quanto è importante la permanenza di De Rossi?
"La prima persona che ho chiamato quando sono diventato l'allenatore della Roma è stato Daniele De Rossi. Credo che lui sia l'emblema del senso d'appartenenza. Mio figlio gioca nel Bologna ma è molto romanista e quando gli hanno chiesto chi fosse il suo idolo ha detto: Daniele De Rossi. Condivido, perché è il primo che quando un compagno segna corre ad abbracciarlo. Credo che sia il mio e il punto di riferimento in generale della squadra. Al di là se sarà titolare o meno".
Pensa di recuperare Bruno Peres?
"Credo che tutti meritino una possibilità, Bruno Peres ha grandi qualità in fase offensiva, anche se le ha mostrate più al Torino che a Roma. Voglio lavorare con questi ragazzi per valutare le loro capacità d'apprendimento e di crescita".
Come inserisce Strootman e Paredes nel suo centrocampo?
"Paredes lo ritengo un centrocampista centrale nel 4-3-3 mentre Strootman è un'ottima mezzala e lo ha dimostrato nella crescita dimostrata nell'ultimo periodo. E' tornato ad essere un giocatore trascinante, un capitano in campo".