Roma, protagonista anche in tribuna: la prima di Totti da dirigente
di FRANCESCA FERRAZZAL'ex capitano, abbronzatissimo e in divisa sociale (camicia bianca, giacca e cravatta scure), si ritrova sommerso da richieste di autografi e di selfie a Bergamo
BERGAMO - Per capire dove è seduto Francesco Totti, basta seguire il flusso continuo di persone verso il suo seggiolino. Non passa certo inosservata la prima vincente da dirigente a Bergamo dell'ex numero dieci, che, abbronzatissimo e in divisa sociale (camicia bianca, giacca e cravatta scure), si ritrova sommerso da richieste di autografi e di selfie, con gli uomini della sicurezza romanista costretti a intervenire per proteggerlo. Seduto in mezzo a Monchi e Baldissoni, Totti, dopo 25 anni da giocatore, mostra al mondo uno sguardo di pietra, concentrato e puntato verso il campo, nascondendo dietro tanta apparente sicurezza, il disagio di ritrovarsi senza la palla tra i piedi. A tre mesi dallo straziante addio al calcio, Francesco è partito sabato con la squadra, presentandosi per primo a Fiumicino e vivendo la serata della vigilia in hotel con i suoi ex compagni di squadra e con Di Francesco, che in lui ha ritrovato un confidente e un punto di riferimento importante…
BERGAMO - Per capire dove è seduto Francesco Totti, basta seguire il flusso continuo di persone verso il suo seggiolino. Non passa certo inosservata la prima vincente da dirigente a Bergamo dell'ex numero dieci, che, abbronzatissimo e in divisa sociale (camicia bianca, giacca e cravatta scure), si ritrova sommerso da richieste di autografi e di selfie, con gli uomini della sicurezza romanista costretti a intervenire per proteggerlo. Seduto in mezzo a Monchi e Baldissoni, Totti, dopo 25 anni da giocatore, mostra al mondo uno sguardo di pietra, concentrato e puntato verso il campo, nascondendo dietro tanta apparente sicurezza, il disagio di ritrovarsi senza la palla tra i piedi. A tre mesi dallo straziante addio al calcio, Francesco è partito sabato con la squadra, presentandosi per primo a Fiumicino e vivendo la serata della vigilia in hotel con i suoi ex compagni di squadra e con Di Francesco, che in lui ha ritrovato un confidente e un punto di riferimento importante. Un ulteriore passo di allontanamento dal calcio giocato, che ogni tanto lo fa stare ancora parecchio male, ma che sta provando a esorcizzare lavorando dentro Trigoria, e a contatto con la squadra.
Le telecamere non lo mollano, inquadrandolo prima del fischio d'inizio, dopo il gol della vittoria romanista - realizzato da quel Kolarov con cui ha scherzato quando arrivato per il suo passato laziale - per riprenderne di nuovo l'ingresso, a pochi minuti dalla ripresa, e all'uscita al termine della gara. È sempre lui il protagonista, riconosciuto e amato ormai anche al di fuori di Roma, talmente tanto che la Uefa - oltre a premiarlo la prossima settimana a margine della cerimonia Champions - lo coinvolgerà proprio nel sorteggio delle palline che comporranno i vari gironi. "Per me è un piacere lavorare con Totti - ammette il ds Monchi - per quello che riguarda il mio lavoro è fondamentale".