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Roma, Di Francesco e l'emozione Sassuolo: "Ma conta solo vincere..."

Eusebio Di Francesco (lapresse)
Il tecnico giallorosso alla vigilia della sfida contro la sua ex squadra: "E' stata un'avventura bellissima, un amore grande, sento ancora delle emozioni forti". Sulla formazione che scenderà in campo: "Schick partirà titolare, poi deciderò gli altri 10"
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ROMA - Tornare a vincere e farlo in maniera convincente. E poco importa se l'avversario è il Sassuolo che gli è entrato nella pelle. Perché Eusebio Di Francesco ha l'esigenza, quasi naturale, di tenere alta l'asticella: "Ho ancora l'emozione addosso per quello che ho vissuto a Sassuolo - dice in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la sua ex squadra - ma domani conta solo vincere e portare a casa i 3 punti". Il ko con la Juve che "ha ancora qualcosa in più" è alle spalle - assicura il tecnico - ma serve ritrovare "cinismo e cattiveria sotto porta" anche perché "il campionato ci vede ancora in piena corsa". Guai però a crocifiggere Schick per l'occasione fallita al '94 ("l'errore più grande è far passare il messaggio che non abbiamo pareggiato con la Juve per colpa sua. Patrik è un capitale per la società, un gol lo sbagliano anche i grandi campioni, lui ancora non lo è), piuttosto Di Francesco preferisce caricare Dzeko di responsabilità: "Se segnerà 8-10 gol in tutto il campionato significa che non potremmo ambire a qualcosa di importante". Per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo poche indicazioni: Schick titolare, Defrel non convocato a causa di un colpo subìto in allenamento e probabile presenza dal 1' di Pellegrini al posto di Strootman.
Di Francesco, qual è il bilancio di questi suoi primi mesi alla guida della Roma?
"Mancano ancora 2 partite e quella che non abbiamo giocato (il recupero con la Samp, ndr.) influisce molto sulla classifica. Posso però dire che abbiamo fatto ottime cose, siamo cresciuti tanto ma ci manca ancora qualcosa per essere competitivi sotto tutti i punti di vista. Questo però ci deve spronare a fare ancora meglio: dobbiamo memorizzare alcuni concetti ed esprimerci con maggiore continuità".
Domani sarà la prima gara da ex contro il Sassuolo, quali sono le sue emozioni? 
"Ho ancora l'emozione addosso per quello che ho vissuto a Sassuolo dove ho conosciuto un ambiente e persone straordinarie: è stato un amore grande, un'avventura bellissima. Tutte le volte che vedo certe persone e leggo certe interviste mi emoziono ancora per quello che è stato il percorso. Così come mi emoziono nel rivedere il gol di Missiroli che ci permise di vincere il campionato di Serie B. Ringrazio tutti: mi hanno permesso di svolgere al meglio il mio lavoro. Non ho mai fatto dichiarazioni, lettere o elicotteri per ringraziare, ma è stato un percorso che mi dà ancora emozioni".
Gli altri due ex della partita saranno Pellegrini e Defrel: che impatto stanno avendo sulla Roma?
"Pellegrini ha grandissima prospettiva a livello di Roma e di Nazionale, sono 3 anni che lo alleno e ha fatto una grandissima crescita di personalità, lo ritengo uno dei titolari della squadra. Defrel è stato veramente sfortunato, per tante situazioni ma anche perché non è riuscito a fare gol in diverse occasioni ed è un peccato. Ha preso una botta in allenamento dove si era fatto male col Genoa e deve ancora riprendersi, non sarà convocato".
Come si supera la crisi di gol?
"Dobbiamo portare in campo concretezza, superare questo periodo di difficoltà più che nel creare, nel fare gol. La squadra ha dimostrato di poter mettere in difficoltà la Juventus, che concede sempre pochissimo, anche la partita con il Torino è stata emblematica per tutta la mole di gioco e le occasioni create. Il risultato cambia i giudizi, ma ci sta, fa parte del nostro lavoro, e noi dobbiamo rispondere sul campo a partire da questa partita. Mi auguro di creare le stesse occasioni o molto meno ma di fare più gol come ci riusciva in passato".
E' ipotizzabile un cambio di modulo e un passaggio al 4-2-4 a partire dal primo minuto?
"Il sistema di gioco lo fanno le caratteristiche dei giocatori. A Torino ho messo in campo un 4-2-4 e raramente mi affido a un 4-2-3-1. Vedo che creiamo tanto e abbiamo difficoltà a concretizzare, quindi metto dentro giocatori che sanno realizzare. Però, abbiamo trovato un equilibrio e cerchiamo di mantenerlo: non buttiamo i giocatori e il modulo perché abbiamo perso 2 partite. Io posso utilizzare il 4-3-3 o il 4-2-4, mentre il 4-2-3-1 non mi piace tantissimo. Potrei optare anche per entrambi i moduli per migliorare la squadra, anche se la differenza è data dal risultato. Domani giocherà Schick e poi sceglierò gli altri 10 da mandare in campo. Ci serve solo la vittoria".
Sul mercato si è fatto il nome di Badelj, è un giocatore che le piace?
"Parlare di mercato in questo momento non m'interessa. Devo pensare al Sassuolo e portare a casa 6 punti che sono l'obiettivo primario, compreso il recupero con la Samp".
Come si supera questo momento?
"Periodi difficili ne ho avuti in partenza, può esserlo anche questo ma abbiamo fatto qualcosa di straordinario nella qualificazione in Champions e in campionato siamo in piena corsa. Per ripartire si deve vincere. La mia forza è saper prendere le sconfitte nel modo giusto capendo dove si può far meglio, ma questo passa anche per le vittorie sporche che danno fiducia. Domani conta solo vincere, anche se c'è il Sassuolo".
De Rossi ha detto che si abusa troppo della parola vincere. Lei cosa ne pensa?
"Vincere a livello motivazionale è una parola che mi piace tantissimo. Vogliamo vincere attraverso una mentalità e una idea ma per farlo si deve avere determinazione e cattiveria agonistica che non abbiamo sempre avuto".
Come ha reagito Schick dopo Torino?
"Capita di sbagliare un gol, farlo al 94' contro la Juve pesa ma Schick deve avere la forza di superarlo, in questo momento è il giocatore a cui sono più vicino e a cui devo dare ancora più forza. Patrik è un capitale per la società ma soprattutto è un giocatore forte con qualità veramente importanti. Un gol lo sbagliano anche i grandi campioni, lui non lo è ancora, è un giocatore con qualità ma deve ancora fare tantissima strada. Deve superare il prima possibile questo errore fatto con la Juventus: l'errore più grande è far passare che non abbiamo pareggiato con la Juve per colpa di Schick. La sconfitta passa attraverso una prestazione di squadra, per cose che abbiamo fatto male e che potevamo fare meglio, davanti ad una squadra forte, che ha ancora qualcosina in più".
Quanto mancano i gol dei centrocampisti?
"Nainggolan ha preso diversi pali, l'anno scorso ogni volta che tirava dai 25 metri prendeva l'incrocio. Capitano gli anni in cui ti riesce tutto. Radja ha qualità importanti e da mezzala può migliorare nell'attacco della porta, ha avuto le sue chance, mi auguro che possa fare tanti gol. Ma voglio in generale esser positivo sul fatto che i centrocampisti trovino il gol con più facilità".
La crisi di gol è imputabile al fatto che la Roma dipende troppo da Dzeko?
"L'Inter ha fatto tanti punti grazie ai gol di Icardi. È fondamentale che Dzeko torni a segnare. È il calciatore che calcia più in porta in campionato. Ha avuto meno lucidità e fortuna, ma deve tornare a fare gol. Se Dzeko farà 8-10 gol non potremo ambire a qualcosa di importante. Io conosco solo un modo per risolvere questo problema: stimolarli, stimolarli, stimolarli. Devono crederce un pochino di più e non fermarsi, Benatia ci ha creduto e ha fatto gol, chi difendeva un pochino meno. Dobbiamo credere un pochino di più in quello che facciamo".
Sul mercato la Roma non dovrebbe impegnarsi di più a non cedere i suoi gioielli alla Juventus?
"Da quando ci sono io non abbiamo dato giocatori alla Juve. E' andato via Salah per sua volontà, queste spiegazioni io non le darò mai. Nelle dinamiche di mercato l'allenatore entra poco. Ma succede anche alla Juve, non solo alla Roma".
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