ROMA - "La Roma non va a caccia di offerte in giro per il mondo e soprattutto non vuole ridimensionare la rosa, anzi, il nostro obiettivo è sempre lo stesso: rinforzare la squadra". Il direttore sportivo Monchi, al fianco di Eusebio Di Francesco prima della conferenza stampa di Inter-Roma, fa chiarezza sulle voci di mercato degli ultimi giorni che vogliono, sul piede di partenza, tre pezzi da 90 come Emerson, Dzeko e Nainggolan. Il ds non risponde alle domande dei giornalisti, parla di Roma come una società che "non smobilita" ma di fatto non chiude nè smentisce le indiscrezioni degli ultimi giorni, anzi se possibile, le alimenta: "Se arriverà un'offerta sarà mio dovere valutarla".
LA PREMESSA DI MONCHI - "Voglio parlare spagnolo perché voglio che il messaggio sia chiaro una volta per tutte - esordisce Monchi -. E voglio soprattutto che i miei tifosi lo comprendano. Alla vigilia di una partita cosi importante ci troviamo costretti a fare chiarezza: sono troppi giorni che veniamo descritti come una società in smobilitazione. Non è una colpa avere in rosa dei calciatori forti che interessano a tanti club. Se arriverà un'offerta sarà mio dovere valutarla. Sono convinto al 100% che ho fatto il triplo di telefonate per cercare giocatori rispetto a quelle che ho ricevuto. Voglio essere chiaro: la Roma non va a caccia di offerte in giro per il mondo e soprattutto non vuole ridimensionare la rosa. Il nostro obiettivo è sempre lo stesso: rinforzare la squadra. Un direttore sportivo è sempre contento quando i nomi dei giocatori che segue non escono sui giornali, ma non pensate che stiamo dormendo".
DI FRANCESCO - Esaurita la premessa sul mercato, Monchi abbandona la sala stampa e la palla passa a Di Francesco. Il tecnico parla di "settimana fondamentale per capire i reali obiettivi della rosa" e di necessità di "ritrovare coraggio e non avere paura". Detto che Dzeko, al netto delle voci di mercato, "giocherà titolare perché è motivatissimo", Di Francesco non scioglie le riserve sulla posizione di Florenzi ("non voglio dare vantaggi a nessuno") spera nel "recupero di De Rossi" e annuncia i forfait di Gonalons e Perotti. Su Schick? Ancora bastone e carota: "Non è libero con la testa, deve ritrovare se stesso, ma sono contento di come si è allenato questa settimana".
Di Francesco, come ha trovato squadra dopo la sosta?
"Devo dire che la sosta non mi è piaciuta perché prepari una partita importante come questa dopo l'obbligo di una settimana di vacanza. I ragazzi li ho trovati bene e motivati ma soprattutto intenzionati ad andarsi a riprendere quello che abbiamo perso per strada. Abbiamo avuto qualche fuori programma a partire da Perotti e Gonalons che non ci saranno. Ma domani con l'Inter pretendo la massima concentrazione e attenzione. E la pretendo da qui a fine percorso, Champions compresa".
Cosa ha chiesto in più alla squadra per la gara con l'Inter?
"Voglio concretezza e spensieratezza. Voglio che i ragazzi ritrovino la qualità delle giocate che abbiamo mostrato in precedenza. Ci vuole coraggio, serve mettere da parte la paura. Voglio vedere una squadra più determinata sotto porta".
Dzeko giocherà dal primo minuto?
"Si, Edin è motivatissimo. Mi auguro possa essere determinante come lo è stato in tante altre occasioni".
De Rossi come sta? Florenzi può giocare esterno basso?
"Daniele sarà convocato con la speranza di poterlo recuperare. Per la posizione di Florenzi invece, sceglierò anche in base al recupero di De Rossi. Alessandro può giocare basso, in mezzo e avanti. Ma non lo dico oggi, non voglio dare agli altri dei vantaggi, così come loro non ne danno a me".
Questa è stata una settimana complicata per le voci di mercato. Lei si sente di mandare un messaggio ai tifosi?
"Io sono sereno. Dico solo che non mi piacciono le parole ma i fatti. Nell'ultimo periodo abbiamo dimostrato di non essere al massimo, mi auguro che la squadra ritrovi l'entusiasmo per trascinare i tifosi che comunque con l'Atalanta ci hanno incitato fino all'ultimo. Vogliamo ritrovare gli applausi della gente ma vogliamo farlo con le prestazioni non con le chiacchiere".
Kolarov ha detto che la Roma sicuramente chiuderà tra le prime 4. Però con tanti giocatori in uscita sembra un po' difficile. Lei che ne pensa?
"Non scendiamo in campo per arrivare ottavi. Io non ho mai parlato di scudetto, ho sempre detto che vogliamo dar fastidio agli altri e migliorare la nostra classifica. Questa sarà una settimana molto importante per definire i nostri obiettivi, ma anche per dare una risposta a noi stessi e alla gente. Non si può scendere in campo demotivati, altrimenti me ne starei a casa. Se nell'ultimo periodo non è andata bene è perché non abbiamo avuto la forza che abbiamo mostrato in altre occasioni. Il problema credo sia stato mentale e su questo abbiamo lavorato in questa settimana".
Lei anche nei momenti positivi ha sempre detto "attenzione perché a Roma ci si accontenta". Dato che la Roma non vince un trofeo dal 2008, chi gioca qui, di che cosa si accontenta?
"In questa città si vive di eccessi. Venti giorni fa si parlava di un allenatore e di una squadra di un certo livello, oggi le cose sono cambiate, ma i giudizi non possono cambiare così nell'arco di poco tempo. Quando ho detto che non dobbiamo accontentarci è perché qui è cosi, ma non solo da quando ci sono io. Però se pensiamo che Roma è cosi, non cambieremo mai, ci vuole qualcuno che si muova per cambiare le cose. E io sono convinto che si possa fare".
Con una partita tanto delicata alle porte, le voci di mercato possono influire sul morale dei giocatori?
"Io mi auguro di no. In questa settimana ho cercato di alzare l'attenzione. Però è uno dei primi argomenti che ho affrontato con i ragazzi. Pretendo che siano concentrati solo sulla partita di domani".
Come sta Schick?
"Patrik ha bisogno di crescere. Inutile parlare di moduli se uno non è libero con la testa. Deve ritrovare la condizione e se stesso. Però sono contento di come si è allenato questa settimana".
DZEKO, SIPARIETTO CON TOTTI - Dopo qualche ora, alla stazione Termini, con la squadra in partenza per Milano, Francesco Totti ed Edin Dzeko sono stati protagonisti di un piccolo siparietto sulle ultime voci di mercato. L'ex capitano verso il bosniaco: “Non va a Londra questo treno?", con evidente riferimento alla richiesta del Chelsea.“Ancora no”, la risposta dell'attaccante.
LA PREMESSA DI MONCHI - "Voglio parlare spagnolo perché voglio che il messaggio sia chiaro una volta per tutte - esordisce Monchi -. E voglio soprattutto che i miei tifosi lo comprendano. Alla vigilia di una partita cosi importante ci troviamo costretti a fare chiarezza: sono troppi giorni che veniamo descritti come una società in smobilitazione. Non è una colpa avere in rosa dei calciatori forti che interessano a tanti club. Se arriverà un'offerta sarà mio dovere valutarla. Sono convinto al 100% che ho fatto il triplo di telefonate per cercare giocatori rispetto a quelle che ho ricevuto. Voglio essere chiaro: la Roma non va a caccia di offerte in giro per il mondo e soprattutto non vuole ridimensionare la rosa. Il nostro obiettivo è sempre lo stesso: rinforzare la squadra. Un direttore sportivo è sempre contento quando i nomi dei giocatori che segue non escono sui giornali, ma non pensate che stiamo dormendo".
DI FRANCESCO - Esaurita la premessa sul mercato, Monchi abbandona la sala stampa e la palla passa a Di Francesco. Il tecnico parla di "settimana fondamentale per capire i reali obiettivi della rosa" e di necessità di "ritrovare coraggio e non avere paura". Detto che Dzeko, al netto delle voci di mercato, "giocherà titolare perché è motivatissimo", Di Francesco non scioglie le riserve sulla posizione di Florenzi ("non voglio dare vantaggi a nessuno") spera nel "recupero di De Rossi" e annuncia i forfait di Gonalons e Perotti. Su Schick? Ancora bastone e carota: "Non è libero con la testa, deve ritrovare se stesso, ma sono contento di come si è allenato questa settimana".
Di Francesco, come ha trovato squadra dopo la sosta?
"Devo dire che la sosta non mi è piaciuta perché prepari una partita importante come questa dopo l'obbligo di una settimana di vacanza. I ragazzi li ho trovati bene e motivati ma soprattutto intenzionati ad andarsi a riprendere quello che abbiamo perso per strada. Abbiamo avuto qualche fuori programma a partire da Perotti e Gonalons che non ci saranno. Ma domani con l'Inter pretendo la massima concentrazione e attenzione. E la pretendo da qui a fine percorso, Champions compresa".
Cosa ha chiesto in più alla squadra per la gara con l'Inter?
"Voglio concretezza e spensieratezza. Voglio che i ragazzi ritrovino la qualità delle giocate che abbiamo mostrato in precedenza. Ci vuole coraggio, serve mettere da parte la paura. Voglio vedere una squadra più determinata sotto porta".
Dzeko giocherà dal primo minuto?
"Si, Edin è motivatissimo. Mi auguro possa essere determinante come lo è stato in tante altre occasioni".
De Rossi come sta? Florenzi può giocare esterno basso?
"Daniele sarà convocato con la speranza di poterlo recuperare. Per la posizione di Florenzi invece, sceglierò anche in base al recupero di De Rossi. Alessandro può giocare basso, in mezzo e avanti. Ma non lo dico oggi, non voglio dare agli altri dei vantaggi, così come loro non ne danno a me".
Questa è stata una settimana complicata per le voci di mercato. Lei si sente di mandare un messaggio ai tifosi?
"Io sono sereno. Dico solo che non mi piacciono le parole ma i fatti. Nell'ultimo periodo abbiamo dimostrato di non essere al massimo, mi auguro che la squadra ritrovi l'entusiasmo per trascinare i tifosi che comunque con l'Atalanta ci hanno incitato fino all'ultimo. Vogliamo ritrovare gli applausi della gente ma vogliamo farlo con le prestazioni non con le chiacchiere".
Kolarov ha detto che la Roma sicuramente chiuderà tra le prime 4. Però con tanti giocatori in uscita sembra un po' difficile. Lei che ne pensa?
"Non scendiamo in campo per arrivare ottavi. Io non ho mai parlato di scudetto, ho sempre detto che vogliamo dar fastidio agli altri e migliorare la nostra classifica. Questa sarà una settimana molto importante per definire i nostri obiettivi, ma anche per dare una risposta a noi stessi e alla gente. Non si può scendere in campo demotivati, altrimenti me ne starei a casa. Se nell'ultimo periodo non è andata bene è perché non abbiamo avuto la forza che abbiamo mostrato in altre occasioni. Il problema credo sia stato mentale e su questo abbiamo lavorato in questa settimana".
Lei anche nei momenti positivi ha sempre detto "attenzione perché a Roma ci si accontenta". Dato che la Roma non vince un trofeo dal 2008, chi gioca qui, di che cosa si accontenta?
"In questa città si vive di eccessi. Venti giorni fa si parlava di un allenatore e di una squadra di un certo livello, oggi le cose sono cambiate, ma i giudizi non possono cambiare così nell'arco di poco tempo. Quando ho detto che non dobbiamo accontentarci è perché qui è cosi, ma non solo da quando ci sono io. Però se pensiamo che Roma è cosi, non cambieremo mai, ci vuole qualcuno che si muova per cambiare le cose. E io sono convinto che si possa fare".
Con una partita tanto delicata alle porte, le voci di mercato possono influire sul morale dei giocatori?
"Io mi auguro di no. In questa settimana ho cercato di alzare l'attenzione. Però è uno dei primi argomenti che ho affrontato con i ragazzi. Pretendo che siano concentrati solo sulla partita di domani".
Come sta Schick?
"Patrik ha bisogno di crescere. Inutile parlare di moduli se uno non è libero con la testa. Deve ritrovare la condizione e se stesso. Però sono contento di come si è allenato questa settimana".
DZEKO, SIPARIETTO CON TOTTI - Dopo qualche ora, alla stazione Termini, con la squadra in partenza per Milano, Francesco Totti ed Edin Dzeko sono stati protagonisti di un piccolo siparietto sulle ultime voci di mercato. L'ex capitano verso il bosniaco: “Non va a Londra questo treno?", con evidente riferimento alla richiesta del Chelsea.“Ancora no”, la risposta dell'attaccante.