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Roma, Di Francesco: "Dzeko in campo? E' ancora nostro"

Il tecnico giallorosso alla vigilia del recupero di campionato a Marassi con la Sampdoria: "Ad oggi Edin parte titolare"

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MILANO - Eusebio Di Francesco gioca d'anticipo e, nella conferenza stampa che precede la sfida alla Samp, prima delle domande dei giornalisti, affronta subito il tema mercato: "Faccio una premessa: tutti i giocatori che sono qui in ritiro sono a disposizione e disponibili per la partita di domani". Compreso Edin Dzeko che sta solo aspettando il via libera per trasferirsi a Londra:  "Ad oggi Edin parte titolare. Non ho ancora parlato con lui perché l'ho voluto lasciare tranquillo. Ma credo sia corretto che se un giocatore è della Roma, debba giocare. Ho sempre scelto in grande autonomia la formazione: nessuno mi dirà niente". Detto che De Rossi ancora alle prese col fastidio al polpaccio non recupererà, Di Francesco promuove Strootman in cabina di regia e chiede a Schick - oggi più che mai - "continuità e fiducia nei suoi grandi mezzi".

Di Francesco, contro l'Inter si è vista una Roma dai due volti. Nella prima parte ha mostrato grande intensità mentre nella seconda frazione  è andata un po' in difficoltà. Che risposte si è dato?
"Siamo stati meno incisivi dell'Inter e dobbiamo essere più determinati negli ultimi metri. Bisogna creare più opportunità importanti. Il pensiero di avere una squadra che per 90' possa tenere il ritmo che abbiamo mostrato nei primi 60' è quasi impossibile. Ma è vero che il nostro portiere è stato decisivo, ce lo teniamo stretto, perché Alisson è il portiere del futuro. Dobbiamo fare delle valutazioni fisiche: avevamo giocatori che non avevano 90 minuti nelle gambe".
La Samp è una squadra in forma. Quali sono le insidie di questa partita?
"Che è in forma lo dite voi giornalisti.  Vedendo il risultato di domenica si direbbe di sì, ma è la stessa squadra che ha perso anche a Benevento. Risultati a parte, ha dimostrato di avere delle idee e un'identità ben precisa. Ha Quagliarella che qualsiasi cosa tocca diventa oro. E' una partita insidiosa e tutto quello che c'è attorno alla squadra non aiuta a prepararla bene".
Domani Dzeko partirà titolare?
"Ad oggi Dzeko gioca. Non ho ancora parlato con lui perché l'ho voluto lasciare tranquillo. Devo preparare al meglio questa partita contando su di lui. Un giocatore della Roma deve giocare e basta, poi valuteremo altri aspetti, tra cui quello psicologico".
De Rossi come sta?
"Daniele è in grande dubbio, difficilmente lo recupereremo per la partita di domani. E dovrò verificare anche le condizioni di chi è uscito anzitempo da San Siro, come Gerson e El Shaarawy".
Cosa perderebbe la Roma senza Dzeko? In chiave mercato è più utile un esterno o un centravanti?
"Voi giornalisti puntate sempre sulla mia grande disponibilità... (ride, ndr.). Dico solo che parliamo di un qualcosa che in questo momento non esiste. Ovvio che certe valutazioni vanno fatte, la società determina tantissimo in queste situazioni. Comunque questa squadra ha giocatori in grado di fare il ruolo di Dzeko, come Schick e Defrel. La scelta quindi potrebbe ricadere su un esterno o su un centravanti puro".
Come riesce a stimolare i giocatori che sono in una fase transitoria?
"Dal punto di vista psicologico devo far leva sulla serietà e sulla professionalità di questi giocatori. Situazioni come queste si affrontano a testa alta e senza alibi".
Quando dice "la società determina tantissimo" significa che è sempre d'accordo con la società o deve accettare quello che le dice il club?
"Se ci sono delle situazioni da limare io non posso andare a fare i conti a casa di nessuno. Faccio l'allenatore e posso scegliere una strada in cui dico 'me ne torno a casa' o affronto la situazione senza scappare, e io non scappo mai. Però ci sono delle situazioni su cui io allenatore non posso mettere becco. Non si tratta di essere d'accordo o no. Io ho scelto di allenare la Roma e lo farò fino in fondo al meglio delle mie possibilità, qualsiasi cosa accada".
Ha detto che non ha ancora parlato con Dzeko. Ha intenzione di parlare con Schick? Si aspetta un salto di qualità da lui?
"Lui è il presente ma deve fare le cose con più cattiveria e determinazione. Deve avere maggiore fiducia nei suoi grandi mezzi".
Se non dovessimo vedere Dzeko sarà perché glielo chiederà la società?
"Ho sempre scelto in autonomia la formazione. Ovvio che se un giocatore non c'è, non lo posso mettere. Ma gli altri non mi diranno mai niente. Chiarisco che se dovesse giocare o no, deciderò io".
Domani giocherà di nuovo Strootman davanti alla difesa. Può avere un futuro in quel ruolo?
"Non è la prima volta che lo provo in quel ruolo che tra l'altro ha interpretato come piace a me. Dico solo che può verticalizzare qualche palla in più".
Senza Dzeko ed Emerson, la Roma riuscirà comunque a superare lo Shakhtar e a qualificarsi alla prossima Champions?
"Di sicuro, giocheremo tutte le partite per vincere.  Contro l'Inter ho rivisto lo spirito di una Roma che mi piace, quello che ci deve portare al meglio ad affrontare le partite di campionato e lo Shakhtar in Champions".

 
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