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Roma, Di Francesco: "Basta chiacchiere, servono fatti per risalire"

Il tecnico giallorosso torna sulle frasi di Strootman e ammonisce la squadra alla massima concentrazione: "Un simile distacco dal Napoli è arrivato per sfortuna, negligenza e responsabilità dell'allenatore"

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ROMA - "Le parole di Strootman? A Roma si fanno troppe chiacchiere". Essenziale, quasi lapidario. Eusebio Di Francesco, in conferenza stampa alla vigilia dell'Udinese, archivia così le frasi poco felici dell'olandese sulla necessità di vendere da parte del club. Poi aggiunge: "E' un messaggio generale, non rivolto a Kevin, che trasmetto quotidianamente alla mia squadra. Certe cose devono interessarci meno. Voglio che si torni a parlare di calcio perché voglio che i miei si concentrino sugli obiettivi imminenti tra cui la Champions". Sistemata la questione Strootman, Di Francesco chiede alla sua squadra di "tornare ad essere quella di prima" e ammette che non si sarebbe aspettato "un simile distacco dal Napoli" arrivato per tre ragioni: "Sfortuna, negligenza e responsabilità dell'allenatore". Detto che in vista del trittico Udinese-Shakhtar-Milan "ci sarà un turnover massiccio", il tecnico per domani annuncia la presenza di Juan Jesus ("o come centrale o come terzino sinistro") e  il definitivo recupero di De Rossi ("può giocare anche 180' consecutivi").

Di Francesco, con le 3 partite in 7 giorni, tornerà anche il turnover?
"In questa settimana ci sarà qualche rotazione in più rispetto alle ultime gare, come ho fatto in passato quando la squadra spingeva e faceva risultati positivi. L'importante è tornare ad essere quelli di prima".
Come è cambiata l'Udinese da Delneri a Oddo? Quali sono le insidie della partita di domani?
"Da quando è arrivato Oddo l'Udinese ha concretizzato molto di più le occasioni rispetto a Delneri, che comunque resta un grande allenatore. Oddo l'ho avuto come giocatore, dimostra anche da allenatore di avere delle doti importanti".
I numeri confermano che con De Rossi in campo si prendono meno gol. Come sta? Si può permettere 180' consecutivi?
"Quando si rientra sono più facili due partite insieme piuttosto che tre. C'è la possibilità che giochi entrambe le gare con Udinese e Shakhtar. Bisogna fare delle scelte ma può giocare 180 minuti".
Il ds Monchi ha detto che Pallotta sta cercando la strada per vincere. Sarebbe forse più corretto dire, visto i fatturati, che al momento è molto complicato vincere qualcosa?  
"Il direttore sportivo ha detto che stiamo lavorando per cominciare a creare qualcosa di importante. E credo sia giusto parlare in questo modo perché senza costruire non si otterrà mai nulla. Questa predisposizione da parte del club la leggo con grande positività e mi auguro che si possa fare il prima possibile".
Strootman ha detto che si accontenterebbe del quarto posto. Secondo lei, può esserci un problema legato all'ambizione della squadra?
"Se si vuole fare questo lavoro bisogna innanzitutto avere grande ambizione, ma io in conferenza parlo sempre di tutto e non di calcio. A Roma ci perdiamo spesso in chiacchiere, noi invece dobbiamo pensare a fare i fatti per cercare di costruire qualcosa. Concentrarci sugli obiettivi imminenti, tra cui la Champions, invece di spendere tante energie in cose che ci devono interessare meno. E' un messaggio generale, non rivolto a Kevin, che trasmetto quotidianamente alla mia squadra".
Con l'Udinese può giocare Juan Jesus? Quando vedremo Jonathan Silva?
"Silva dobbiamo ancora valutarlo. Credo che già domenica comincerà a fare qualcosa con la squadra. Juan Jesus invece, dovrebbe essere della partita, o come centrale o come terzino sinistro, deciderò tra oggi e domani".
Il rientro di De Rossi può suggerirle il ritorno al 4-3-3? A che punto è Schick?
"Per quanto riguarda il modulo credo che questa squadra giocando col 4-2-3-1 si sia arricchita e non indebolita. Ritengo che saper giocare con due moduli sia un valore aggiunto. Non dico come giocherò ma cercherò di cambiare il meno possibile. Schick si è allenato bene, con grande continuità, sono soddisfatto di quello che sta facendo, lo vedo in crescita sotto tutti i punti di vista. Per dire che partirà dal primo minuto però ce ne vuole".
Considera il gioco di questa Roma come quello visto prima della 'crisi' degli ultimi due mesi?
"A volte vogliamo il gran bel gioco ed i risultati ma non sempre si possono ottenere entrambe le cose. Adesso avevamo bisogno di fare punti, la squadra nelle ultime due uscite mi è piaciuta perché non è mai facile vincere le partite con le piccole nel girone di ritorno. Mi auguro di ritrovare il prima possibile anche il bel gioco con più continuità. Quello che ci manca è la continuità all'interno della gara. Mi auguro che la squadra parta bene e finisca meglio".
La Roma è a 16 punti dal Napoli capolista. A inizio campionato si sarebbe aspettato un simile distacco?
"Per come si è messo il campionato e per i punti che abbiamo perso per strada magari il distacco dalla testa della classifica ci sarebbe sempre stato, ma non di questa entità. Abbiamo perso dei punti, un po' per sfortuna ma anche per negligenza nostra, siamo mancati in certe partite dove dovevamo fare dei punti. Anche io mi sarei aspettato un gap inferiore. Essendo l'allenatore sono tra i responsabili di questa situazione, ma qua ci si dimentica che abbiamo un ottavo di Champions e vorrei vedere anche un po' di ottimismo. Non abbiamo fallito, non siamo già fuori da tutto. Stiamo lavorando per recuperare un po' di strada che abbiamo perso nell'ultimo periodo".
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