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Roma, Di Francesco: "Sto con Pallotta, basta con i violenti"

(agf)
Il tecnico si schiera accanto al presidente nella lotta alla frangia più violenta del tifo. Intanto mercoledì arriva il Liverpool, e nonostante il 5-2 rimediato all'andata, i segnali giunti dalla gara con il Chievo danno un senso alla speranza di rimonta
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ROMA - Stop ai violenti. E' il mantra della Roma in vista del ritorno con il Liverpool dopo i gravissimi incidenti della gara d'andata. "Sono totalmente d'accordo con
Pallotta e contrario a ogni forma di violenza. Sono da allontanare tutti, questi tifosi". Eusebio Di Francesco si schiera al fianco del presidente. L'allenatore, ospite a 'Che tempo che fa', poi aggiunge: "Una minoranza di questi personaggi, che non hanno niente a che vedere col tifo e la passione per lo sport, può andare a rovinare l'immagine di una tifoseria grandissima sotto tutti i punti di vista". Di Francesco poi entra nel dettaglio tecnico: "Sono venuto qui per lanciare un messaggio: io ci credo. Questa squadra ha disputato già due partite veramente importanti in Europa, arrivando in semifinale, però il mio modo di pensare è di non accontentarsi mai, quindi vogliamo credere in questa rimonta sul Liverpool. Nel nostro mondo, regna il pessimismo; io, invece, sono ottimista".

La Roma potrebbe ancora essere arbitra del campionato, nonostante la sconfitta del Napoli a Firenze sembra togliere pathos alla sfida dell'Olimpico contro la Juventus: "Lo scudetto? Dopo i risultati di questa giornata, credo che la Juventus sia molto favorita sul Napoli. I bianconeri, però, devono ancora giocare contro di noi". In generale il tecnico pensa che "vedere la gente gioire è la cosa che più mi riempie d'orgoglio nella mia professione. Da piccolo ero molto appassionato di ciclismo; per fortuna alla fine ha prevalso la passione per il calcio. Il mio nome di battesimo è dedicato al grande calciatore portoghese. Zeman? Per me è stato un maestro: ha una grandissima cultura del lavoro ma a volte con lui si eccedeva in certi lavori atletici, sul fondo. Il ct della Nazionale? I nomi che si sentono, tipo Ancelotti e Mancini, sono quelli ideali. Per Ancelotti non credo che sia chiusa la strada per la panca azzurra".

TRE MOTIVI PER SPERARE NELLA RIMONTA - Intanto ci voleva il weekend per restituire serenità alla Roma di Eusebio Di Francesco, che dopo una settimana europea difficile, torna a sorridere grazie al campionato. Infatti, la vittoria sul Chievo e la quasi contemporanea frenata dell'Inter - ora a -4 punti - avvicinano sensibilmente i giallorossi alla prossima Champions, considerando anche lo scontro diretto all'ultima giornata tra Lazio e nerazzurri in cui una delle due rivali alla corsa europea perderà terreno.

MIRACOLO - Prima però dell'ultimo sprint in campionato in cui la Roma sarà attesa da Cagliari, Juventus e Sassuolo, per Dzeko & Co. risuonerà ancora la musichetta Champions perché mercoledì arriverà all'Olimpico il Liverpool di Salah, forte del 5-2 dell'andata. Per provare a raggiungere la finale servirà una prestazione diversa da quella vista ad Anfield, ma almeno stavolta la Roma potrà contare sulla carica dei 70mila che invocano già un altro miracolo stile-Barcellona ("Se vogliono prenderci il nostro sogno devono venire a togliercelo dalle mani", recita il comunicato pubblicato ieri dai tifosi). Dal canto suo, la squadra vuole regalarglielo (e regalarselo) e i cartelli motivazionali affissi negli spogliatoi subito dopo il Chievo dimostrano come l'ambiente Roma non abbia mai smesso di crederci.

INDIVIDUALITA' - E questo perché di segnali positivi ce ne sono, eccome. 1) L'intesa tra Dzeko e Schick.  Una coppia d'attacco che in estate faceva sognare i tifosi giallorossi ma che poi sul campo non aveva mai convinto appieno. Ora invece che il ceco non è più tormentato dai guai fisici di inizio stagione, i frutti cominciano a vedersi, così come raccontano i 2 gol segnati nelle ultime 2 gare di A dopo esser rimasto a secco nelle prime 17 in maglia giallorossa. 2) La grande condizione psico-fisica di El Shaarawy. Il Faraone già con Spal e Barcellona aveva dimostrato di essere in palla, ma il Chievo ne ha dato conferma: un gol buono, uno annullato, un palo (il 22esimo per la Roma in  questa Serie A: la squadra che ne ha presi di più insieme all'Inter) e tante progressioni. Per questo, Di Francesco visto anche il forfait di Perotti, mercoledì gli affiderà una maglia da titolare nel 4-3-3. 3) Alisson il para-rigori. Sì, perché il portiere brasiliano ne ha respinti 2 degli ultimi 3 fronteggiati in questo campionato. Una media niente male se accompagnata alle tante parate  salva-risultato che ha regalato alla Roma in stagione. Insomma, ora che anche le individualità sono in crescita si può guardare con più fiducia alla gara di ritorno contro il Liverpool. Dopotutto è stato proprio un giocatore (Salah) a fare la differenza nella partita di andata. Che stavolta possa essere un giallorosso?
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