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Roma, Di Francesco: "Riprendiamoci la Champions per fare grandi cose"

Eusebio Di Francesco (agf)
Appena eliminato dopo una splendida cavalcata nella massima competizione europea, il tecnico non vede l'ora di tornarci: "Ma dopo il Liverpool a Cagliari sarà una partita durissima dal punto di vista fisico ed emotivo"
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ROMA - "Prima la Champions". Eusebio Di Francesco continua a ripeterlo come un'ossessione. Sarà che ormai ci ha preso gusto. Così, anche alla vigilia del Cagliari, preferisce rimandare qualsiasi discorso ad obiettivo raggiunto: "Dobbiamo prima qualificarci in Champions e solo allora potremmo parlare di altro - avverte in sala stampa a Trigoria -. Chi tra Lazio ed Inter? Non mi interessa... L'importante è che saremo noi i primi a qualificarci".

Il tecnico della Roma, sollecitato su vari temi - dalle strategie di mercato del club fino alla fiducia ribadita dalla società alla sua panchina - alla fine, però, qualcosa la dice: "Sono d'accordo con De Rossi: quando si fa qualcosa di positivo è giusto dare continuità ad un percorso e non smantellare. Per quanto riguarda il mio contratto, al momento opportuno ne parleremo. Io sono molto sereno e voglioso di continuare questa avventura". Prima, comunque, di tornare a ribadire che "ci servono 6 punti per la certezza matematica della qualificazione in Europa" e che "quella col Cagliari sarà una partita durissima dal punto di vista fisico ed emotivo".

Di Francesco, come ha trovato la squadra dopo il Liverpool?
"La partita di mercoledì è stata molto impegnativa sotto tutti i punti di vista, e ora ci sono tante situazioni al limite, diversi giocatori affaticati. Tra oggi e domani farò le mie valutazioni, ma posso già dire che Strootman e Perotti non saranno della partita, così come i lungodegenti Karsdorp e Defrel".

Il Cagliari è alla disperata ricerca di punti salvezza. Quali sono le insidie della partita di domani?
"La più grande sarà il loro desiderio di fare risultato. La Sardegna Arena è un campo davvero ostico. Sarà una partita durissima dal punto di vista fisico ed emotivo. Ci aspettiamo una vera battaglia che affronteremo con le nostre armi, ovvero con il gioco, ma anche mettendo determinazione nei contrasti durissimi che ci saranno durante la gara".

La  società ha più volte espresso la volontà di trattenerla anche per il futuro. Anche questo è un punto di forza?
"Credo che le esternazioni della società vadano in linea col percorso fatto finora. In questo momento è uno degli aspetti più positivi perché tutti vogliamo crescere ed avviare un percorso costruttivo che si basi sulla mentalità. Per quanto riguarda il mio contratto, al momento opportuno ne parleremo, io sono molto sereno e voglioso di continuare questa avventura. Però bisogna prima raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati e quello prioritario è l'approdo in Champions".

De Rossi dopo il Liverpool ha parlato dell'importanza di non smantellare il gruppo. E' d'accordo?
"In generale quando si fa qualcosa di positivo è giusto dare continuità ad un percorso e non smantellare. Ovvio che poi bisognerà conoscere anche il desiderio dei giocatori. Ma, ripeto, è fondamentale prima centrare l'accesso in Champions perché solo allora potremmo fare altri discorsi".

Lo splendido percorso in Champions cosa lascia alla Roma?
"Lascia un grande senso di appartenenza. La cosa più bella della partita col Liverpool è stata l'emozione nel vedere l'unità e il desiderio della gente, di tutto il popolo giallorosso, di raggiungere l'obiettivo. Ho rivisto un grandissimo senso di appartenenza che è quello che devono avere sempre ambiente e giocatori".

Tre squadre (Inter, Lazio e Roma) inseguono la Champions. Percentuali per la qualificazione? Alla Roma potrebbero bastare anche 4 punti in 3 partite?
 "Noi dobbiamo ragionare sui 6 punti che ci servono per la matematica certezza, ma prima pensiamo ai tre da portare a casa con il Cagliari. Arriviamo a questa partita in un momento delicato dove abbiamo speso molte energie e questo un po' mi preoccupa. Devo mettere in campo una squadra che abbia nelle gambe e nella testa la forza di portare a casa i tre punti. Chi arriverà quarta tra Lazio e Inter non mi interessa. L'importante è che noi siamo i primi a qualificarci".

Quali sono le condizioni di El Shaarawy?
"Stephan nelle ultime gare ha fatto veramente bene ma lo dovrò valutare tra oggi e domani perché ha speso tanto".

In stagione dove ha visto la squadra migliorare? E dove può ancora fare meglio?
"Siamo stati bravi nel saper lavorare con gli stessi principi anche cambiando sistema di gioco. Mi sono reso conto di tante cose sul modulo che potrebbero darci vantaggi anche in futuro in base alle squadre che andremo ad affrontare. Mi piace il desiderio dei miei di andare sempre a fare la partita, di non essere mai passivi. L'ho sempre detto: voglio una squadra che non aspetti, ma che faccia".
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