ROMA - "La lite tra El Shaarawy e Dzeko? È stato un diverbio normale che avviene in ogni famiglia. Tutti vogliono essere disponibili in questo momento di difficoltà e questo è un motivo di soddisfazione". Mentre la Roma si appresta a vivere un finale di stagione tutto in rincorsa, con la sfida al Napoli che dirà se la Champions è una chimera oppure un obiettivo ancora alla portata, Claudio Ranieri fa quello che gli riesce meglio: portare serenità e predicare calma. Il tecnico, che ha anticipato nuovamente di un giorno la conferenza stampa pre-partita ("L'ho imparato all'estero, aiuta a concentrarmi di più sulla partita"), deve fare i conti con l'assenza di El Shaarawy e pare intenzionato a schierare nuovamente la coppia d'attacco Dzeko-Schick. In porta giocherà di nuovo Olsen, malgrado le difficoltà palesate dallo svedese in Nazionale: "Non è in bilico lo seguivo già da prima che arrivasse alla Roma. Ha la mia fiducia", ha tagliato corto Ranieri.
Che idea si è fatto delle prestazioni dei suoi nelle rispettive nazionali? Olsen è apparso in difficoltà.
"Per me Robin è un ottimo portiere, mi piaceva già prima che arrivassi alla Roma. Ha la mia fiducia. Finalmente ho rivisto lo spogliatoio pieno. Chi era stanco ha fatto massaggi e cure. Oggi rivedrò tutti in campo e li ho visti belli propositivi e questa è la cosa più importante".
Come stanno De Rossi e Kolarov?
"Lentamente stanno tornando tutti a disposizione, a me piacerebbe averli al 100 per cento. Ma per come sono fatto io, preferisco non rischiare di perdere un calciatore per affrettarne il recupero e averlo a disposizione una partita dopo".
Lei è arrivato nella situazione Roma all'improvviso. Se dovesse portare la squadra in Champions League, sarebbe uno dei traguardi più importanti della sua carriera?
"Questa squadra è forte. Io mi auguro che i miei calciatori riescano a reagire bene a tutte le difficoltà".
La lite Dzeko-El Shaarawy può avere strascichi in futuro?
"E' una lite normale, che può accadere in famiglia. Ormai è tutto già alle spalle".
In questi giorni si è mai pentito di aver accettato la Roma?
"Assolutamente no, ho sempre seguito la Roma anche quando ero distante. Penso solo al mio lavoro e spero che dia i frutti sperati".
Dopo la sconfitta di Ferrara che effetti si aspetta?
"Naturalmente se ho fatto una comunicazione forte mi aspetto una risposta forte. Mi aspetto dai giocatori importanti, che giocano nella Roma una grossa risposta di carattere e personalità".
Due partite in quattro giorni all'Olimpico. Quanto possono essere importanti i tifosi?
"Saranno fondamentali. Sentire il pubblico che rumoreggia per un errore può complicare tutto. Spero che i tifosi ci stiano vicino con fiducia e amore".
Lei a Ferrara nell'intervallo ha sostituito El Shaarawy e non Dzeko. E' stata una scelta comportamentale o tattica?
"Solo tattica. Loro sono abituati a fare un certo tipo di lavoro con gli esterni sul 4-3-3, mentre sul 4-4-2 ne fanno altri. A El Shaarawy avevo chiesto una serie di compiti nel primo tempo, però aveva avuto difficoltà a svolgerli".
Quante possibilità ci sono che Manolas giochi contro il Napoli?
"Ho alcuni calciatori che stanno rientrando e mi fa piacere vedere che in questo momento di difficoltà tutti vogliono giocare e tutti vogliono esserci. Kostas però non è ancora con il gruppo e sarà con noi in campo oggi. Lui vuole giocare, però io devo valutare bene il tutto. Ho diversi calciatori al rientro e solo tre cambi a gara in corso".
Che Napoli troverete di fronte?
"Sono cambiati molto con Ancelotti. Lavorano molto più in verticale e cercano tanto gli attaccanti in profondità. Noi dovremo essere bravi a lavorare tra le linee. Pressing a tutto campo? Non è facile, occorre avere la condizione fisica giusta. Bisogna essere anche bravi ad aspettare e gestirsi".
Ultimi due mesi della stagione: i tifosi possono essere fiduciosi?
"Devono esserlo, nelle partite che restano abbiamo delle partite importanti, che possono aiutarci a ottenere l'obiettivo che tutti abbiamo in mente".
Che idea si è fatto delle prestazioni dei suoi nelle rispettive nazionali? Olsen è apparso in difficoltà.
"Per me Robin è un ottimo portiere, mi piaceva già prima che arrivassi alla Roma. Ha la mia fiducia. Finalmente ho rivisto lo spogliatoio pieno. Chi era stanco ha fatto massaggi e cure. Oggi rivedrò tutti in campo e li ho visti belli propositivi e questa è la cosa più importante".
Come stanno De Rossi e Kolarov?
"Lentamente stanno tornando tutti a disposizione, a me piacerebbe averli al 100 per cento. Ma per come sono fatto io, preferisco non rischiare di perdere un calciatore per affrettarne il recupero e averlo a disposizione una partita dopo".
Lei è arrivato nella situazione Roma all'improvviso. Se dovesse portare la squadra in Champions League, sarebbe uno dei traguardi più importanti della sua carriera?
"Questa squadra è forte. Io mi auguro che i miei calciatori riescano a reagire bene a tutte le difficoltà".
La lite Dzeko-El Shaarawy può avere strascichi in futuro?
"E' una lite normale, che può accadere in famiglia. Ormai è tutto già alle spalle".
In questi giorni si è mai pentito di aver accettato la Roma?
"Assolutamente no, ho sempre seguito la Roma anche quando ero distante. Penso solo al mio lavoro e spero che dia i frutti sperati".
Dopo la sconfitta di Ferrara che effetti si aspetta?
"Naturalmente se ho fatto una comunicazione forte mi aspetto una risposta forte. Mi aspetto dai giocatori importanti, che giocano nella Roma una grossa risposta di carattere e personalità".
Due partite in quattro giorni all'Olimpico. Quanto possono essere importanti i tifosi?
"Saranno fondamentali. Sentire il pubblico che rumoreggia per un errore può complicare tutto. Spero che i tifosi ci stiano vicino con fiducia e amore".
Lei a Ferrara nell'intervallo ha sostituito El Shaarawy e non Dzeko. E' stata una scelta comportamentale o tattica?
"Solo tattica. Loro sono abituati a fare un certo tipo di lavoro con gli esterni sul 4-3-3, mentre sul 4-4-2 ne fanno altri. A El Shaarawy avevo chiesto una serie di compiti nel primo tempo, però aveva avuto difficoltà a svolgerli".
Quante possibilità ci sono che Manolas giochi contro il Napoli?
"Ho alcuni calciatori che stanno rientrando e mi fa piacere vedere che in questo momento di difficoltà tutti vogliono giocare e tutti vogliono esserci. Kostas però non è ancora con il gruppo e sarà con noi in campo oggi. Lui vuole giocare, però io devo valutare bene il tutto. Ho diversi calciatori al rientro e solo tre cambi a gara in corso".
Che Napoli troverete di fronte?
"Sono cambiati molto con Ancelotti. Lavorano molto più in verticale e cercano tanto gli attaccanti in profondità. Noi dovremo essere bravi a lavorare tra le linee. Pressing a tutto campo? Non è facile, occorre avere la condizione fisica giusta. Bisogna essere anche bravi ad aspettare e gestirsi".
Ultimi due mesi della stagione: i tifosi possono essere fiduciosi?
"Devono esserlo, nelle partite che restano abbiamo delle partite importanti, che possono aiutarci a ottenere l'obiettivo che tutti abbiamo in mente".