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Roma, da Fonseca alle strategie del club: un fallimento totale, ora il rinnovamento è necessario

Paulo Fonseca (afp)
Il tracollo di Manchester rappresenta un punto di non ritorno di una annata mai decollata, tra un tecnico da tempo sfiduciato, una sofferenza fisica (troppi infortuni muscolari, non può essere un caso) e una società che non ha saputo gestire i momenti chiave del cammino
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ROMA - La cosa peggiore per la Roma sarà far passare i prossimi venti giorni. L'unico pensiero positivo, dopo il 6-2 subito a Manchester, può essere l'idea di un rinnovamento. Più esteso possibile. Paulo Fonseca saluterà, su questo non ci sono dubbi. Ma non sarà l'unico: l'organico ha dimostrato limiti insuperabili, di tipo fisico, tecnico, anagrafico. Dan e Ryan Friedkin e Tiago Pinto hanno molto chiaro come serva cambiare: l'informatizzazione di scouting e analisi delle partite sarà però il cambiamento meno visibile. Il fallimento è globale, coinvolge ogni ambito, non solo quello tecnico. La Roma si prepara a chiudere non solo fuori dalle prime 4, ma anche fuori dalla zona Europa League, addirittura deve difendere il posto nella Conference League. E pure la porta per i sogni - la semifinale di Europa League - le ha sbattuto sul viso, svegliandola nel modo peggiore. 

ROMA - La cosa peggiore per la Roma sarà far passare i prossimi venti giorni. L'unico pensiero positivo, dopo il 6-2 subito a Manchester, può essere l'idea di un rinnovamento. Più esteso possibile. Paulo Fonseca saluterà, su questo non ci sono dubbi. Ma non sarà l'unico: l'organico ha dimostrato limiti insuperabili, di tipo fisico, tecnico, anagrafico. Dan e Ryan Friedkin e Tiago Pinto hanno molto chiaro come serva cambiare: l'informatizzazione di scouting e analisi delle partite sarà però il cambiamento meno visibile. Il fallimento è globale, coinvolge ogni ambito, non solo quello tecnico. La Roma si prepara a chiudere non solo fuori dalle prime 4, ma anche fuori dalla zona Europa League, addirittura deve difendere il posto nella Conference League. E pure la porta per i sogni - la semifinale di Europa League - le ha sbattuto sul viso, svegliandola nel modo peggiore. 

La malagestione fisica

Un nuovo allenatore, con Sarri in primissima fila, anche se non è ancora fatta. E poi un nuovo centravanti, almeno un paio di nuovi difensori, un centrocampista di alto livello, quello che forse è mancato in questa stagione. Ma non basta. La Roma dovrà probabilmente stravolgere prima di tutto il suo modo di lavorare. Perché la sfortuna è una spiegazione solo fino a un certo punto: i tre infortuni in 37 minuti a Manchester sono la sintesi di una stagione in cui a Trigoria hanno contato una trentina di guai fisici di natura muscolare. E quando la sfortuna si ripete troppo spesso, probabilmente sfortuna non è. Anche su quell'aspetto stanno indagando i vertici del club, convinti che non solo non sia normale, ma che sia indispensabile capire cosa abbia causato così tanti problemi.

Gli errori strategici

Poi c'è la questione dell'organizzazione sportiva. Molto è stato sbagliato, in quest'anno "zero" dell'era Friedkin. Nel momento migliore della squadra è stata stravolta la gestione sportiva con l'ingresso di Pinto. Si poteva aspettare? Forse. O magari pensare a una transizione soft. C'era la possibilità in autunno di sostituire Fonseca, che già aveva consumato il suo rapporto con la squadra. In quel momento, i discorsi con Allegri erano stati allacciati, ma la proprietà appena insediata aveva preferito prendere tempo. Come a gennaio, quando pure l'eliminazione con lo Spezia in Coppa Italia aveva riacceso il clima di agitazione nello spogliatoio. L'effetto è stato trovarsi nel finale di stagione con un allenatore già consapevole, anche per sua scelta, che il prossimo anno sarebbe stato altrove. Lui, e la squadra, come ha quasi involontariamente ammesso Pellegrini: "Il mister ha fatto, cioè, sta facendo un percorso in cui tutti sono migliorati", e quel ripensamento pare quasi la conferma di ciò che lo stesso Fonseca sa ma ha avuto paura a dire: "Vado via? Non è il momento di parlarne, i discorsi sul mio futuro avremo tempo per farli più avanti". Anche se non c'è più nulla da difendere. E nessun obiettivo da inseguire.