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Roma, Mourinho: "Col Leicester la vittoria di tutta la grande famiglia giallorossa"

Lo Special One, stremato a fine partita, si complimenta con i giocatori, lo staff e il pubblico dell'Olimpico per la finale di Conference League conquistata: "Auguro al mio amico Ancelotti di vincere la Champions, e voglio vincere un trofeo anche io"
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Ha esultato a ogni fallo conquistato dai suoi giocatori negli ultimi minuti, ma a fine partita era stremato. Josè Mourinho è felice dopo la vittoria della Roma sul Leicester e la conquista della finale di Conference League. "Mi scuso con i telespettatori, sono stanco, voglio andare a casa. È stata la vittoria della famiglia giallorossa: di chi era in campo, in panchina, allo stadio. Questa empatia - ha spiegato Mourinho - ci ha fatto fare una gara straordinaria. Il nostro portiere ha fatto due parate in 180 minuti, quindi vuol dire che abbiamo fatto qualcosa di buono. I ragazzi sono straordinari e meritano la finale".

Prima, però, c'è un posto in Europa da conquistare: "Lunedì c'è la Fiorentina, dobbiamo chiudere il campionato al meglio. Abbiamo pagato il percorso in Conference con punti persi in Serie A, ma dopo 14 partite di coppa finalmente siamo in finale".

La Roma ha attaccato il primo tempo e controllato bene gli inglesi nel secondo. "Pressiamo molto, spendiamo energie. Poi ci siamo abbassati, sistemandoci con un 5-3-2, per controllare meglio la partita e ci siamo riusciti. Tanto lavoro di tutti, l'assenza di Mkhitaryan era un vuoto non facile da colmare. Abraham? Io mi rifiuto di parlare bene di lui, perché può fare meglio. E lui lo sa. Ha potenzialità per essere ancora più forte". Infine i complimenti all'amico Ancelotti: "Spero che Carletto vinca la Champions, e anche io voglio vincere un trofeo".

Abraham: "Finale meritata, sono venuto a Roma per questo"

"Non ho parole, per la squadra, per i tifosi, è un sogno che si realizza, la Roma meritava una finale e sono contento che l'abbia raggiunta. Oggi i tifosi - le impressioni dell'uomo partita Tammy Abraham - hanno fatto la differenza, hanno vinto la partita prima ancora di cominciare. Oggi tutti hanno dato tutto quello che avevno dentro, come sempre. Sono venuto a Roma per questo. Per me questa coppa è importante, quando c'è un trofeo in palio non ci sono differenze, vale come la Champions. Qui sto bene e sento l'amore della città. Sto vivendo un sogno".

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