ROMA — Quel bus scoperto rimasto per ore quasi immobile nello stesso posto, con la città festante ai suoi piedi, sembra quasi un monito. Vietato impantanarsi nell'idea di un successo. E infatti, appena il tempo di asciugare le lacrime, e prima della doccia pubblica impostagli dai suoi giocatori, José Mourinho aveva già iniziato a pensare al "dopo". La sua domanda è quella di tutti: cosa serve alla Roma per essere all'altezza di Mourinho?
Su José la capitale ha avuto un effetto simile alla piscina di Cocoon: lo ha rinvigorito, prima di tutto nelle ambizioni. Le esperienze a Manchester e al Tottenham per lui devono essere state come quegli appuntamenti al buio in cui può anche capitare una notte di piacere - come l'Europa League vinta con lo United - ma senza nulla che assomigli alla passione. Figuriamoci a un sentimento vero. A Roma ha riscoperto l'amore. E ha accettato di ripartire dal basso. Tornare a sen…
ROMA — Quel bus scoperto rimasto per ore quasi immobile nello stesso posto, con la città festante ai suoi piedi, sembra quasi un monito. Vietato impantanarsi nell'idea di un successo. E infatti, appena il tempo di asciugare le lacrime, e prima della doccia pubblica impostagli dai suoi giocatori, José Mourinho aveva già iniziato a pensare al "dopo". La sua domanda è quella di tutti: cosa serve alla Roma per essere all'altezza di Mourinho?
Su José la capitale ha avuto un effetto simile alla piscina di Cocoon: lo ha rinvigorito, prima di tutto nelle ambizioni. Le esperienze a Manchester e al Tottenham per lui devono essere state come quegli appuntamenti al buio in cui può anche capitare una notte di piacere - come l'Europa League vinta con lo United - ma senza nulla che assomigli alla passione. Figuriamoci a un sentimento vero. A Roma ha riscoperto l'amore. E ha accettato di ripartire dal basso. Tornare a sentirsi un vincente però ha riacceso il suo spirito: guardare la vetta da lontano non gli basta più. La sua ambizione è decisamente superiore al valore attuale della sua squadra. E sa di aver conquistato un grosso motivo per meritarla.
Di certo la proprietà s'è appassionata grazie a lui: prima guardava gli allenamenti da una torre o dal balcone. Martedì era in panchina a Trigoria. Mercoledì in campo a Tirana con la coppa. Un anno fa, sul divano della sua casa a Belgravia, Dan e Ryan, il presidente e suo figlio, gli fecero delle promesse: lui rispose che si sarebbe potuto festeggiare in tre anni. Sono bastati invece 12 mesi. E ora José vuole incassare quel credito.