"Per parlare di scudetto è presto. In questo momento ci sono squadre più avanti di noi, dobbiamo lavorare con serenità. La Roma ha vinto un trofeo molto importante, ci sono ancora obiettivi importanti e la voglia è tanta. A tutti piace vincere, dobbiamo farlo partita dopo partita e più avanti vedremo dove saremo arrivati". In attesa del del bagno di folla serale previsto all'Eur, sono queste le prime parole di Paulo Dybala nella conferenza stampa di presentazione del giocatore argentino a Trigoria. "La prima cosa che avevo chiesto a Josè Mourinho è stata cosa puntiamo a vincere. Qui c'è grande fiducia e consapevolezza. Io cercherò di dare il massimo per continuare a vincere".
Dybala: "L'Inter non mi ha tradito. Se segno alla Juventus non esulto"
La telefonata di Mourinho a Dybala
Lo spessore dell'allenatore portoghese è stato decisivo per convincere la Joya a sposare il progetto Roma. "Quanto ha inciso la telefonata con Mourinho? La chiamata del mister è stata un piacere enorme. La prima è stata con il direttore e lui, la seconda volta invece mi ha scritto. Ho avuto la fortuna di conoscere il presidente, suo figlio, ho parlato con il direttore e conoscevo alcuni ragazzi. La chiamata di tutti è stata una dimostrazione di affetto, è stata importante per me".
Dybala: "La 10 è importante, sono contento del 21"
Dybala non ha preso la maglia numero 10 di Francesco Totti, nonostante l'offerta dell'ex capitano giallorosso. "La cosa più importante è che sappiamo chi è stato l'ultimo a indossare la maglia numero 10. C'è rispetto, per i tifosi è una maglia importante. Anche il 21 per me è molto importante, per la Nazionale e per il primo periodo con la Juventus. Ora sono molto contento con questo numero".
Dybala: "Se segno alla Juve non esulto. Addio non per i soldi"
L'argentino ha poi voluto parlare del suo divorzio dalla Juventus. "Se esulterò in caso di gol? Con la Juve ovviamente no. Sono curioso di vedere cosa succederà con i tifosi della Roma stasera, so che questa è una piazza calda e la gente è sempre vicina. Sono curioso di conoscere i tifosi e abbracciarli. Il direttore Arrivabene è stato molto chiaro: avevamo un accordo da firmare a ottobre, poi la società ci ha chiesto di aspettare. A marzo ci hanno comunicato che io non avrei fatto più parte del progetto futuro del club. Non è stato un problema economico. La società ha preso altre decisioni assieme al mister".
Sul ruolo di trequartista, una rarità nel calcio moderno. "Il calcio è cambiato tanto, si vedono tanti giocatori fisici e veloci con meno giocate belle, ma alla fine conta sempre il risultato finale. Io voglio vincere, tutti lo vogliamo, deve essere il nostro primo obiettivo. Poi ho le mie caratteristiche, farò quello che mi chiede il mister per aiutare i miei compagni".
Dybala: "Con l'Inter e Marotta tutto a posto"
Nessuna polemica invece con l'Inter dopo il tormentone di mercato estivo: "Ho un bel rapporto con Marotta, ma non mi sono sentito tradito dall'Inter. I miei agenti hanno parlato con tante squadre e i giornalisti si sono soffermati su alcune di queste. Quando Pinto è venuto a Torino, poi, le cose sono cambiate e ho scelto la Roma".