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Portogallo e Roma insieme, Mourinho di corsa tra derby e Europei. Ma Michels, Ferguson e Hiddink insegnano

Con i ritmi frenetici del calcio attuale, lo Special One nel doppio ruolo si troverebbe a gestire la Roma e la qualificazione a Germania 2024 a distanza ravvicinatissima. Nel passato comunque precedenti illustri non mancano
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The Special Two. Ma lui direbbe: The Special One plus One. Se il pressing della federazione portoghese andasse a buon fine, Josè Mourinho sarebbe chiamato a sdoppiarsi nel doppio ruolo di allenatore della Roma e Ct del Portogallo, o viceversa, dipende da che prospettiva si considera la questione. Le pari opportunità, l’accumulo di incarichi. Con qualche accelerata nel caso di calendario intasato. Occhio alle date: 19 marzo, Lazio-Roma, il derby. 23 marzo, Portogallo-Liechtenstein, qualificazioni europei. 26 marzo, Lussemburgo-Portogallo. 2 aprile, riparte la Serie A con Roma-Sampdoria. Ok, c’è la sosta del campionato, ma in ogni caso: due settimane, quattro partite da preparare e affrontare, un po’ di qua e un po’ di là. Ce la può fare, ma tenga conto che il rischio è quello del disturbo dissociativo della personalità.

The Special Two. Ma lui direbbe: The Special One plus One. Se il pressing della federazione portoghese andasse a buon fine, Josè Mourinho sarebbe chiamato a sdoppiarsi nel doppio ruolo di allenatore della Roma e Ct del Portogallo, o viceversa, dipende da che prospettiva si considera la questione. Le pari opportunità, l’accumulo di incarichi. Con qualche accelerata nel caso di calendario intasato. Occhio alle date: 19 marzo, Lazio-Roma, il derby. 23 marzo, Portogallo-Liechtenstein, qualificazioni europei. 26 marzo, Lussemburgo-Portogallo. 2 aprile, riparte la Serie A con Roma-Sampdoria. Ok, c’è la sosta del campionato, ma in ogni caso: due settimane, quattro partite da preparare e affrontare, un po’ di qua e un po’ di là. Ce la può fare, ma tenga conto che il rischio è quello del disturbo dissociativo della personalità.

In realtà lo sdoppiamento dell’allenatore non è una novità. Succede come in politica: panchine al posto di poltrone, discutibile forse - si apra il dibattito - ma legittimo, almeno da regolamento. La storia ci dice che il doppio incarico è un prerogativa olandese. Sarà che da quelle parti sono multitasking, ma nessuno ha mai fatto un plissé. Il grande Rinus Michels, quando guidò l’Olanda di Cruijff e Neeskens ad un passo dalla conquista della Coppa del mondo del 1974 (finale persa contro la Germania Ovest), ricopriva la carica di CT degli Oranje e di allenatore del Barcellona. Calcio Totale, ma anche Allenatore Totale. Due suoi discepoli anni dopo ne seguirono l’esempio: nel 2010 Dick Advocaat era Ct del Belgio e allenatore dell’Az Alkmaar, mentre quel santone di Guus Hiddink da febbraio a giugno del 2009 fece i salti carpiati per dividersi tra la panchina della Russia e quella del Chelsea, che l’aveva chiamato a campionato in corso accettando tutto, persino la bigamia.

Il 10 settembre del 1985 la Scozia perse il suo monumento, Jock Stein: caduto in battaglia, arresto cardiaco durante la sfida con il Galles, era Ct da sette anni. Non c’era tempo da perdere, così la federazione chiamò il giovane (45 anni) Alex Ferguson, che si era particolarmente distinto vincendo quattro titoli con l’Aberdeen e portandolo (Coppa delle Coppe 1983) tra le grandi d’Europa. C’era da giocarsi la qualificazione al Mondiale messicano, Ferguson rimase sulla panchina della Scozia per dieci partite, fece il suo dovere, portò in Messico la Nazionale e la guidò per le tre partite del girone, uscendo di scena subito e cominciando - un attimo dopo - la sua epopea con il Manchester United.
Josè Mourinho (agf)
Per sdoppiarsi servono due cose: personalità e autorevolezza. Devi essere (meglio: sembrare) necessario. O te o nessun altro. Come Fatih Terim nel 2013, quando allenò contemporaneamente Galatasaray e Turchia. O come il suo collega Miguel Herrera, tecnico del Club America e del Messico. Più di recente - quando la Russia esonerò Capello - si affidò a Leonid Slutsky, allenatore del CSKA Mosca; e la Lettonia ha pensato che Alexandr Starkovs - nonostante il suo impegno con il Baki  FK in Azerbaigian - fosse l’uomo giusto per guidare la Nazionale.

Nella pallavolo il “Two gust is meglio che one” fa tendenza (Fabio Soli, Roberto Piazza, Andrea Giani gli ultimi), tanto che un paio di mesi fa è scattata la protesta contro le nuove norme introdotte dalla Lega Pallavolo Serie A per impedire agli allenatori di Superlega e Serie A2 di esercitare il doppio incarico. Nel calcio il problema - con il suo carico di doppio ingaggio, doppia gestione, doppia responsabilità - rimane etico, niente di più e niente di meno. Forse Mourinho aprirà una strada, anzi due.