Zaniolo, l'armadietto rimosso e le scuse: "Tendo la mano, siamo una famiglia"
di Matteo Pinci , di Matteo PinciROMA — Nello spogliatoio di Trigoria, il suo nome e la sua foto sono scomparsi dall'armadietto che occupava da quattro anni. Come non fosse più un giocatore della Roma. Un passo ulteriore, dopo che da sabato gli era stato chiesto di allearsi da solo, in pratica messo fuori rosa. Nicolò Zaniolo non ha lasciato la Roma a gennaio, come avrebbe voluto. Ma della Roma non fa comunque più parte, e questi due elementi lo dimostrano in modo eloquente. Ora, è lui a provare a ricomporre la frattura.
Zaniolo si scusa: "Tendo la mano alla Roma"
Alla fine Zaniolo ha scelto di fare un passo indietro. Chiuso il mercato, ha deciso di provare a ricucire col club. A cui ora spetter&agrav…
ROMA — Nello spogliatoio di Trigoria, il suo nome e la sua foto sono scomparsi dall'armadietto che occupava da quattro anni. Come non fosse più un giocatore della Roma. Un passo ulteriore, dopo che da sabato gli era stato chiesto di allearsi da solo, in pratica messo fuori rosa. Nicolò Zaniolo non ha lasciato la Roma a gennaio, come avrebbe voluto. Ma della Roma non fa comunque più parte, e questi due elementi lo dimostrano in modo eloquente. Ora, è lui a provare a ricomporre la frattura.
Zaniolo si scusa: "Tendo la mano alla Roma"
Alla fine Zaniolo ha scelto di fare un passo indietro. Chiuso il mercato, ha deciso di provare a ricucire col club. A cui ora spetterà la decisione su cosa fare. Ma il passo indietro di Nicolò, prima ancora che a Trigoria, è arrivato con una lettera all'Ansa: "Sono state dette e scritte molte cose che mi riguardano in queste ultime settimane e parecchie non sono veritiere. Sono arrivato a Roma da sconosciuto e Roma e i romanisti mi hanno accolto come uno di loro. Mi hanno trasmesso fiducia, coraggio e affetto nei momenti terribili e bui degli infortuni. A Tirana, con quel gol, sentivo di aver ricambiato tutto ciò che avevo ricevuto, contribuendo a regalare una gioia indimenticabile a tutti i romanisti. A 23 anni ho vissuto esperienze che molti miei colleghi non vivono in un’intera carriera: cadere, rialzarsi, cadere di nuovo, rialzarsi ancora, vincere. In questi ultimi mesi ho attraversato un periodo delicato, in cui risultava difficile capire quale sarebbe stato il mio futuro professionale. Mi sono però sempre impegnato sul campo e in allenamento con la massima professionalità".
Zaniolo: "Ho avuto paura per me e la mia famiglia"
Zaniolo è tornato anche sul caso di aggressione, che aveva affrontato già con l'Assocalciatori: è stato contattato dal sindacato dopo l'aggressione subita, gli hanno offerto supporto totale, come sempre in casi analoghi. Ne ha parlato, in quella lettera: "Per la prima volta in questi giorni ho avuto paura, per me e per la mia famiglia, e mi sono sentito abbandonato. Non mi era mai successo e mi sono spaventato molto. Il futuro è nelle nostre mani: io tendo la mia e mi metto a completa disposizione della famiglia della Roma". Abbandonata l'idea di una causa, che come dimostra la vicenda Leao - nel 2018 si è svincolato unilateralmente dallo Sporting Lisbona dopo un'aggressione subita all'interno del centro sportivo del club ad opera di alcuni tifosi che avevano fatto irruzione e ora è stato condannato a risarcire il club con 16,5 milioni - rischiava soltanto di creare cause infinite e risarcimenti milionari da pagare.
Da settembre a gennaio: quattro mesi di tensioni
Come si è arrivati a questo livello di tensione? Quando in estate era d'accordo col Tottenham, la Roma si impuntò rifiutando un prestito con obbligo a 40 milioni più altri 10 milioni di contropartite: "ci servi, resti, a settembre facciamo il nuovo contratto", gli promisero i dirigenti e ribadì Tiago Pinto pubblicamente. Non è successo. Anzi, i discorsi sul rinnovo, molto aleatori, si sono arenati immediatamente, senza nemmeno partorire un'offerta reale. A gennaio la questione si è riproposta: di nuovo il Tottenham ha contattato Nicolò. L'agente Vigorelli era convinto si potesse definire l'affare in prestito. La Roma ha detto, immediatamente, no. Non a quelle condizioni. E Zaniolo, già nervoso per il mancato rinnovo, è esploso. Ha chiesto di essere venduto, a flirtato col Milan, ha atteso un rilancio inglese. Alla fine aveva accettato il Bournemouth, con clausola per liberarsi in caso di retrocessione. Ma quando ha prenotato il volo ha scoperto che gli accordi non erano chiusi e che al Bournemouth avevano nel frattempo preso altri programmi. Evidentemente, l'accordo con la Roma non era chiuso. A quel punto però era tardi per riannodare qualunque filo, anche se il Milan ha fatto, in extremis, un nuovo tentativo, solo un sondaggio, ma era tardi per la Roma per trovare un sostituto. Al di là delle responsabilità individuali, resta un fatto: una gestione approssimativa di un caso complicatissimo. Che finirà per far male alla Roma.