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Mourinho-Friedkin, il gioco del silenzio spacca la Roma

José vorrebbe restare ma soffre a non competere. La proprietà intende i contratti come vincolanti e dà per scontata la permanenza: per portare via José bisognerà pagare. A milano si parla di un'idea dell'Inter
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ROMA — Cosa inquieta José Mourinho? Non c’è bar romano in cui si parli di calcio senza discuterne. Se lo chiedono tutti, tranne – apparentemente – gli unici che potrebbero ottenere una risposta: Dan e Ryan Friedkin. Chi pensa che José abbia già deciso di andare via da Roma è almeno frettoloso. E probabilmente fraintende il senso di quella frase che sembra, è vero, un invito alla resa dei conti: «A fine stagione parlerò io e avrò molte cose da dire». Che testimonia una cosa, prima di tutte: una feroce, rumorosa insofferenza. 

Mourinho e i Friedkin: se vorrà andar via dovrà pagare

Cosa voleva dire, l’allenatore della Roma? Da g…

ROMA — Cosa inquieta José Mourinho? Non c’è bar romano in cui si parli di calcio senza discuterne. Se lo chiedono tutti, tranne – apparentemente – gli unici che potrebbero ottenere una risposta: Dan e Ryan Friedkin. Chi pensa che José abbia già deciso di andare via da Roma è almeno frettoloso. E probabilmente fraintende il senso di quella frase che sembra, è vero, un invito alla resa dei conti: «A fine stagione parlerò io e avrò molte cose da dire». Che testimonia una cosa, prima di tutte: una feroce, rumorosa insofferenza. 

Mourinho e i Friedkin: se vorrà andar via dovrà pagare

Cosa voleva dire, l’allenatore della Roma? Da giorni trova il modo per elencare i frutti del suo lavoro, la scelta di restare fatta a dicembre rinunciando al Portogallo, la differenza di organico con le altre grandi. Il messaggio tra le righe («La società sa cosa aspettarsi da me») è: trovatelo un altro capace di fare quello che sto facendo io, terzo, valorizzando i giovani e senza tanti campioni. Dopo aver battuto il Verona s’è stretto alla squadra: lui e i calciatori unitissimi, tutto il resto fuori. Club compreso. Dicono che non parli con i Friedkin da mesi e che dalla proprietà vorrebbe capire quali progetti avrà la Roma in futuro. Per decidere se anche lui possa continuare a esserne parte. Chi lo conosce giura che a Mourinho non dispiaccia affatto stare a Roma. Ma che ovviamente un competitivo come lui soffra a non poter gareggiare ad armi pari con Inter e Napoli. Auspica un tavolo di discussione in tempi rapidi. Anche per capire quali siano le condizioni a cui restare. O quelle a cui andare via. 
Ma Dan e Ryan Friedkin hanno una altissima considerazione delle firme sui contratti: e quindi ha senso che dal loro punto di vista Mourinho sia sicuramente l’allenatore della Roma fino al 2024. Garantito dalla certezza che, da loro, non sarà mai esonerato. L’impressione – ma va considerato un margine d’approssimazione, visto il silenzio dietro cui si nasconde da sempre la famiglia – è che per i Friedkin tutto ciò renda scontata la prosecuzione del rapporto. Se invece fosse José a voler andare via, per lo stesso motivo non potrebbe farlo gratis: i Friedkin pretenderebbero un indennizzo, perché rompere i contratti ha un prezzo. Elemento su cui le parti hanno punti di vista divergenti. In attesa di una riunione che Mourinho non vuol più richiedere a mezzo stampa e la proprietà non ha ancora pensato di fissare. Ciò detto, i colloqui tra Mourinho e la dirigenza non mancano. 

Gli incontri con Tiago e i pretendenti: c'è anche l'Inter

Anche ieri infatti, e come ogni giorno, il guru portoghese ha pranzato a Trigoria con Tiago Pinto, il general manager a cui il presidente della Roma ha affidato le chiavi di casa. Il pomeriggio erano entrambi a vedere la partita della Primavera. I rapporti sono quelli di due persone che su molti argomenti hanno visioni opposte, ma devono convivere e lo fanno nell’interesse comune. Nessuno dei due però è troppo soddisfatto della situazione. Solo che uno è tra gli allenatori più vincenti al mondo, e questo ha inevitabilmente un peso. Anche perché questa condizione lo rende molto appetibile sul mercato. 
Le ultime ore hanno riscaldato la suggestione milanese di un possibile ritorno all’Inter: è complesso però capire i programmi del club nerazzurro. Le altre voci – dal Real al Psg – si fondano sulla stima di cui lo Special gode, con Florentino Perez e il ds dei parigini Luis Campos che hanno per lui una vicinanza personale, mentre a Roma con i Friedkin continua a cristallizzarsi una sempre più fredda distanza.