CAGLIARI — Le mani sul naso, gli occhi arrossati dalle lacrime. Paulo Dybala non ha solo dovuto abbandonare la Roma a Cagliari dopo 40 minuti. Ma ha anche spaventato i tifosi con una gestualità che non lascia sereni. Tutto dopo uno scontro con Prati al limite dell’area della Roma: l’argentino ruba palla a Sulemana che se l’allunga, mentre la difende interviene Prati, lui allarga la gamba a difendere il pallone, l’avversario lo centra sul ginocchio sinistro.
L’infortunio di Dybala
Da subito, la dinamica e la torsione hanno dato l’idea di un infortunio non banalissimo. Anche perché Dybala è rimasto a lungo a terra, con le mani sul volto. L’ingresso dei medici pareva averlo restituito al campo, ma un minuto dopo, appena la palla è uscita, Paulo si è accasciato a centrocampo. Le mani sul ginocchio sinistro. Poi la maglia tirata su a coprire il volto, la smorfia di dolore evidentissima nonostante quel velo di tessuto a nasconderla. Il tempo di qualche secondo e si è capito che la partita dell’argentino era finita lì.
Entra Belotti
Dybala non ha nemmeno atteso che Belotti finisse il riscaldamento avviato d’urgenza, mentre Mourinho con le mani in testa a testimoniare come fosse lui, a quel punto, il più preoccupato di tutti (“Dybala non è ottimista. E se Paulo non è ottimista io non sono ottimista”, dirà a fine partita). Almeno fino a quando Paulo, alzandosi sulle sue gambe, non ha lasciato il campo. Le lacrime evidenti ad arrossargli gli occhi, le dita a stringere il naso, la testa scossa di continuo: segni chiarissimi di una preoccupazione che è già quella di tutti.