Roma-Fiorentina 1-1: i giallorossi resistono in nove ma perdono Lukaku e Dybala
di Silvia ScottiROMA — Se la vita è fatta di attimi, figuriamoci le partite. Del resto non si ricordano mai le giornate intere, si ricordano i momenti. Quelli che rovesciano tutto, che cambiano la storia, che tolgono, danno e restituiscono. E in 90 minuti più recupero gli attimi possono essere tanti.
La provocazione di Mourinho: domande in italiano, risposte in portoghese
L’infortunio di Dybala, le due espulsioni
L’infortunio di Dybala, l’espulsione di Zalewski, quella di Lukaku. Tre attimi, e il momento dopo non è più uguale a quello prima. Quando una squadra finisce in 9 contro 11, anche se l’altra è distrutta da 120 minuti in Coppa Italia, ci si prova anche con i pizzini di Mourinho al raccattapalle da consegnare a Rui Patricio, il disegno della porta e la disposizione su come mettere “Bove ed El Sharaawy” per portare a casa la pelle. Serviva un incoraggiamento, che arrivava dalle tribune, e dalla panchina.
Assist di Dybala, …
ROMA — Se la vita è fatta di attimi, figuriamoci le partite. Del resto non si ricordano mai le giornate intere, si ricordano i momenti. Quelli che rovesciano tutto, che cambiano la storia, che tolgono, danno e restituiscono. E in 90 minuti più recupero gli attimi possono essere tanti.
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L’infortunio di Dybala, le due espulsioni
L’infortunio di Dybala, l’espulsione di Zalewski, quella di Lukaku. Tre attimi, e il momento dopo non è più uguale a quello prima. Quando una squadra finisce in 9 contro 11, anche se l’altra è distrutta da 120 minuti in Coppa Italia, ci si prova anche con i pizzini di Mourinho al raccattapalle da consegnare a Rui Patricio, il disegno della porta e la disposizione su come mettere “Bove ed El Sharaawy” per portare a casa la pelle. Serviva un incoraggiamento, che arrivava dalle tribune, e dalla panchina.
Assist di Dybala, gol di Lukaku: un classico romanista
Il primo momento che cambia tutto arriva al 23’, Dybala che si tocca il flessore e chiede subito di uscire. Poteva non essere decisivo. In fondo il tempo per stare insieme può anche essere troppo poco, bisognerebbe imparare a usarlo bene. Se ti fai bastare 5 minuti, o 23, non sarebbe necessaria tutta una vita, certo non tutta una partita. E Dybala e Lukaku erano la fotografia di come si sta insieme: come riconoscersi a occhi chiusi, farsi trovare pronti quando l’altro ha bisogno. Cercarsi e completarsi. Cinque minuti, un sublime tocco di esterno dell’argentino, perché l’eleganza non disturba mai, figuriamoci se c’è pure l’efficacia, basta a trovare la persona che più ti capisce. Lukaku, uno che il suo mestiere di centravanti lo sa fare maledettamente bene, raccoglie e ringrazia. Segue esultanza. Undicesimo gol stagionale, settimo in Serie A, la partita sembra scivolare bene per Mourinho.
Fiorentina, tanto possesso palla, poca pericolosità
Nel primo tempo la linea difensiva della Fiorentina è troppo ferma, non sempre attenta sulle transizioni della Roma. Il possesso della Fiorentina è troppo spesso sterile e finalizza assai poco. C’è tutto il tempo per l’altra partita dei tifosi della Roma: i cori per il tecnico, lo striscione “Mourinho a vita”, tanto per far capire da che parte stanno i tifosi. Mourinho non si discute, si venera. Ma Dybala si fa male, quattro assist nelle ultime cinque partite, due gol a Udinese e Sassuolo, e senza di lui la Roma perde qualità e sicurezza nel possesso palla e tende ad abbassarsi nella sua metà campo. Lui è tutto quello che è e che non è la Roma, ma il dibattito è di quelli complicati e senza risposta, se a volte c’è luce, c’è l’ombra dietro, se le cose in un modo sembrano facili possono diventare difficili. Poi l’espulsione di Zalewski per doppia ammonizione dopo venti minuti del secondo tempo rovescia la storia.
Il pareggio della Fiorentina, la rabbia di Mourinho
La Fiorentina con spazi e coraggio trova subito il pareggio con Martinez Quarta. Nel finale l’intervento inspiegabile di Lukaku, un’entrata da killer su Kouamé che vale un meritato cartellino rosso, serve alla squadra viola per provare a cercare un altro gol. Mourinho in panchina si agita, il cappotto non si sgualcisce, ma la faccia si deforma, ce l’ha con tutti sempre, questa volta deve avercela con i suoi. E l’impressione è che la sua rabbia non durerà un attimo.
Il tabellino di Roma-Fiorentina
Roma 1 (5’ Lukaku)
Fiorentina 1 (21’ st Martinez Quarta)
Roma (3-5-2): Rui Patricio 7.5 – Mancini 5.5, Llorente 6, Ndicka 5.5 – Kristensen 5.5, Cristante 6, Paredes 6, Pellegrini 5.5 (40’ st Bove sv), Zalewski 5 – Lukaku 6, Dybala 7 (24’ pt Azmoun 5; 17’ st El Shaarawy 5.5). All. Mourinho 6.
Fiorentina (4-2-3-1): Terracciano 6 - Kayode 6 (36’ st Lopez 5.5), Quarta 7, Ranieri 6.5, Biraghi 5.5 - Arthur 6.5, Duncan 6 - Ikonè 5 (27’ st Gonzalez 6), Bonaventura 7 (32’ st Sottil 6), Kouamè 6.5 – Nzola 6. All. Italiano 6.5.
Arbitro: Rapuano 5.
Note: ammoniti Cristante, Ikoné, Biraghi, Paredes, Duncan e Llorente. Espulsi Zalewski e Lukaku. Spettatori: 60.932.