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De Rossi, il futuro è adesso: la Roma deve decidere in fretta se confermarlo

Daniele De Rossi (agf)
Il tecnico glissa sulla questione, però la rinascita della squadra sotto la sua guida lascia pensare ad una telefonata imminente del club
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Un dettaglio, una partita, quattro gol e arriva il momento delle scelte. Adesso. Non domani, non tra un mese. Il futuro, del resto, lo sta aspettando da una vita. Lo ha atteso per anni da giocatore, quando era il capitano in campo ma non lo era mai davvero perché Totti era sempre lì, lo fa adesso da allenatore. Diventato grande in un tempo piccolo, ha già meritato la seconda occasione. Sta aspettando la telefonata della società? “Stai buono” ride, evita le domande anche degli amici, non lo chiede e non lo dice, ma perché non dovrebbe aspettarla?

La meriterebbe subito. Ha compiuto una piccola impresa in neanche due mesi. fa Ha preso una squadra al nono posto in classifica, una squadra nervosa e litigiosa, giocatori involuti, pochi punti e un secondo posto …

Un dettaglio, una partita, quattro gol e arriva il momento delle scelte. Adesso. Non domani, non tra un mese. Il futuro, del resto, lo sta aspettando da una vita. Lo ha atteso per anni da giocatore, quando era il capitano in campo ma non lo era mai davvero perché Totti era sempre lì, lo fa adesso da allenatore. Diventato grande in un tempo piccolo, ha già meritato la seconda occasione. Sta aspettando la telefonata della società? “Stai buono” ride, evita le domande anche degli amici, non lo chiede e non lo dice, ma perché non dovrebbe aspettarla?

La meriterebbe subito. Ha compiuto una piccola impresa in neanche due mesi. fa Ha preso una squadra al nono posto in classifica, una squadra nervosa e litigiosa, giocatori involuti, pochi punti e un secondo posto in Europa in un girone facile facile. L’ha portata al quinto posto, ha perso una sola partita, con l’Inter giocando almeno un tempo alla pari. Ha mantenuto il tutto esaurito dell’Olimpico che il giorno dell’addio di Mourinho era triste, silenzioso, quasi in lutto. Ha fatto scelte importanti, ma il suo capolavoro è Svilar, primo atto di coraggio perfettamente riuscito, l’eroe della partita con il Feyenoord con due rigori parati, interventi decisivi con il Brighton.

Ha rigenerato i giocatori. Dybala che pure non aveva un brutto rapporto con Mourinho è tornato a essere leggero, a incantare e a segnare, sette gol in campionato e il primo in Europa League contro il Brighton. Ma soprattutto è tornato a essere il giocatore in grado di liberare estro e fantasia, di accendere le partite e mai con un gesto banale. Lukaku è di nuovo il valore aggiunto, ma questo si poteva anche prevedere. Era impensabile la crescita di Celik, due stop contro il Brighton hanno fatto scomodare paragoni irriverenti. Spinazzola fa la differenza come negli Europei del 2021, Paredes è l’immagine del regista moderno, Ndicka ha dimenticato le sue insicurezze, Cristante e Mancini sono sempre indispensabili, ma in due mesi Mancio ha anche smesso di litigare e discutere. E ha così creato valore dentro la rosa.

Ha l’accordo fino a fine stagione. Ma merita già di poter pensare alla prossima. Il momento è adesso, il futuro non può aspettare per sempre.

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