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De Rossi e l’effetto Florida: che cos’è. L’allenatore della Roma cita uno dei più famosi esperimenti di psicologia

De Rossi e l’effetto Florida: che cos’è. L’allenatore della Roma cita uno dei più famosi esperimenti di psicologia

I giallorossi non volevano giocare a Udine il 25 aprile. Ma ora che la Lega ha deciso, il loro tecnico non vuole parlarne più: “Se continuiamo a ripeterci di avere troppe partite in pochi giorni, rischiamo di arrivare stanchi all’appuntamento”

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Se ti ripeterai troppo spesso che rischi di essere stanco, al momento giusto – ossia, al momento sbagliato – sarai stanco. Perché le parole influenzano i nostri comportamenti. Daniele De Rossi professore in campo – dove ha rivoluzionato, vittoria dopo vittoria, la stagione della Roma – e professore davanti ai microfoni, dove dispensa parole che fanno a cazzotti con la banalità imperante.

De Rossi, il calendario e la citazione colta

Alla vigilia della sfida dell’Olimpico col Bologna, l’allenatore giallorosso ha citato “l’effetto Florida”, come avrebbe fatto un docente di Psicologia da una cattedra universitaria. Si parlava invece di calcio e della decisione della Lega Calcio di far giocare giovedì 25 aprile i minuti rimanenti di Udinese-Roma, partita sospesa domenica 14 aprile per il malore in campo di Ndicka. Il club dei Friedkin aveva chiesto il rinvio per evitare l’accumulo di partite decisive in pochi giorni (domenica 28 ci sarà la sfida con il Napoli, il giovedì successivo l’andata della semifinale di Europa League con il Bayer Leverkusen). Rinvio non concesso dalla Lega di Serie A, con successiva nota romanista piena di amarezza.

Ma adesso basta, dice De Rossi, citando appunto l’effetto Florida, di cui gli ha parlato il preparatore atletico Gianni Venturati quando era ancora un giocatore. Si tratta di un potente esempio di “priming”, che consiste nell’uso di determinati fattori (nello specifico, le parole) per mettere un determinato soggetto in uno stato psicologico che influenza le sue azioni a sua insaputa.

L’esperimento del 1996 all’Università di New York

L’esperimento venne svolto nel 1996 nell’Università di New York dal professor John Bargh, che divise in gruppi i suoi studenti, di età compresa tra i 18 e i 22 anni, e a ciascun gruppo chiese di creare delle frasi partendo da cinque termini sconnessi tra loro. Ad alcuni vennero mostrate parole legate alla vecchiaia, come “Florida” (il luogo in cui molti statunitensi benestanti si trasferiscono quando vanno in pensione), “smemorato”, “calvo”, “grigio” e “ruga”. Al termine del compito, gli studenti vennero mandati in un ufficio in fondo a un corridoio, mentre i ricercatori, senza farsi vedere, misurarono il tempo impiegato per attraversarlo. Ebbene, i ragazzi che avevano composto le frasi con le parole legate alla vecchiaia percorsero il corridoio più lentamente. Il senso dell’esperimento, applicato al calendario molto impegnativo della Roma, è evidente: se si continuerà a dire che la squadra rischia di arrivare con poche energie alla partita di Europa League, questo potrebbe succedere. Per dirla con De Rossi: “Ripetere che siamo stanchi e non ci hanno tutelato può essere controproducente. È vero, è successo, ma ora basta. Ai ragazzi non lo dirò più",

De Rossi e la grande attenzione all’aspetto psicologico e mentale

Un’ulteriore prova, se mai ne servissero ancora, di quanto il nuovo allenatore della Roma tenga all’aspetto mentale e psicologico dei suoi calciatori, che in poche settimane è riuscito a trasformare da gruppo sfiduciato e senza grandi prospettive a squadra vincente e mai arrendevole, capace di raggiungere una semifinale europea e di avvicinarsi sempre più al traguardo della qualificazione alla prossima Champions League,

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