ROMA – A sua immagine e somiglianza. La Roma e Gasperini iniziano a piacersi. A capirsi. A piccoli passi. Sembrano fatti della stessa pasta. La squadra fa, a tratti, quello che il tecnico chiede. Non sono ancora fatti l’una per l’altro, ma l’allenatore inizia a essere soddisfatto: «Abbiamo fatto un’ottima partita — dice — con buona tecnica, cresciamo e giochiamo. E la squadra ci crede. Rispetto a qualche settimana fa ha acquisito convinzione. Soprattutto i giocatori mi seguono». C’è tempo per la ricerca della felicità, ma molte cose aiutano a trovarla, il primo posto in classifica dà una mano. Soprattutto all’umore. Ma anche al gioco.
L’evoluzione di Pellegrini
Quello che la Roma è riuscita a far vedere all’Olimpico contro l’Udinese nel secondo tempo, quando era già in vantaggio di un gol grazie al rigore segnato da Pellegrini, è in parte il manifesto del calcio di Gasperini. Il secondo gol, quello di Celik, è la fotografia: l’esterno che inizia e finisce l’azi…
ROMA – A sua immagine e somiglianza. La Roma e Gasperini iniziano a piacersi. A capirsi. A piccoli passi. Sembrano fatti della stessa pasta. La squadra fa, a tratti, quello che il tecnico chiede. Non sono ancora fatti l’una per l’altro, ma l’allenatore inizia a essere soddisfatto: «Abbiamo fatto un’ottima partita — dice — con buona tecnica, cresciamo e giochiamo. E la squadra ci crede. Rispetto a qualche settimana fa ha acquisito convinzione. Soprattutto i giocatori mi seguono». C’è tempo per la ricerca della felicità, ma molte cose aiutano a trovarla, il primo posto in classifica dà una mano. Soprattutto all’umore. Ma anche al gioco.
L’evoluzione di Pellegrini
Quello che la Roma è riuscita a far vedere all’Olimpico contro l’Udinese nel secondo tempo, quando era già in vantaggio di un gol grazie al rigore segnato da Pellegrini, è in parte il manifesto del calcio di Gasperini. Il secondo gol, quello di Celik, è la fotografia: l’esterno che inizia e finisce l’azione. Un difensore, Mancini, che va fare il guastatore. Il cambio di gioco. Poi ancora, per un intero tempo, aggressione e riaggressione. Pressing a tutto campo. Caccia del pallone. Quello che si era visto, ammirato a Bergamo e che a Roma invece era stato appena sfiorato. Ma dicono ancora di più gli applausi e i cori a fine partita per gli ex reietti Celik e Pellegrini, protagonisti della vittoria. La pace con l’Olimpico racconta più del risultato. L’ex capitano ha perso la fascia, non ha (aveva) la fiducia dei tifosi e della società (ma è solo una questione di stipendio e non è detto che il discorso rinnovo improvvisamente non torni in discussione), ma sembra aver già riconquistato la città.
La serata nervosa di Zaniolo, l’esaltazione di Svilar
La partita però non era stata facile. Scorbutica, con pochi spazi, la squadra di Gasp faceva qualcosa di più (palo di Cristante). Nell’Udinese neanche l’ex Zaniolo, nervosissimo per gli interminabili secondi di fischi con inviti ad andare altrove, è riuscito a dare pensieri: litigava, si sbracciava. Ha colpito nel finale da due metri e Svilar sì, ha fatto una parata mostruosa, («il mio punto di forza è l’uno contro l’uno» ha spiegato il portiere romanista) ma lui è stato troppo poco lucido. Tanto che il secondo portiere bianconero, Padelli, è andato a parlare con Pellegrini nell’intervallo per calmare gli animi. Sostenendo che la Roma provocasse Zaniolo per fargli saltare i nervi.
Il rigore su fallo di Kamara
Messa così, può sembrare una partita in discesa. Ma non è tutto oro quello che alla fine ha brillato. Per sbloccarla è servito l’episodio, il rigore segnato poi da Pellegrini e concesso dal Var dopo minuti surreali: nessuno si era accorto del fallo di mano di Kamara. Ma non importa, ci sono decine di telecamere. Tempi moderni. È il Var a comandare, decidere, a volte sbaglia, a volte stupisce. Ed è l’attimo che cambia tutto. Cambia la partita, la classifica, cambia soprattutto l’umore. Dai tre punti nascono emozioni. E attimi di felicità. Ed è in questi momenti che si inizia a piacersi.
Roma-Udinese 2-0 (1-0)
Roma (3-4-2-1): Svilar 7 – Mancini 6.5, Ndicka 6, Hermoso 6.5 – Celik 7 (45’ st Ghilardi sv), Koné 6.5, Cristante 6.5, Wesley 6 (45’ st Ziolkowski sv) – Soulé 6 (29’ st El Shaarawy 6), Pellegrini 7 (29’ st El Aynaoui 6) – Dovbyk 6 (43’ pt Baldanzi 6). All. Gasperini 6.5
Udinese (3-5-2): Okoye 6 – Bertola 5.5, Kabasele 5 (8’ st Palma 5.5), Solet 5.5 – Zanoli 5.5, Ekkelenkamp 5.5, Karlstrom 6 (27’ Piotrowski 6), Atta 5.5, Kamara 4.5 (38’ st Zemura sv) – Zaniolo 5 (38’ st Bayo sv), Buksa 5.5 (27’ st Davis 6). All. Runjai? 5.5
Arbitro Collu 6
Reti: 42’ pt Pellegrini, 16’ st Celik
Note: ammoniti Pellegrini, Karlstrom. Spettatori 61684.