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Sampdoria, Rossi: "Niente calcoli, non siamo ancora salvi"

La trasferta di Bologna offre ai blucerchiati la prima chance di agganciare 'quota 40', ma il tecnico avverte: "Sarà una gara estremamente delicata, confido nella voglia di chi ha giocato meno finora. Krsticic-Matuzalem? Se quel fallo l'avesse subito Totti, se ne parlerebbe ancora"

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GENOVA - Con 37 punti a sei turni dal termine, la Sampdoria potrebbe dirsi tranquilla ma non è dello stesso parere Delio Rossi, che cerca risposte importanti dai blucerchiati a Bologna: "Contro i rossoblù non si devono fare calcoli: è una partita di estrema delicatezza - avverte il tecnico riminese - onestamente la Sampdoria non è salva, si deve ancora salvare. Nel calcio o arrivi o non arrivi, gli obiettivi o li centri o non li centri: non ci sono tappe intermedie. Tutti gli altri discorsi, compresi quelli sul mio contratto, sono rimandati a quando la Sampdoria sarà certa di confermarsi per un altro anno in questa categoria".

"BOLOGNA SOLIDO E PRAGMATICO" - "Affrontiamo una formazione equilibrata, non a trazione anteriore  -  ricorda Rossi - parliamo di una squadra pragmatica, con le sue caratteristiche. È solida, non spensierata. Non gioca alla va o la spacca, per fare risultato sappiamo di aver bisogno di una prestazione di spessore. La squadra va valutata nella sua interezza, non solo chi gioca con costanza. Sono convinto che i giocatori che scenderanno in campo si impegneranno per far bene. chi scenderà in campo ci terrà a fare bene. I cambi obbligati? Il possibile vantaggio viene dal desiderio di chi ha giocato meno di mettersi in mostra e di conquistarsi un posto per il futuro, anche perché negli occhi della gente rimangono soprattutto le ultime partite. Paradossalmente, chi ha fatto male sinora magari si mette in luce alla fine e può lasciare una buona impressione; viceversa, chi chiude così così ne lascia una brutta".

"NON HO PUPILLI E NON FACCIO BENEFICENZA" - Senza lo squalificato Costa, Rossi potrebbe proporre Poulsen sul fronte sinistro: "La formazione la deciderò la notte prima della partita: mi manca ancora qualcosa per definirla  -  dice l'allenatore doriano - Posso solo dirvi che non cambieremo sistema di gioco, per cui andranno a ricoprire i vari ruoli quelli che si dimostreranno più adatti. Sansone sta bene, del resto con quel cognome deve stare bene per forza. I giocatori sanno che la formazione non la faccio sulle partite precedenti, sulla carriera, sul colore della pelle o sull'età. Credo di avere un'onestà intellettuale nel concedere spazio anche a chi magari è stato in tribuna per lungo tempo, preferendolo a chi ha giocato di più. In base a quello che mi danno in allenamento li metto in campo. Non ci sono pupilli, se io ho uno che mi fa vincere le partite gioca, io non faccio beneficenza".

"KRSTICIC-MATUZALEM? COME LA GUERRA IN DARFUR" - In casa Samp, il discorso non può che tornare sul derby e sul fallaccio di Matuzalem su Krsticic, intervento che ha acceso un botta e risposta tra i due: "Se vinci hai tutti gli effetti positivi, se perdi ne trai tutte le negatività, se pareggi, invece, stai in stand-by - è il commento di Rossi sul risultato globale della squadra - sulla querelle tra Krsticic e Matuzalem ho detto quello che pensavo subito dopo la partita. Il botta e risposta non mi interessa: la partita per me è finita al 90'. Interpretare quel fallo in quella maniera però ha dato un certo risultato. È come la guerra in Darfur, c'è ma nessuno lo sa. Se al posto di Krsticic ci fosse stato Totti o un altro grande se ne parlerebbe ancora adesso, come si parla della guerra in Afghanistan. Hanno subito liquidato le immagini di quel fallo, ma ci fosse stato un altro forse se ne parlerebbe ancora adesso".

"AVREI FIRMATO PER TROVARMI COSI' ADESSO" - Rossi, in conclusione, torna sulla classifica e sul momento di una Samp che non vince da cinque partite, dimostrando una certa stanchezza dal punto di vista mentale: "Abbiamo pagato quella sosta forzata di 20 giorni, come avrebbe fatto qualunque società media tale e quale alla Sampdoria - è la spiegazione del mister - Abbiamo avuto diversi giocatori in nazionale, alcuni oltre oceano, e questo può aver pesato. Però conta l'obiettivo, ancor più che la vittoria. Per stare a 9 punti dalla zona retrocessione a 6 giornate dalla fine avrei firmato quando sono arrivato qui".
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