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Sampdoria, Garrone spaventato suona la sveglia

Giocatori a rapporto dal presidente, preoccupato per la classifica e dal comportantento della squadra che sembra già in vacanza. Ritiro anticipato per la partita con l'Udinese
di STEFANO ZAINO

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GENOVA  -  All'improvviso è affiorata la paura. In casa Sampdoria prevale ancora la forza della ragione, sei punti di vantaggio sulla zona calda a quattro gare dalla fine non sono pochi, ma c'è anche la consapevolezza che pochi sono pure tre punti nelle ultime sette partite, un rendimento che fa parlare di crisi o perlomeno di decisa flessione e che non lascia affatto tranquilla la società. Da qui la decisione del presidente Edoardo Garrone di tenere a rapporto la squadra alla ripresa degli allenamenti. Un veloce blitz a Bogliasco, ieri pomeriggio, una riunione non lunga, quindici minuti, non di più, ma con un messaggio forte e chiaro: via dalla testa, se qualcuno se le è messe, cattive tentazioni, guai a rilassarsi, restare uniti e soprattutto via quell'aria troppo arrendevole, quell'atteggiamento remissivo visto contro la Fiorentina, quel clima da vacanza anticipata, che non può essere tollerato, perché la Sampdoria, come afferma ripetutamente il presidente, deve rimanere in serie A a tutti i costi e l'obiettivo non è ancora stato aritmeticamente raggiunto.

Garrone è piombato a Bogliasco e ha strigliato la squadra, alla presenza del direttore generale Rinaldo Sagramola e del direttore sportivo Carlo Osti. Non ha partecipato, scelta voluta, alla riunione Delio Rossi, il tecnico, che già aveva parlato a lungo con Edoardo Garrone, ha preferito che fosse il solo spogliatoio a confrontarsi con il presidente, senza la sua ingombrante presenza. Il numero uno del club blucerchiato è stato perentorio, come esplicito è stato il suo messaggio dopo il vertice: "Io non sono né preoccupato, né arrabbiato. Lo ero domenica, ora ho smaltito la delusione. Resta però la lucida analisi, la riflessione, che mi porta a dire che certi atteggiamenti non mi piacciono e l'ho detto chiaramente alla squadra. Poi, nel dettaglio, di cosa abbiamo parlato preferisco che lo sappiano solo loro, senza renderlo pubblico. Io non ho paura, sono realista. Siamo in serie A, dobbiamo restarci. E sarei felice se raggiungessimo l'obiettivo il prima possibile". Discorso chiaro. Con domanda inevitabile: ma era necessario farsi sentire e magari alzare pure la voce? La risposta di Garrone si rifà ai suoi principi: "Noi siamo una squadra e nei momenti difficili è giusto stare uniti. In un gruppo la compattezza è un valore".

Uniti e vigili. Da qui un'altra decisione: la squadra partirà in anticipo per Udine, già venerdì, con un volo charter per Trieste e la prosecuzione in pullman per il Friuli. Non solo: il ritiro non si limiterà alla vigilia della sfida di domenica all'ora di pranzo, ma sarà prolungato sino a mercoledì, data dell'incontro casalingo con il Catania. Lo spogliatoio domenica sera farà ritorno a Genova in aereo, ma poi con un pullman si dirigerà nel solito albergo che ospita le vigilie delle gare casalinghe. Da lì avanti e indietro con il centro di Bogliasco. Campo d'allenamento lunedì mattina, martedì pomeriggio e mercoledì mattina, con la consueta rifinitura disputata quando la partita è in notturna, e sempre ritorno in hotel. Per Garrone anche questa è unione, il modo migliore per preparare l'ultimo sforzo e conquistare quei punti che possono contribuire a scacciare le residue paure. Non un ritiro punitivo, ma un modo per cercare nuova forza e rinnovate energie. E anche una maniera elegante per far capire che nessuno può permettersi di sgarrare. Per la Sampdoria la permanenza in serie A è cosa vitale.   
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