GENOVA - Per Vincenzo Montella, a Bogliasco, c'è l'entusiasmo che non si respirava dai migliori momenti della gestione Mihajlovic. Tifosi in massa al Mugnaini, anche se il primo allenamento è al pomeriggio tanti sono venuti semplicemente per sbirciare l'arrivo dell'Aeroplanino nel quartier generale della Sampdoria.
E il primo ad essere emozionato è proprio il nuovo allenatore doriano: "Sembra che il tempo si sai fermato. Da parte mia ora c'è grande entusiasmo e un pizzico di emozione, sono venuto apposta da Roma a Genova in macchina (una Smart, ndr), da solo, per assaporare al meglio i vecchi ricordi. Quel che per me rappresenta la Samp è abbastanza palese, l'ho voluta fortemente. Sogno di esserne il mister da quando allenavo i Giovanissimi Nazionali, ora ci sono riuscito, ringrazio tutti. Adesso però va dimenticato il credito nei miei confronti e bisogna ripartire. A disposizione ho un'ottima squadra".
I tifosi sognano, Montella sta un po' più con i piedi per terra ma non spegne gli entusiasmi: "L'obiettivo concordato con la società è la parte sinistra della classifica, ma non sono così convinto che la classifica al momento sia buona, altrimenti non sarei stato chiamato qui. Bisogna crescere, più che fare un punto in più della scorsa stagione allora meglio una posizione davanti... (l'anno scorso il Doria finì settimo, ndr). A me non piace lanciare messaggi in generale però il legame con la gente qui è forte, mi basta ripensare all'accoglienza nei miei confronti quando avevo vinto da avversario a Marassi. I valori di sport e divertimento che ho io e i tifosi della Samp ci avvicinano molto, sicuramente ci sarà la massima partecipazione e sono sicuro che la gente saprà stare vicina alla squadra, anche nei momenti di difficoltà".
[[ge:rep-locali:repubblica:127505334]]
Ora che la Sampdoria è decima, il ds Osti la pensa come Montella, i blucerchiati dovranno scalare posizioni: "È chiaro, noi pensiamo che questa squadra abbia potenzialità finora non del tutto espresse, altrimenti non avremmo pensato a Vincenzo".
Montella a Firenze ha usato tanto il 3-5-2, ma pure la difesa a quattro. Per il momento non si sbilancia: "Non credo molto nei moduli, piuttosto nei principi di gioco. Deve conoscere bene la squadra, partirò dall'ottimo lavoro di Zenga (quindi il 4-3-3) e non è una frase di facciata. Dal ritorno di tutti i nazionali avremo solo due giorni per preparare il match di Udine, più avanti vedremo se cambiare qualcosa. Rinforzi? Sono ambizioso come la società, se sarà necessario vedremo anche quel che offrirà. In ogni caso sono discorsi prematuri".
A Genova ritroverà Cassano: "Antonio dovrà essere il valore aggiunto, ma dipenderà dal suo stato di forma e dalle ambizioni personali che metterà in campo. Ci sono anche Eder e Muriel, fortissimi, il secondo con grandi margini di miglioramento. Viviano? Con Emiliano ho un ottimo rapporto, a Firenze avevo fatto scelte professionali che reputavo migliori per la squadra. Probabilmente là aveva sofferto un po' il suo essere tifoso viola, ho visto che qui in due anni è andato molto meglio e lo sa anche lui. Tra l'altro gioca molto bene con i piedi e questo si addice al mio gioco".
[[ge:rep-locali:repubblica:127511559]]
Già, Firenze. Il suo rapporto con i Della Valle si è chiuso con un comunicato diplomatico dopo tante scintille: "Con la Fiorentina ci siamo lasciati come è giusto che fosse, nella maniera più educata. Siamo cresciuti insieme, io e la società, purtroppo il rapporto è finito traumaticamente in un primo momento, intelligentemente e con buon senso dopo. Auguro il meglio alla Fiorentina e ai giocatori. Da Firenze sono stato esonerato, non sono andato via io, ma c'è soddisfazione nel vedere la Fiorentina oggi, è una squadra che porta avanti le idee condivise negli anni scorsi. Preferisco ammirare uno che fa meglio di me piuttosto che vedere me stesso che peggioro. Complimenti a Paulo Sousa, siamo in ottimi rapporti. I ricordi più belli? Le partite con Tottenham e Roma in Europa League, ma quella con la Juventus più della altre".
A proposito dell'addio ai viola, siccome la questione della clausola rescissoria è affare soltanto di Montella e della Fiorentina, Antonio Romei, di fatto direttore generale blucerchiato, ha spiegato che "la clausola non è stata pagata. Vincenzo si doveva liberare dal contratto con la Fiorentina, noi eravamo estranei anche se abbiamo mediato per un nostro interesse. Il fatto che Montella sia venuto è la migliore risposta ai tifosi che tanto lo volevano e il segnale che abbiamo un progetto di crescita di lunga durata".
Ferrero, invece, che ovviamente non poteva perdersi un evento del genere, ha usato parole un poco più semplici: "Ringrazio i Della Valle, se siamo qui vuol dire che da parte loro c'è stato fair play. Ringrazio anche Cognigni, il sor Mario. Quando vado vado a Firenze mi deve offrire una bistecca".
Ferrero e Montella si conoscevano già, si può dire che l'Aeroplanino sia un chiodo fisso del numero uno doriano. Che prima ha voluto fare un minuto di silenzio per le vittime degli attentati di Parigi, in particolare Valeria Solesin, poi ha dato il via a una conferenza fiume: "Ringrazio di cuore Montella, lui è un vero talento, lo dice la storia. Dopo varie proposte ha scelto il cuore, la passione e l'amore per questi colori, per venire qui ha rifiutato di andare in grandi club mondiali. Grazie a Vincenzo, che ci metterà cuore e passione. Il prossimo titolo sarà "Attenti a quei due". Io sono un istintivo e un corteggiatore, mi sono detto ora vado a casa sua a Firenze e ci provo, come sapete ho questo privilegio perché le nostri mogli si conoscono. Quando perdevamo 2-0 contro la Fiorentina e i nostri tifosi continuavano a cantare, per un attimo mi è sembrato di sentire il coro "Ferrero facci un gol" e allora mi sono messo a corteggiare Montella. Lui in classifica arriva sempre quarto, magari sta volta arriva terzo... ma stimo talmente tanto lo zio Vincenzo che andrà bene qualsiasi cosa farà".
[[ge:rep-locali:rep-genova:127470284]]
A Genova e nel resto dell'Italia del pallone, ormai, quando si parla di Ferrero spunta sempre il nome di Gabriele Volpi, accreditato dai più come futuro presidente di Corte Lambruschini. Ipotesi sempre negata da Ferrero, che anzi rilancia piccato prima di evocare paragoni pesanti come macigni: "Stiamo cercando di far crescere questa squadra, non ho mai capito perché si dice che la Sampdoria sia un club di seconda fascia, è semplicemente una squadra di serie A. Poi penso a metterci amore e cuore, i soldi li mette Romei... il mio sogno? Spesso vado alla tomba di Paolo Mantovani, un romano come me... non dico che voglio raggiungere quei livelli, erano altri tempi, ma sto cercando di dare qualità, sia nel centro sportivo, che nello stadio, che nel valore della squadra. Alla gente piace chiacchierare, voi dovete pensare una cosa, i giornali non si vendono più, e lo dico io che usavo pellicola cinema e adesso è cambiato tutto. È pieno di gente che dice notizie false, tendenziose o più ricamate, tanti pennivendoli. Ma devono campà tutti".
C'è anche il caso Enrico Mantovani. Ovvero l'ex presidente, figlio di Paolo, che su Twitter dopo la cessione di Garrone a Ferrero e l'arrivo di Eto'o sotto la Lanterna ha anticipato pure l'atterraggio dell'Aeroplanino a Bogliasco: "Perché? 'Sta domanda fatela a Mantovani, lo dico con affetto, da ex presidente magari voleva essere primo, tra l'altro quando l'ha fatto l'annuncio con Vincenzo non c'era nulla di deciso. In ogni caso lunga vita a Mantovani!".
E qualche parole pure per Zenga, il predecessore di Montella con cui Ferrero non ha mai legato: "Ringrazio anche Walter Zenga e gli faccio un in bocca al lupo. L'ho guardato negli occhi e ho capito che non era un uomo per me. Lui è una bravissima persona e un bravissimo allenatore ma non aveva le mie ambizioni, o almeno non le aveva espresse. Ma questa è la legge del calcio, è spietata".
E il primo ad essere emozionato è proprio il nuovo allenatore doriano: "Sembra che il tempo si sai fermato. Da parte mia ora c'è grande entusiasmo e un pizzico di emozione, sono venuto apposta da Roma a Genova in macchina (una Smart, ndr), da solo, per assaporare al meglio i vecchi ricordi. Quel che per me rappresenta la Samp è abbastanza palese, l'ho voluta fortemente. Sogno di esserne il mister da quando allenavo i Giovanissimi Nazionali, ora ci sono riuscito, ringrazio tutti. Adesso però va dimenticato il credito nei miei confronti e bisogna ripartire. A disposizione ho un'ottima squadra".
I tifosi sognano, Montella sta un po' più con i piedi per terra ma non spegne gli entusiasmi: "L'obiettivo concordato con la società è la parte sinistra della classifica, ma non sono così convinto che la classifica al momento sia buona, altrimenti non sarei stato chiamato qui. Bisogna crescere, più che fare un punto in più della scorsa stagione allora meglio una posizione davanti... (l'anno scorso il Doria finì settimo, ndr). A me non piace lanciare messaggi in generale però il legame con la gente qui è forte, mi basta ripensare all'accoglienza nei miei confronti quando avevo vinto da avversario a Marassi. I valori di sport e divertimento che ho io e i tifosi della Samp ci avvicinano molto, sicuramente ci sarà la massima partecipazione e sono sicuro che la gente saprà stare vicina alla squadra, anche nei momenti di difficoltà".
[[ge:rep-locali:repubblica:127505334]]
Ora che la Sampdoria è decima, il ds Osti la pensa come Montella, i blucerchiati dovranno scalare posizioni: "È chiaro, noi pensiamo che questa squadra abbia potenzialità finora non del tutto espresse, altrimenti non avremmo pensato a Vincenzo".
Montella a Firenze ha usato tanto il 3-5-2, ma pure la difesa a quattro. Per il momento non si sbilancia: "Non credo molto nei moduli, piuttosto nei principi di gioco. Deve conoscere bene la squadra, partirò dall'ottimo lavoro di Zenga (quindi il 4-3-3) e non è una frase di facciata. Dal ritorno di tutti i nazionali avremo solo due giorni per preparare il match di Udine, più avanti vedremo se cambiare qualcosa. Rinforzi? Sono ambizioso come la società, se sarà necessario vedremo anche quel che offrirà. In ogni caso sono discorsi prematuri".
A Genova ritroverà Cassano: "Antonio dovrà essere il valore aggiunto, ma dipenderà dal suo stato di forma e dalle ambizioni personali che metterà in campo. Ci sono anche Eder e Muriel, fortissimi, il secondo con grandi margini di miglioramento. Viviano? Con Emiliano ho un ottimo rapporto, a Firenze avevo fatto scelte professionali che reputavo migliori per la squadra. Probabilmente là aveva sofferto un po' il suo essere tifoso viola, ho visto che qui in due anni è andato molto meglio e lo sa anche lui. Tra l'altro gioca molto bene con i piedi e questo si addice al mio gioco".
[[ge:rep-locali:repubblica:127511559]]
Già, Firenze. Il suo rapporto con i Della Valle si è chiuso con un comunicato diplomatico dopo tante scintille: "Con la Fiorentina ci siamo lasciati come è giusto che fosse, nella maniera più educata. Siamo cresciuti insieme, io e la società, purtroppo il rapporto è finito traumaticamente in un primo momento, intelligentemente e con buon senso dopo. Auguro il meglio alla Fiorentina e ai giocatori. Da Firenze sono stato esonerato, non sono andato via io, ma c'è soddisfazione nel vedere la Fiorentina oggi, è una squadra che porta avanti le idee condivise negli anni scorsi. Preferisco ammirare uno che fa meglio di me piuttosto che vedere me stesso che peggioro. Complimenti a Paulo Sousa, siamo in ottimi rapporti. I ricordi più belli? Le partite con Tottenham e Roma in Europa League, ma quella con la Juventus più della altre".
A proposito dell'addio ai viola, siccome la questione della clausola rescissoria è affare soltanto di Montella e della Fiorentina, Antonio Romei, di fatto direttore generale blucerchiato, ha spiegato che "la clausola non è stata pagata. Vincenzo si doveva liberare dal contratto con la Fiorentina, noi eravamo estranei anche se abbiamo mediato per un nostro interesse. Il fatto che Montella sia venuto è la migliore risposta ai tifosi che tanto lo volevano e il segnale che abbiamo un progetto di crescita di lunga durata".
Ferrero, invece, che ovviamente non poteva perdersi un evento del genere, ha usato parole un poco più semplici: "Ringrazio i Della Valle, se siamo qui vuol dire che da parte loro c'è stato fair play. Ringrazio anche Cognigni, il sor Mario. Quando vado vado a Firenze mi deve offrire una bistecca".
Ferrero e Montella si conoscevano già, si può dire che l'Aeroplanino sia un chiodo fisso del numero uno doriano. Che prima ha voluto fare un minuto di silenzio per le vittime degli attentati di Parigi, in particolare Valeria Solesin, poi ha dato il via a una conferenza fiume: "Ringrazio di cuore Montella, lui è un vero talento, lo dice la storia. Dopo varie proposte ha scelto il cuore, la passione e l'amore per questi colori, per venire qui ha rifiutato di andare in grandi club mondiali. Grazie a Vincenzo, che ci metterà cuore e passione. Il prossimo titolo sarà "Attenti a quei due". Io sono un istintivo e un corteggiatore, mi sono detto ora vado a casa sua a Firenze e ci provo, come sapete ho questo privilegio perché le nostri mogli si conoscono. Quando perdevamo 2-0 contro la Fiorentina e i nostri tifosi continuavano a cantare, per un attimo mi è sembrato di sentire il coro "Ferrero facci un gol" e allora mi sono messo a corteggiare Montella. Lui in classifica arriva sempre quarto, magari sta volta arriva terzo... ma stimo talmente tanto lo zio Vincenzo che andrà bene qualsiasi cosa farà".
[[ge:rep-locali:rep-genova:127470284]]
A Genova e nel resto dell'Italia del pallone, ormai, quando si parla di Ferrero spunta sempre il nome di Gabriele Volpi, accreditato dai più come futuro presidente di Corte Lambruschini. Ipotesi sempre negata da Ferrero, che anzi rilancia piccato prima di evocare paragoni pesanti come macigni: "Stiamo cercando di far crescere questa squadra, non ho mai capito perché si dice che la Sampdoria sia un club di seconda fascia, è semplicemente una squadra di serie A. Poi penso a metterci amore e cuore, i soldi li mette Romei... il mio sogno? Spesso vado alla tomba di Paolo Mantovani, un romano come me... non dico che voglio raggiungere quei livelli, erano altri tempi, ma sto cercando di dare qualità, sia nel centro sportivo, che nello stadio, che nel valore della squadra. Alla gente piace chiacchierare, voi dovete pensare una cosa, i giornali non si vendono più, e lo dico io che usavo pellicola cinema e adesso è cambiato tutto. È pieno di gente che dice notizie false, tendenziose o più ricamate, tanti pennivendoli. Ma devono campà tutti".
C'è anche il caso Enrico Mantovani. Ovvero l'ex presidente, figlio di Paolo, che su Twitter dopo la cessione di Garrone a Ferrero e l'arrivo di Eto'o sotto la Lanterna ha anticipato pure l'atterraggio dell'Aeroplanino a Bogliasco: "Perché? 'Sta domanda fatela a Mantovani, lo dico con affetto, da ex presidente magari voleva essere primo, tra l'altro quando l'ha fatto l'annuncio con Vincenzo non c'era nulla di deciso. In ogni caso lunga vita a Mantovani!".
E qualche parole pure per Zenga, il predecessore di Montella con cui Ferrero non ha mai legato: "Ringrazio anche Walter Zenga e gli faccio un in bocca al lupo. L'ho guardato negli occhi e ho capito che non era un uomo per me. Lui è una bravissima persona e un bravissimo allenatore ma non aveva le mie ambizioni, o almeno non le aveva espresse. Ma questa è la legge del calcio, è spietata".