Sampdoria, Giampaolo e l'incubo gennaio: ''I migliori devono restare''
di STEFANO ZAINODomenica al Ferraris arriva il Sassuolo (''il peggior avversario che poteva capitarci dopo la sosta'') ma il tecnico ha paura soprattutto di perdere i pezzi forti: ''Si può dare via solo chi gioca poco''
GENOVA - Giampaolo, finito il ciclo di ferro, la Sampdoria è pronta per il decollo?
"Il ciclo di ferro non è affatto finito. La prossima è una gara durissima. Il Sassuolo è un avversario virtuoso, perché con una proprietà forte dalla provincia è riuscito ad arrivare in Europa, migliorando organico e classifica ogni anno. E' una squadra temibile, che gioca quasi a memoria, perché da molti anni ha lo stesso allenatore, Di Francesco, uno dei migliori tecnici del nostro campionato. Mi viene da ridere a sentire che ora il campionato è in discesa, temo molto la gara di domenica, la reputo assai complicata. Anzi, ad essere sincero, il Sassuolo è un avversario che avrei evitato volentieri, soprattutto dopo una sosta. Visto che hanno potuto recuperare energie e uomini".
Lei però non è più a rischio, è reduce da una vittoria con l'Inter e un pareggio a Firenze, la vostra classifi…
"Il ciclo di ferro non è affatto finito. La prossima è una gara durissima. Il Sassuolo è un avversario virtuoso, perché con una proprietà forte dalla provincia è riuscito ad arrivare in Europa, migliorando organico e classifica ogni anno. E' una squadra temibile, che gioca quasi a memoria, perché da molti anni ha lo stesso allenatore, Di Francesco, uno dei migliori tecnici del nostro campionato. Mi viene da ridere a sentire che ora il campionato è in discesa, temo molto la gara di domenica, la reputo assai complicata. Anzi, ad essere sincero, il Sassuolo è un avversario che avrei evitato volentieri, soprattutto dopo una sosta. Visto che hanno potuto recuperare energie e uomini".
Lei però non è più a rischio, è reduce da una vittoria con l'Inter e un pareggio a Firenze, la vostra classifi…
GENOVA - Giampaolo, finito il ciclo di ferro, la Sampdoria è pronta per il decollo?
"Il ciclo di ferro non è affatto finito. La prossima è una gara durissima. Il Sassuolo è un avversario virtuoso, perché con una proprietà forte dalla provincia è riuscito ad arrivare in Europa, migliorando organico e classifica ogni anno. E' una squadra temibile, che gioca quasi a memoria, perché da molti anni ha lo stesso allenatore, Di Francesco, uno dei migliori tecnici del nostro campionato. Mi viene da ridere a sentire che ora il campionato è in discesa, temo molto la gara di domenica, la reputo assai complicata. Anzi, ad essere sincero, il Sassuolo è un avversario che avrei evitato volentieri, soprattutto dopo una sosta. Visto che hanno potuto recuperare energie e uomini".
Lei però non è più a rischio, è reduce da una vittoria con l'Inter e un pareggio a Firenze, la vostra classifica è radicalmente cambiata.
"Intanto per definizione io mi sento sempre a rischio, o perlomeno in discussione. Siamo giudicati dai risultati e so già che alla prossima sconfitta si parlerà nuovamente di crisi o di calo. L'importante è restare lucidi, concentrati sul proprio lavoro e su quello che fanno i giocatori in allenamento. Ciò che mi dà forza è vedere come la squadra mi segue, la convinzione che mette in ciò che prova. Dopo di che è evidente che non abbiamo ancora fatto niente, che non possiamo assolutamente fermarci, che il giudizio su di noi verrà dato in primavera, non ora, perché abbiamo battuto il Genoa o l'Inter. Io devo giudicare la prestazione, la crescita globale e so che c'è ancora molto da migliorare".
In cosa per esempio?
"Sul piano della personalità. Ma non solo: anche sul piano tattico, su certe letture durante la gara. A Firenze abbiamo pareggiato, ottimo punto, potevamo anche vincere, eppure io vi dico che sul piano della prestazione sono stati commessi molti errori e che ero più soddisfatto dopo il Palermo, nonostante avessimo pareggiato in casa. Contro i siciliani stavamo pagando a caro prezzo uno sbaglio difensivo, contro la Fiorentina ne abbiamo commessi sei o sette e ci è andata bene che in quelle occasioni non abbiamo subito gol. Non mi è piaciuto l'atteggiamento del primo tempo e l'ho detto chiaro alla squadra: nell'intervallo della partita e in questi quindici giorni successivi. Se vogliamo battere il Sassuolo, dobbiamo ripartire dalla ripresa di Firenze. Solo giocando così possiamo farla franca".
Sembrano parole di un perfezionista.
"No, di un allenatore che conosce bene la serie A e che è consapevole di come non esistano partite facili. Tra l'altro Di Francesco per anni ha giocato alla stessa maniera, mentre ora cambia spesso modulo. E non è facile trovare le contromisure giuste".
Se è per quello il Sassuolo è anche una sorta di bestia nera: a Marassi da quando è arrivato in serie A non ha mai perso.
"Giusto mettere anche quello in conto. Noi però abbiamo un valore aggiunto, che è il nostro ambiente. C'è molto entusiasmo attorno a noi, i tifosi sono mobilitati e questo può darci una grossa mano".
Come ha ritrovato i sei nazionali?
"Molto bene. Sono tutti in grado di giocare. Muriel non ha problemi e ci sarà, ma anche Skriniar, Fernandes e Linetty hanno subito riattaccato la spina. La sosta toglie a tutti qualcosa, non è un problema della Sampdoria, ma di ogni squadra. Non è facile preparare una gara in tre giorni, ma dobbiamo essere bravi a riuscirci. Anche questa è maturità".
Sulla formazione sembra esserci un unico dubbio: Praet o Linetty?
"Non lo so. Devo scegliere fra equilibrio e imprevedibilità. A centrocampo ho problemi di abbondanza, sei uomini in grado di giocare, perché ora anche Cigarini e Djuricic sono al top, oltre a Torreira e Barreto. Come reparto è molto competitivo e non posso che essere contento".
Il mercato di gennaio incombe, si parla molto dei suoi giovani, Torreira, Linetty, Muriel sono dati in uscita.
"Fortunatamente io lo vedo ancora lontano, ammetto però che la finestra di gennaio è assai fastidiosa. Preferisco non commentare le varie voci, ma esprimere solo un concetto a livello generale: per me a gennaio una rosa non può essere indebolita, si può dare via chi gioca poco, ma non cedere i pezzi migliori, altrimenti si smantella una squadra costruita con tanta fatica. Per me il mercato di gennaio significa migliorarsi, colmare qualche lacuna, rendere la rosa più omogenea. Ed è questo che ho detto alla mia società. Sperando di essere ascoltato. Giugno è diverso, lì c'è tempo per programmare, creare alternative. A gennaio no".
"Il ciclo di ferro non è affatto finito. La prossima è una gara durissima. Il Sassuolo è un avversario virtuoso, perché con una proprietà forte dalla provincia è riuscito ad arrivare in Europa, migliorando organico e classifica ogni anno. E' una squadra temibile, che gioca quasi a memoria, perché da molti anni ha lo stesso allenatore, Di Francesco, uno dei migliori tecnici del nostro campionato. Mi viene da ridere a sentire che ora il campionato è in discesa, temo molto la gara di domenica, la reputo assai complicata. Anzi, ad essere sincero, il Sassuolo è un avversario che avrei evitato volentieri, soprattutto dopo una sosta. Visto che hanno potuto recuperare energie e uomini".
Lei però non è più a rischio, è reduce da una vittoria con l'Inter e un pareggio a Firenze, la vostra classifica è radicalmente cambiata.
"Intanto per definizione io mi sento sempre a rischio, o perlomeno in discussione. Siamo giudicati dai risultati e so già che alla prossima sconfitta si parlerà nuovamente di crisi o di calo. L'importante è restare lucidi, concentrati sul proprio lavoro e su quello che fanno i giocatori in allenamento. Ciò che mi dà forza è vedere come la squadra mi segue, la convinzione che mette in ciò che prova. Dopo di che è evidente che non abbiamo ancora fatto niente, che non possiamo assolutamente fermarci, che il giudizio su di noi verrà dato in primavera, non ora, perché abbiamo battuto il Genoa o l'Inter. Io devo giudicare la prestazione, la crescita globale e so che c'è ancora molto da migliorare".
In cosa per esempio?
"Sul piano della personalità. Ma non solo: anche sul piano tattico, su certe letture durante la gara. A Firenze abbiamo pareggiato, ottimo punto, potevamo anche vincere, eppure io vi dico che sul piano della prestazione sono stati commessi molti errori e che ero più soddisfatto dopo il Palermo, nonostante avessimo pareggiato in casa. Contro i siciliani stavamo pagando a caro prezzo uno sbaglio difensivo, contro la Fiorentina ne abbiamo commessi sei o sette e ci è andata bene che in quelle occasioni non abbiamo subito gol. Non mi è piaciuto l'atteggiamento del primo tempo e l'ho detto chiaro alla squadra: nell'intervallo della partita e in questi quindici giorni successivi. Se vogliamo battere il Sassuolo, dobbiamo ripartire dalla ripresa di Firenze. Solo giocando così possiamo farla franca".
Sembrano parole di un perfezionista.
"No, di un allenatore che conosce bene la serie A e che è consapevole di come non esistano partite facili. Tra l'altro Di Francesco per anni ha giocato alla stessa maniera, mentre ora cambia spesso modulo. E non è facile trovare le contromisure giuste".
Se è per quello il Sassuolo è anche una sorta di bestia nera: a Marassi da quando è arrivato in serie A non ha mai perso.
"Giusto mettere anche quello in conto. Noi però abbiamo un valore aggiunto, che è il nostro ambiente. C'è molto entusiasmo attorno a noi, i tifosi sono mobilitati e questo può darci una grossa mano".
Come ha ritrovato i sei nazionali?
"Molto bene. Sono tutti in grado di giocare. Muriel non ha problemi e ci sarà, ma anche Skriniar, Fernandes e Linetty hanno subito riattaccato la spina. La sosta toglie a tutti qualcosa, non è un problema della Sampdoria, ma di ogni squadra. Non è facile preparare una gara in tre giorni, ma dobbiamo essere bravi a riuscirci. Anche questa è maturità".
Sulla formazione sembra esserci un unico dubbio: Praet o Linetty?
"Non lo so. Devo scegliere fra equilibrio e imprevedibilità. A centrocampo ho problemi di abbondanza, sei uomini in grado di giocare, perché ora anche Cigarini e Djuricic sono al top, oltre a Torreira e Barreto. Come reparto è molto competitivo e non posso che essere contento".
Il mercato di gennaio incombe, si parla molto dei suoi giovani, Torreira, Linetty, Muriel sono dati in uscita.
"Fortunatamente io lo vedo ancora lontano, ammetto però che la finestra di gennaio è assai fastidiosa. Preferisco non commentare le varie voci, ma esprimere solo un concetto a livello generale: per me a gennaio una rosa non può essere indebolita, si può dare via chi gioca poco, ma non cedere i pezzi migliori, altrimenti si smantella una squadra costruita con tanta fatica. Per me il mercato di gennaio significa migliorarsi, colmare qualche lacuna, rendere la rosa più omogenea. Ed è questo che ho detto alla mia società. Sperando di essere ascoltato. Giugno è diverso, lì c'è tempo per programmare, creare alternative. A gennaio no".