GENOVA - Sostiene Giampaolo, maestro e capomastro di questa Sampdoria ammazza grandi di inizio campionato, che "gli esami non finiscono mai, soprattutto se dopo aver ottenuto successi importanti ci si ritrova ad affrontare sfide che sul piano nervoso sembrano stimolare meno". Ed è con questo spirito, uomo di campo troppo serio e d'esperienza per cadere in facili entusiasmi, che dopo la bella impresa contro il Milan di domenica scorsa l'allenatore doriano ha preparato e presenta a Bogliasco la trasferta di domani pomeriggio (fischio d'inizio alle 18) contro l'Udinese di Delneri. Una sfida che parrebbe già scritta, da una parte i blucerchiati belli e imbattuti e dall'altra gli irriconoscibili bianconeri di questi tempi, in ritiro da lunedì con ruolino di marcia di una sola vittoria in sei partite, ma dalla quale il tecnico di Giulianova in settimana non ha smesso un minuto di mettere in guardia l'intera piazza sampdoriana. I suoi ragazzi ("ma loro lavorano tutti i giorni, hanno ben chiaro quello che voglio e come funzionano le cose nel calcio") così come tutti quelli, anche in società, che il buon avvio di stagione - è la preoccupazione della vigilia - sta spingendo a volare un po' troppo alto con la fantasia.
In Friuli sarà quindi un esame di maturità di testa e nervi, più che di muscoli?
"Le partite si preparano sia dal punto di vista tecnico, sia da quello mentale. Questa settimana ho lavorato molto di più sull'aspetto mentale e delle motivazioni. Per la Samp questa partita rappresenta un'occasione proprio per crescere, per non fare un passo indietro dopo una prova importante come quella contro il Milan. Da parte nostra dobbiamo fare un salto di qualità nell'atteggiamento mentale, per questo soprattutto questa volta la squadra sarà da valutare non in base al risultato ma piuttosto sull'approccio complessivo".
La Sampdoria è imbattuta e gioca bene, in classifica è subito dietro le grandi con una partita da recuperare, domenica ha dato una lezione di calcio ad avversari più quotati. Un po' di euforia è lecita, non trova?
"La partita contro il Milan per me è dimenticata, passata, da azzerare. Successi come quello di domenica ti devono dare la convinzione di potercela fare, ma ribadisco: sia chiaro che i nostri esami non finiscono mai, le somme si tireranno il 20 maggio, abbiamo giocato appena 5 partite. Per questo non voglio vedere nemmeno un pizzico di presunzione: in questa settimana ho letto e ascoltato troppe esagerazioni, anche da chi lavora in società. Il presidente dice sempre: "volare basso e schivare il sasso", lui per primo deve farlo e dobbiamo farlo tutti".
Obiettivo evitare il bis di Verona, poco più di una settimana fa, quando - ancora in trasferta e ancora con una "piccola" - non si è andati oltre lo 0-0?
"A Verona non abbiamo giocato male, solamente non abbiamo capito quali fossero le linee per mettere in difficoltà l'avversario. Non è stato un problema mentale ma tecnico. A Udine sarà una gara difficilissima, troviamo una squadra che è stata una settimana in ritiro e gioca una partita da dentro o fuori: noi dovremo essere bravi non solo sul piano tecnico ma sull'attivazione mentale, dovremo essere subito pronti".
A Verona a non funzionare è stato anche il turnover, probabilmente. Domani riconfermerà gli 11 che hanno strapazzato il Milan?
"Ho un gruppo di titolari e potenziali titolari. Linetty, Caprari e Sala non hanno giocato ma sono titolari, Alvarez o Verre sono potenziali titolari. Anche Ferrari per me è un titolare, come lo è Regini, anche se poi posso farne giocare solo 11, massimo 14. Diciamo che sono solo che contento se le scelte di formazione mi fanno perdere qualche minuto di sonno in più del previsto".
Udinese-Sampdoria sarà anche la partita dei tanti ex. Per Zapata sarà uno stimolo in più?
"Nel calcio si vive anche di rivincite, ognuno ha la sua. Per Zapata sarà una motivazione in più, e ci sta, ma è la Samp che deve affrontare la prova di maturità, e far vedere che è cresciuta sul piano mentale e non solo in qualità del gruppo".
Contro l'Udinese giocherà ancora Puggioni. Viviano quando rientrerà?
"Viviano sta lavorando. Alcuni giorni lo fa meglio, altri meno, con qualche acciacco, ma sono cose che fanno parte del recupero. Appena sarà in grado di rientrare sarà di nuovo uno di noi".
A prescindere da come andrà a Udine, la prossima settimana arriva la sosta. Un peccato perché spezzerà il ritmo alla squadra o uno stop utile per rifiatare prima del tour de force dei prossimi mesi?
"Non ho mai prestato attenzione a queste cose. Le soste ci sono, ci arrivano, ma non vanno a compromettere il nostro lavoro: quest'anno ho anche pochi nazionali che vanno via e quindi possiamo scandire bene le nostre settimane di lavoro. Ci sarà un disimpegno mentale, ma non fisico nei calciatori, in modo tale da ripartire la settimana successiva".
In conclusione una piccola "preoccupazione" di mercato. Per Torreira si è fatta viva l'Inter.
"Appena finito il mercato si riparte già con le voci. Per carità, fa parte del gioco, so già che tra qualche mese tornerà a far parlare tutti. Però un allenatore, come un giocatore, deve dare il meglio e il massimo per la squadra senza troppo pensarci, soprattutto nei rari pochi mesi di tranquillità che ci rimangono".
In Friuli sarà quindi un esame di maturità di testa e nervi, più che di muscoli?
"Le partite si preparano sia dal punto di vista tecnico, sia da quello mentale. Questa settimana ho lavorato molto di più sull'aspetto mentale e delle motivazioni. Per la Samp questa partita rappresenta un'occasione proprio per crescere, per non fare un passo indietro dopo una prova importante come quella contro il Milan. Da parte nostra dobbiamo fare un salto di qualità nell'atteggiamento mentale, per questo soprattutto questa volta la squadra sarà da valutare non in base al risultato ma piuttosto sull'approccio complessivo".
La Sampdoria è imbattuta e gioca bene, in classifica è subito dietro le grandi con una partita da recuperare, domenica ha dato una lezione di calcio ad avversari più quotati. Un po' di euforia è lecita, non trova?
"La partita contro il Milan per me è dimenticata, passata, da azzerare. Successi come quello di domenica ti devono dare la convinzione di potercela fare, ma ribadisco: sia chiaro che i nostri esami non finiscono mai, le somme si tireranno il 20 maggio, abbiamo giocato appena 5 partite. Per questo non voglio vedere nemmeno un pizzico di presunzione: in questa settimana ho letto e ascoltato troppe esagerazioni, anche da chi lavora in società. Il presidente dice sempre: "volare basso e schivare il sasso", lui per primo deve farlo e dobbiamo farlo tutti".
Obiettivo evitare il bis di Verona, poco più di una settimana fa, quando - ancora in trasferta e ancora con una "piccola" - non si è andati oltre lo 0-0?
"A Verona non abbiamo giocato male, solamente non abbiamo capito quali fossero le linee per mettere in difficoltà l'avversario. Non è stato un problema mentale ma tecnico. A Udine sarà una gara difficilissima, troviamo una squadra che è stata una settimana in ritiro e gioca una partita da dentro o fuori: noi dovremo essere bravi non solo sul piano tecnico ma sull'attivazione mentale, dovremo essere subito pronti".
A Verona a non funzionare è stato anche il turnover, probabilmente. Domani riconfermerà gli 11 che hanno strapazzato il Milan?
"Ho un gruppo di titolari e potenziali titolari. Linetty, Caprari e Sala non hanno giocato ma sono titolari, Alvarez o Verre sono potenziali titolari. Anche Ferrari per me è un titolare, come lo è Regini, anche se poi posso farne giocare solo 11, massimo 14. Diciamo che sono solo che contento se le scelte di formazione mi fanno perdere qualche minuto di sonno in più del previsto".
Udinese-Sampdoria sarà anche la partita dei tanti ex. Per Zapata sarà uno stimolo in più?
"Nel calcio si vive anche di rivincite, ognuno ha la sua. Per Zapata sarà una motivazione in più, e ci sta, ma è la Samp che deve affrontare la prova di maturità, e far vedere che è cresciuta sul piano mentale e non solo in qualità del gruppo".
Contro l'Udinese giocherà ancora Puggioni. Viviano quando rientrerà?
"Viviano sta lavorando. Alcuni giorni lo fa meglio, altri meno, con qualche acciacco, ma sono cose che fanno parte del recupero. Appena sarà in grado di rientrare sarà di nuovo uno di noi".
A prescindere da come andrà a Udine, la prossima settimana arriva la sosta. Un peccato perché spezzerà il ritmo alla squadra o uno stop utile per rifiatare prima del tour de force dei prossimi mesi?
"Non ho mai prestato attenzione a queste cose. Le soste ci sono, ci arrivano, ma non vanno a compromettere il nostro lavoro: quest'anno ho anche pochi nazionali che vanno via e quindi possiamo scandire bene le nostre settimane di lavoro. Ci sarà un disimpegno mentale, ma non fisico nei calciatori, in modo tale da ripartire la settimana successiva".
In conclusione una piccola "preoccupazione" di mercato. Per Torreira si è fatta viva l'Inter.
"Appena finito il mercato si riparte già con le voci. Per carità, fa parte del gioco, so già che tra qualche mese tornerà a far parlare tutti. Però un allenatore, come un giocatore, deve dare il meglio e il massimo per la squadra senza troppo pensarci, soprattutto nei rari pochi mesi di tranquillità che ci rimangono".
