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Sampdoria, Giampaolo: "Cagliari? Dimostriamo di valere il sesto posto"

Marco Giampaolo (lapresse)
Il tecnico blucerchiato avverte i suoi: "Essere sesti ti dà pressione, ma non è un guaio. E' il frutto di ciò che abbiamo seminato. In trasferta dobbiamo fare meglio"
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GENOVA - Giampaolo, purtroppo la Sampdoria col Cagliari gioca in trasferta...
"Capisco la provocazione. Indubbiamente i numeri dicono che il nostro rendimento lontano da Genova è profondamente diverso da quello offerto davanti al nostro pubblico. Non credo però sia un problema d'atteggiamento, perché io alla squadra dico di giocare sempre nella stessa maniera, un calcio propositivo, che cerca di offendere, di fare male all'avversario, di creare la partita. Mai in trasferta ci siamo difesi, mai abbiamo pensato di chiuderci e ripartire. Forse se qualcosa ci manca è nell'approccio, nel nostro stadio siamo feroci sempre, in certe trasferte, come ad Udine o a Bologna, abbiamo iniziato male e le botte a freddo hanno condizionato il resto dell'incontro. Io penso che la squadra debba migliorare nella gestione delle singole situazioni, di alcuni momenti, che poi finiscono per determinare gli episodi decisivi. A Marassi noi abbiamo un pubblico che ci trascina, fuori casa può capitare che contro quel pubblico ci devi combattere. E noi dobbiamo imparare a non rimanere condizionati da questa battaglia".
Detto questo, a livello statistico Cagliari non pare il terreno ideale per invertire la tendenza. La Sampdoria non vince in Sardegna dal 2007, dieci anni.
"Partita che dovrei ricordare bene, visto che sulla panchina del Cagliari c'ero io, perdemmo tre a zero e fui esonerato da Cellino. Il ricordo di quella gara non m'interessa, mi preme invece sapere come gioca il Cagliari adesso. E' una squadra che con Lopez si schiera sempre alla stessa maniera, ha trovato una sua identità. Aggredisce dappertutto, ama andare a prendere l'avversario, per certi versi ricorda la Lazio. Per carattere non sottovaluto mai un avversario, so benissimo che sono tutti competitivi, questo però lo è in particolar modo, nasconde insidie ben precise. Dovremo giocare bene, essere la vera Sampdoria, Dimostrare che meritiamo questa lusinghiera posizione di classifica".
Anche perché siete reduci da due sconfitte consecutive.
"E una formazione che è sesta in classifica, e che punta a restare così in alto il più a lungo possibile, non può permettersi di collezionarne una terza a cuor leggero. Da questa gara mi aspetto  molto. Ai giocatori ho fatto l'esempio della Juve, che magari sbaglia una partita e prende tre gol dalla Sampdoria, ma quella dopo va a vincere a Napoli, con una prestazione estremamente seria. Contro la Lazio noi siamo stati sconfitti da due episodi sfortunati, una battuta d'arresto ci può stare. Ma una formazione matura trova dentro di sé la forza per ripartire subito".
Strinic ha recuperato?
"Parte con la squadra, viene a Cagliari con noi, ma non è ancora al massimo. Sul suo impiego ho dei dubbi: qualora decidessi di lasciarlo fuori, gioca Murru".
Che contro la Lazio non è stato impeccabile.
"Non è vero, è andato bene, ha commesso un solo errore, incertezza che abbiamo pagato a caro prezzo, perché ha contribuito a causare il due a uno finale. Abbiamo analizzato lo sbaglio ed è finita lì. Io non mi soffermo mai sull'errore, non punto il fucile addosso ai miei giocatori. Emargino solo chi ha un approccio superficiale, chi non cerca di migliorare, chi viene ad allenarsi unicamente per timbrare il cartellino. Murru s'impegna, sta crescendo e merita altre chance".
Tra l'altro è un ex. Come un suo ex giocatore è Lopez, il tecnico del Cagliari.
"Nel mio Cagliari era il leader, uno che non tradisce mai. Non un giocatore, ma il capitano. Siamo rimasti in contatto, un'ottima persona, carismatica, oltreché un bravo tecnico. La nostra sarà una bella sfida".
Basta un punto per arginare il "mal di trasferta"?
"La mia squadra non deve accontentarsi mai. Ci siamo messi nelle condizioni di non poterlo fare. Essere sesti ti dà pressione, ma non è un guaio. E' il frutto di ciò che abbiamo seminato".
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