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Sampdoria, Giampaolo: "Voglio spensieratezza, ripartiamo a cento all'ora"

Il tecnico vuole il riscatto dopo un paio di battute a vuoto: "Ultimamente qualche risultato non è stato all'altezza, molte cose sono andate storte"

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GENOVA - Giampaolo, il Sassuolo non è più quello degli anni passati. "Io non mi fido lo stesso. E' una squadra con dei valori, sicuramente temibile, che ha fatto più punti in trasferta che in casa. Certamente ha avuto dei problemi, altrimenti non avrebbe cambiato l'allenatore, ma ora con l'arrivo di Iachini, che tra l'altro  riceverà una grande accoglienza perché so che è molto amato dalla tifoseria sampdoriana, si è rimesso a posto. Ai miei giocatori ho detto il concetto di sempre: se vogliamo vincere, ci vorrà la partita perfetta. Anche perché se noi non ci esprimiamo al massimo, se non diamo il cento per cento, diventiamo una squadra assolutamente normale. Che può rischiare contro chiunque".

A proposito di tifoseria: lei parla sempre di valore aggiunto e cominciò proprio nel novembre di un anno fa, dopo un'incredibile rimonta e un successo contro il Sassuolo.
"Quella partita fu la sublimazione  del valore della nostra gente e del loro sostegno, A pochi minuti dalla fine perdevamo due a zero, in cinque minuti, in uno stadio che si era trasformato in una bolgia infernale, realizzammo tre gol. Mai senza l'aiuto dei tifosi avremmo potuto vincere quella gara. E quel giorno mi resi conto di quanta spinta potevano darci, di quanto erano importanti. Adesso lo devono essere di nuovo, come del resto lo sono sempre stati. Abbiamo bisogno perché mercoledì in Coppa Italia abbiamo speso molto, l'eliminazione ci ha fatto arrabbiare e la partita ci ha lasciato più di una scoria dal punto di vista fisico, con diversi giocatori che ancora adesso non sono al meglio".
Ferite fisiche e anche mentali?
"Quello spero di no, anche se mi rendo conto che ultimamente qualche risultato non è stato all'altezza, molte cose sono andate storte e non vorrei che la squadra avesse perso un po' di spensieratezza. Bisogna essere bravi a resettare, dimenticare. A ripartire. A tavoletta, a cento all'ora, con l'acceleratore pigiato al massimo".
Dopo la sconfitta di Firenze ha avuto parole dure nei confronti di qualche giocatore, definito non ancora maturo per certi livelli. Murru, Alvarez e Regini sono finiti nel mirino della critica.
"Secondo me è giusto fare una distinzione. Non si perde mai per colpa di tre giocatori, quando si esce dal campo sconfitti, è la  squadra ad aver perso, non il singolo. Certi errori di atteggiamento, dovuti a superficialità e deconcentrazione però non sono tollerabili. Con Murru sono stato duro, perché non si può commettere una sciocchezza del genere, un fallo di mano assolutamente evitabile. Entrare così male e regalare un rigore. L'ho bacchettato severamente e poi il giorno dopo gli ho parlato a lungo, segno che a lui, come agli altri, tengo molto. Se lo ignorassi, significherebbe che è fuori dal progetto. Invece è dentro e voglio che cresca, migliori. Parlo di lui, ma mi riferisco a tutti. Io perdono l'errore tecnico, l'ho sempre fatto, non la leggerezza, provocata dal fatto che non ci sei con la testa. I giocatori per me sono come dei figli. Il padre deve essere bonario, ma quando ci vuole, serve anche il rimprovero e la punizione. Mi dà fastidio quando sono criticati, io li difenderò sempre dal mondo esterno, ma devono dimostrarmi voglia di riscatto, concentrazione, smania di rivincita. Nello spogliatoio faccio sempre l'esempio di Skriniar: l'anno scorso all'inizio commise due o tre errori grossi, costò un paio di partite, avremmo dovuto lapidarlo. Invece ha capito, di fronte alle critiche ha mostrato personalità. Ha lavorato sodo, sempre con grande applicazione. .Ed è diventato uno dei più forti difensori del campionato, come sta dimostrando con la maglia dell'Inter".
Sostiene che diversi giocatori non sono al meglio. Significa che ha problemi di formazione?
"Per ora la considero in alto mare. L'unico veramente indisponibile è Linetty, ma altri, a vario titolo, hanno qualche problema, mi riferisco a Strinic, Zapata, Ramirez, Caprari. Il nostro staff medico è bravissimo e sta cercando di rimettere tutti in sesto. Ammetto però che non sia facile. Semplice invece è l'atteggiamento che dobbiamo avere con il Sassuolo: rabbia feroce dietro alla spinta del pubblico. Se è vero che ci troviamo in un momento di difficoltà, è altrettanto vero che la vittoria può essere il più efficace colpo di spugna. Un toccasana per ripartire. E continuare a credere nell'Europa".
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