GENOVA - Giampaolo, l'Udinese cancellerà il Milan?
"E' una gara complicata, difficile, contro una squadra molto forte fisicamente, ma che sa giocare bene a calcio, Perché conosco Oddo, lo stimo, è un tecnico che cerca di giocarsi le partite, che non pensa solo a difendersi. Mi auguro che l'Udinese possa farci dimenticare San Siro, dove secondo me non abbiamo fatto male a livello difensivo, anzi, forse, sul piano dell'organizzazione e della lettura delle loro giocate è stata una delle nostre migliori gare della stagione. Dove siamo mancati è nell'ultimo passaggio, nelle scelte offensive. Non abbiamo avuto la necessaria lucidità, siamo stati poco intuitivi".
A caldo pareva molto arrabbiato per questa sconfitta.
"Ho dato grandi meriti al Milan e alla sua qualità, è stato bravo nel farci correre, nei cambi di gioco. Detto questo, quando perdo io non sono mai contento, la battuta d'arresto mi fa male. Volevo però rendermi conto, per questo mi sono rivisto la partita due volte. Ribadisco: bene l'organizzazione dietro, male la pericolosità in attacco. Se vogliamo restare aggrappati al carro che conta, in questo negli scontri diretti dobbiamo migliorare e la sfida contro l'Udinese lo è. Ne ho parlato alla squadra, mi aspetto una prova gagliarda. Devono dimostrarmi di aver capito gli errori, non ripetendoli più".
In attacco il problema pare essere diventato Zapata.
"Intanto voglio sottolineare che non esiste alcun caso Zapata. Ci ha fatto vincere diverse partite, un periodo di appannamento ci può stare, non si può giocare per dieci mesi sempre ad alto livello. Ma è proprio per questo che in rosa abbiamo venti giocatori: se uno non sta bene in un determinato periodo, si riposa e gioca un altro. Sta a me giudicare. E lo faccio di volta in volta".
Cos'è un assist per Caprari?
"Dentro di me so di aver già deciso la formazione, ma stavolta non anticipo nulla. Caprari è in corsa come gli altri. Senza dimenticare che da solo non basta. La sua velocità, la sua tecnica possono essere d'aiuto. Ma serve anche la lucidità e la determinazione dei suoi compagni. Queste partite si vincono in undici. E si vincono da squadra".
Si è parlato di caso Zapata perché quando è uscito non è andato a salutare Caprari.
"Ha sbagliato, lo sa, ha chiesto scusa. Ne abbiamo parlato tutti assieme, perché era un discorso che riguardava l'intero gruppo. Le multe non servono, io non sono un esattore. Sono un allenatore che cerca d'infondere armonia. Zapata è un ragazzo educato e tranquillo".
Cosa la spaventa di più dell'Udinese?
"Innanzitutto il fatto che non si abbia un'idea precisa di come giocherà. So che Oddo ha provato diversi moduli e noi, di conseguenza, abbiamo dovuto preparare più partite, per essere pronti ad ogni soluzione. Servirà una grandissima prova sia dal punto di vista tecnico che della mentalità".
Con l'aiuto del pubblico...
"Quello non manca mai e sarà sempre determinante. Ma come al solito dovremo essere noi, con il nostro atteggiamento, ad infiammarlo".
La chiamata in azzurro pungolerà Caprari e Ferrari?
"Sono contento per loro, ma ho anche sottolineato che questo è solo uno stage. Se vogliono essere convocati quando conta davvero, devono insistere, non mollare e crescere ancora molto".
Cosa significa avere Praet in panchina?
"Il suo recupero è molto importante. Intanto va sottolineata la sua caparbietà nel voler bruciare le tappe. Il suo apporto qualitativo è determinante, non lo ho mai nascosto. Averlo al top è una grande notizia, perché in questo finale di stagione può fare la differenza".
Lo sa che se batte l'Udinese conquista la centesima vittoria in carriera?
"Di solito non guardo i numeri, ma a me piace vincere, per cui ben venga questo traguardo. Per centrarlo però è necessario che la squadra vada oltre l'ordinario: serve qualcosa di straordinario, in linea con il nostro campionato, sino a qui davvero eccezionale".
"E' una gara complicata, difficile, contro una squadra molto forte fisicamente, ma che sa giocare bene a calcio, Perché conosco Oddo, lo stimo, è un tecnico che cerca di giocarsi le partite, che non pensa solo a difendersi. Mi auguro che l'Udinese possa farci dimenticare San Siro, dove secondo me non abbiamo fatto male a livello difensivo, anzi, forse, sul piano dell'organizzazione e della lettura delle loro giocate è stata una delle nostre migliori gare della stagione. Dove siamo mancati è nell'ultimo passaggio, nelle scelte offensive. Non abbiamo avuto la necessaria lucidità, siamo stati poco intuitivi".
A caldo pareva molto arrabbiato per questa sconfitta.
"Ho dato grandi meriti al Milan e alla sua qualità, è stato bravo nel farci correre, nei cambi di gioco. Detto questo, quando perdo io non sono mai contento, la battuta d'arresto mi fa male. Volevo però rendermi conto, per questo mi sono rivisto la partita due volte. Ribadisco: bene l'organizzazione dietro, male la pericolosità in attacco. Se vogliamo restare aggrappati al carro che conta, in questo negli scontri diretti dobbiamo migliorare e la sfida contro l'Udinese lo è. Ne ho parlato alla squadra, mi aspetto una prova gagliarda. Devono dimostrarmi di aver capito gli errori, non ripetendoli più".
In attacco il problema pare essere diventato Zapata.
"Intanto voglio sottolineare che non esiste alcun caso Zapata. Ci ha fatto vincere diverse partite, un periodo di appannamento ci può stare, non si può giocare per dieci mesi sempre ad alto livello. Ma è proprio per questo che in rosa abbiamo venti giocatori: se uno non sta bene in un determinato periodo, si riposa e gioca un altro. Sta a me giudicare. E lo faccio di volta in volta".
Cos'è un assist per Caprari?
"Dentro di me so di aver già deciso la formazione, ma stavolta non anticipo nulla. Caprari è in corsa come gli altri. Senza dimenticare che da solo non basta. La sua velocità, la sua tecnica possono essere d'aiuto. Ma serve anche la lucidità e la determinazione dei suoi compagni. Queste partite si vincono in undici. E si vincono da squadra".
Si è parlato di caso Zapata perché quando è uscito non è andato a salutare Caprari.
"Ha sbagliato, lo sa, ha chiesto scusa. Ne abbiamo parlato tutti assieme, perché era un discorso che riguardava l'intero gruppo. Le multe non servono, io non sono un esattore. Sono un allenatore che cerca d'infondere armonia. Zapata è un ragazzo educato e tranquillo".
Cosa la spaventa di più dell'Udinese?
"Innanzitutto il fatto che non si abbia un'idea precisa di come giocherà. So che Oddo ha provato diversi moduli e noi, di conseguenza, abbiamo dovuto preparare più partite, per essere pronti ad ogni soluzione. Servirà una grandissima prova sia dal punto di vista tecnico che della mentalità".
Con l'aiuto del pubblico...
"Quello non manca mai e sarà sempre determinante. Ma come al solito dovremo essere noi, con il nostro atteggiamento, ad infiammarlo".
La chiamata in azzurro pungolerà Caprari e Ferrari?
"Sono contento per loro, ma ho anche sottolineato che questo è solo uno stage. Se vogliono essere convocati quando conta davvero, devono insistere, non mollare e crescere ancora molto".
Cosa significa avere Praet in panchina?
"Il suo recupero è molto importante. Intanto va sottolineata la sua caparbietà nel voler bruciare le tappe. Il suo apporto qualitativo è determinante, non lo ho mai nascosto. Averlo al top è una grande notizia, perché in questo finale di stagione può fare la differenza".
Lo sa che se batte l'Udinese conquista la centesima vittoria in carriera?
"Di solito non guardo i numeri, ma a me piace vincere, per cui ben venga questo traguardo. Per centrarlo però è necessario che la squadra vada oltre l'ordinario: serve qualcosa di straordinario, in linea con il nostro campionato, sino a qui davvero eccezionale".
