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Sampdoria, Giampaolo: "Non è spareggio per l'Europa"

Il tecnico non attribuisce valore decisivo ad una sfida delicata: "Non saranno nemmeno decisive le elezioni di domani, perché non si arriverà ad una maggioranza e cambierà poco o nulla, figurarsi se è determinante la partita di Bergamo"

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GENOVA - Giampaolo, Bergamo è la resa dei conti?
"In che senso?".
Nel senso che chi vince nella prossima stagione giocherà in Europa League.
"Non credo che questa sfida contro l'Atalanta sia così decisiva. Anzi, non lo penso affatto. Chi fra noi e la squadra di Gasperini avrà la meglio, usufruirà di un margine da sfruttare più avanti. Ma non è certo una partita da dentro o fuori, perché poi ne mancheranno altre undici. Non saranno nemmeno decisive le elezioni di domani, perché non si arriverà ad una maggioranza e cambierà poco o nulla, figurarsi se è determinante la partita di Bergamo".
A proposito di elezioni: lei voleva che tutto il campionato fosse anticipato, per permettere ai giocatori e agli allenatori di votare. E' sempre della stessa idea?
"Non l'ho certo cambiata e il fatto che non si sia provveduto mi ha deluso molto e mi ha fatto arrabbiare. Votare è un diritto e io non lo posso esercitare. La mia squadra gioca a Bergamo alle 15, io entro le 23 dovrei votare a Giulianova in Abruzzo. Come faccio?"
Meglio allora concentrarsi solo sulla partita della Sampdoria.
"Dura, difficile, complicata, perché l'Atalanta è forte, non meritava di uscire con il Borussia Dortmund dall'Europa League e forse nemmeno con la Juventus dalla Coppa Italia, tenendo presente comunque che è stata eliminata da due formazioni molto forti, non da bande di sprovveduti. Il modo di giocare delle squadre di Gasperini, aggressivo a tutto campo, quasi ad uomo ovunque, dà fastidio a qualsiasi formazione e pertanto creerà qualche problema anche noi. Abbiamo creato delle contromisure, speriamo che funzionino".   
Davvero crede che la sfida non sia così importante?
"Lo è, ma non tale da mettere fuori gioco chi perde. Può determinare l'avvicinamento per una delle due squadre ad un certo tipo di obiettivi. Le partite decisive si giocano in novanta minuti, magari centoventi. Ma dopo Bergamo ce ne saranno oltre mille prima che finisca il campionato. Non abbiate timore, non c'è fretta: le sfide da dentro o fuori arriveranno".
Neve e gelo a Genova da giorni. Siete riusciti ad allenarvi?
"Tra neve, pioggia e freddo è stata una settimana particolare. Però tranne giovedì, quando abbiamo avuto qualche problema, perché i campi erano tutti innevati, ci siamo sempre riusciti ad allenare bene. Merito di chi cura le nostre strutture, a cominciare dai giardinieri. E poi, quando non siamo scesi in campo, non siamo stati con le mani in mano. Abbiamo visto l'Atalanta in tante sedute video e sappiamo che avversario ostico dovremo affrontare".
Cosa teme di più degli uomini di Gasperini?
"Hanno un modo di giocare completamente diverso dal nostro. E' una squadra orientata molto sull'avversario, utilizza molto l'uno contro uno. Domani serviranno giocatori forti fisicamente. E' nel dna di Gasperini, allenatore bravo a trasmettere alla squadra quello che vuole. Sarà una partita durissima, piena di duelli individuali. Ma lo sarà per entrambe le squadre".
L'Atalanta ha dichiarato apertamente di voler tornare in Europa. La Sampdoria?
"Noi ci stiamo divertendo a rompere le scatole a tutti. E' un ruolo affascinante, ci piace. Siamo partiti senza un obiettivo preciso, ma ora che siamo in ballo, vogliamo restarci sino all'ultimo. Di sicuro non andremo a Bergamo a giocare una partita fra scapoli e ammogliati. Lo sappiamo. Facendo i conti della serva dobbiamo vincere almeno cinque o sei gare da qui alla fine. Qualcuna anche fuori casa, per forza, dove finora siamo andati meno bene. Vincere contro l'Atalanta significherebbe guadagnarsi un margine che ci permetterebbe poi di sbagliare anche qualcosa. La squadra è consapevole della propria forza e dell'obiettivo finale da raggiungere. D'altra parte conosciamo bene il nostro calendario: su dodici gare cinque sono a Marassi e sette in trasferta. Se non facciamo punti anche lontano da Genova, siamo fuori".
L'infermeria non è vuota.
"Bereszynski è out e lo sapevamo. Purtroppo non ce la fa nemmeno Ramirez. Ci avevamo sperato, ma la caviglia gli fa male. Praet invece sta bene ed è in corsa per una maglia".
In più avete cinque giocatori diffidati.
"Quello conta poco. Se uno è diffidato e viene ammonito, va in squalifica e giocherà un altro. Non voglio condizionamenti".
Si annunciano duemila tifosi al seguito.
"Tante volte ho affermato che i tifosi sono il nostro valore aggiunto. Lo sono in casa e anche in trasferta. Sta a noi trascinarli, con le nostre prestazioni. Farci incitare ancora di più. Un po' mi rammarica che in casa non si riesca mai ad andare oltre i ventimila, nonostante la squadra dall'inizio della stagione sia sesta in classifica. Bisogna pensare a qualcosa per portare più gente allo stadio, creando un ambiente positivo, più confortevole. Studiando agevolazioni e magari prezzi più bassi".
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