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Sampdoria, Giampaolo chiede il riscatto: ''Con l'Inter mi aspetto una prova maiuscola''

I blucerchiati devono dimenticare la scoppola di Crotone: ''Una sconfitta inaccettabile per come è arrivata, ora voglio grande carattere. Per il settimo posto possiamo giocarcela con Atalanta, Fiorentina e Torino"

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GENOVA - Giampaolo, dopo la disfatta di Crotone le critiche sono state pesantissime. Esagerate?
"Giuste. Ma con un distinguo necessario".
Cioè?
"Bisogna capire se la normalità della Sampdoria è bere gazzosa o champagne. A me interessa brindare e se posso farlo con lo champagne, sono più contento. Se dispongo di un euro in più, volentieri alzo la posta. Però devo anche capire le mie dimensioni e, quando è il caso, accontentarmi anche della gazzosa".
Significa che perdere a Crotone ci sta?
"Non in quel modo. Ci sta perdere ad Udine o a Bologna, siamo la Sampdoria, una squadra che sogna l'Europa, ma non è partita con quell'obiettivo. Siamo andati oltre i nostri limiti e non è corretto mandare tutto all'aria per una prestazione sbagliata, anzi tre, perché io fra i disastri, oltre a Crotone, ci metto anche Benevento e Cagliari. Detto questo non giustifico il quattro a uno della settimana scorsa e dico che non è accettabile perdere in quella maniera. Mi aspettavo una prova diversa, sono stato il primo ad essere sorpreso. Ma questa giovane Sampdoria può incorrere in problemi di crescita".
Resta il fatto che non c'è tempo per fermarsi. Ora arriva l'Inter. Cosa si aspetta dai suoi giocatori?
"Una partita maiuscola per seppellire ogni critica. Non so se basterà per vincere, perché l'Inter è una squadra molto forte, una formazione che, al di là di ciò che afferma Spalletti, rispetto a noi ha tanta qualità. Però voglio una prestazione di grande carattere. Rabbiosa, determinata, con la squadra pronta a dare tutto, senza dimenticare mai i propri principi di gioco, la voglia di fare calcio, d'imporsi, di prendere in mano la gara".
Ripartire. Per credere ancora nell'Europa League?
"Siamo in ballo, non ci tiriamo indietro, vogliamo lottare sino alla fine per questo obiettivo. Reputo il Milan fuori concorso, ma per il settimo posto possiamo giocarcela con Atalanta, Fiorentina e Torino. Le critiche fanno parte  del nostro mestiere, bisogna saperci convivere e accettarle. Per Crotone e Benevento ce le siamo meritate, sta a noi rovesciare la situazione. Questa squadra può inciampare, ci sta e dà fastidio. Gli errori ci devono servire da lezione, dobbiamo imparare e ricominciare".
I tifosi da salotto vi hanno bacchettato con violenza. La frangia calda si è schierata invece al vostro fianco.
"Sotto di tre gol domenica scorsa i nostri colori sventolavano, nonostante i 2000 chilometri sulla schiena e la delusione. I tifosi che erano a Crotone avrebbero dovuto essere molto arrabbiati e invece ci hanno mostrato vicinanza e sostegno. E' per loro soprattutto che dobbiamo riscattarci. Contro l'Inter non possiamo permetterci una sconfitta, voglio vedere da parte dei giocatori un grande attaccamento alla maglia".
Anche i nerazzurri non se la passano bene.
"L'Inter è forte, contro il Napoli ne ha dato ulteriore dimostrazione. Sono allenati da un tecnico che stimo molto, tra i migliori di Europa, con grande esperienza, conoscenza e qualità. E' chiaro però che la posta in gioco è alta anche per loro. Nemmeno l'Inter può sbagliare".
Viviano ha avuto problemi alla schiena. Ce la farà?
"E' recuperato, giocherà. Lo stesso vale per Bereszynski, anche lui è guarito e il suo rientro è fondamentale, visto che mancherà Sala".
Fa discutere la continua panchina di Strinic.
"L'ho tenuto fuori la prima volta per un problema serio, da quel momento ha perso serenità e sicurezza, è stato distratto dall'accostamento al Milan. Se riconquisterà attivazione mentale e condizione fisica, lo riprenderò in considerazione. Ora gioca Murru. Se scelgo lui, è perché sta meglio di Strinic".
Zapata?
"Ogni volta che stava bene, ha giocato. Ora è in buona forma. Come negli ultimi giorni mi è piaciuto Ramirez. Ha capito perché l'ho tolto a Crotone, con lui non ci sono problemi".
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