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Sampdoria, Giampaolo: "Lazio tabù? Non è vero, ma ci ha sempre messo in difficoltà"

Marco Giampaolo (agf)
I blucerchiati spesso sconfitti dai romani, inoltre il tecnico non ha mai battuto il collega Inzaghi: "Io non credo alle bestie nere. So piuttosto che secondo me come valori sono la terza forza del campionato..."
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GENOVA - Giampaolo, la Sampdoria con la Lazio perde sempre.
"A voi piace ricordare le statistiche, noi addetti ai lavori non ci facciamo nemmeno caso. Io non credo ai tabù, alle bestie nere. So piuttosto che la Lazio è una squadra molto forte, secondo me come valori è la terza forza del campionato, subito dietro a Juventus e Napoli, ed è per questo che spesso l'avversario della squadra di Inzaghi esce sconfitto".

A proposito di Inzaghi: altro sortilegio, lei non lo ha mai battuto.
"Dipende dalle squadre che abbiamo. Spesso sono i giocatori a fare le fortune degli allenatori, sono i singoli a determinare le partite. Inzaghi è un ottimo tecnico, ma un confronto numerico fra noi due non ha senso. Lo avrebbe se entrambi schierassimo gli stessi undici, cosa che naturalmente non è possibile".

Resta il fatto che la sfida dell'Olimpico rischia di essere assai pericolosa. Che gara si aspetta?
"È la terza partita in sette giorni e per i giocatori può essere una faticaccia. Anche perché contrapporsi ad una squadra fisica, oltreché tecnica, come la Lazio è assai dispendioso. Ricordo la gara dell'andata, la nostra fu una grande prestazione, perdemmo per un episodio, una questione di centimetri. I miei giocatori però, per giocarsela alla pari, spesero tantissimo. Inoltre adesso ha anche cominciato a fare molto caldo. La Lazio è un avversario forte, lo sostengo da tempo, è la squadra che ha giocato forse più partite di tutte e pare non risentirne. Evidentemente ha un enorme serbatoio di energie. È una formazione difficile da affrontare, che sta facendo un campionato straordinario. Cambierò qualcosa nei miei undici e cercherò di attingere energie nervose per essere sempre competitivo".

Non vuole credere alla tradizione negativa, ma sarà d'accordo nel sostenere che la Lazio vi ha sempre messo in difficoltà.
"Questo è vero. Perché una squadra che sa abbinare qualità a fisicità. Questo non significa che la Samp non vada a giocarsela all'Olimpico. L'avversario è di valore, lo rispettiamo, ma non rinneghiamo i nostri principi, la nostra voglia di proporre calcio".

L'anno scorso finì sette a tre per la Lazio.
"Rimanemmo in dieci. La rivalsa, quando passa un anno, ai giocatori interessa poco. C'è da giocar bene per tentare di fare risultato e continuare il nostro obiettivo, che è l'Europa. Non esistono le sfide passate, conta solo il presente. Ciò che è importante per noi è continuare ad alimentare il nostro sogno. Essere lì a giocarci un posto che conta, a cinque giornate dalla fine, è già molto importante. Non c'è bisogno di dire tante cose ai ragazzi, ormai le motivazioni sono spontanee. C'è solo bisogno di recuperare energie ed essere al 100 per cento. L'unica cosa da capire è chi sta meglio nel computo delle tre partite".

Dopo mesi ha rimesso Strinic fra i titolari. Come l'ha visto?
"Giocherà anche con la Lazio. Ha fatto una buona partita sul piano tecnico. Era più sereno e consapevole. Penso possa ripetersi, nella gestione della palla non ci sono tanti terzini più forti di lui".

Ogni tanto pure la Lazio soffre di amnesie. Quanto sarà importante sfruttare i loro errori?
"Anche la Lazio, come tutte le squadre, ha dei punti deboli. Ma pure noi li abbiamo. C'è da giocarsela al meglio, senza calcoli, senza pensare al colore della maglia, al valore di chi ti sta di fronte, ai diffidati. Ormai la volata è lanciata, ci aspettano cinque finali, partite difficilissime, perché tutte le avversarie si giocano qualcosa. Ogni partita va affrontata al cento per cento, pensando solo a noi stessi, al nostro cammino, a quanti punti riusciremo a fare in questo mini torneo".

Si è fatto un'idea della quota necessaria per l'Europa League?
"Sessanta, sessantuno, non lo so. La risposta ideale è questa: fare più punti possibile". 
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