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Sampdoria, Giampaolo: "Temo l'Atalanta, non le compensazioni arbitrali"

Il tecnico affronta i nerazzurri, al centro di una settimana di polemiche: "I direttori di gara hanno tutti un elevato livello di professionalità"

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GENOVA - Dodici giocatori convocati dalle varie nazionali, la zona Europa League a portata di mano, la difesa meno battuta della serie A, una sfida appassionante contro l'Atalanta alle porte, squadra che l'anno scorso finì davanti alla Sampdoria, ma in campionato fu battuta due volte, sia all'andata che al ritorno.

Giampaolo cosa teme della sfida di Bergamo?
"L'Atalanta è squadra ostica, scorbutica, la partita è molto insidiosa. La squadra di Gasperini ha qualità e forza fisica: con le formazioni allenate da questo tecnico, molto bravo e preparato, è sempre difficile giocare, perché altera i tuoi equilibri, con una condotta di gara molto aggressiva e un incontro pieno di duelli individuali. Bisogna affrontare l'Atalanta con grande attenzione e noi ci siamo preparati al meglio, avendo avuto qualche giorno in più per recuperare le energie. Per noi ci sarà bisogno di qualità e questo potrebbe condizionare le mie scelte. So che se accettiamo la battaglia, se incanaliamo la partita sul piano fisico, sulla forza vera e propria, siamo inferiori. Dovremo cercare il gioco, il palleggio. Far saltare con la palla a terra i loro consolidati meccanismi".
E' l'ultima gara di un autentico tour de force, sei gare in tre settimane. Come sta la sua squadra da un punto di vista fisico?
"Complessivamente stanno tutti abbastanza bene, solo Saponara e Regini non saranno convocati. Defrel sta bene:, è abile e arruolato, ha recuperato al meglio dalla botta alla caviglia. Volendo, avremmo potuto rischiare anche Saponara. E' guarito, ma non si è mai allenato con noi, lo riavremo al meglio dopo la sosta, nella gara interna contro il Sassuolo".
Molti giocatori appaiono in crescita. Chi in questo momento le sta dando più soddisfazioni?
"Se devo fare un nome, dico Murru. Il suo miglioramento è stato notevole. Gioca meglio rispetto alla scorsa stagione, perché è migliorato in settimana, nel lavoro, nei vari allenamenti, nelle tante esercitazioni tattiche. Detto questo, gioca molto, ma alle sue spalle comincia a piacermi anche Tavares. Quando è arrivato era molto brasiliano, essendo un difensore può non essere una dote. Ma adesso la concentrazione ha sostituito gli svolazzi, sta migliorando, presto verrà anche il suo momento".
Hanno impressionato però soprattutto i due centrali, Andersen e Tonelli, in una retroguardia che su sette partite ha incassato solo quattro gol.
"Andersen è un giocatore fortissimo, sta attirando tantissime attenzioni. Tonelli arrivava da un periodo d'inattività e sta ritrovando la forma ottimale, grazie al fatto che riesce a giocare con una certa continuità . Mi lascia tranquillo anche il terzo centrale, Colley. E' arrivato in estate dal Belgio, non conosceva il campionato italiano, aveva bisogno di una fase di adattamento all'Italia e al nostro modo di giocare. Si sta inserendo e sono convinto che alla fine sarà un protagonista".
Non a caso sono tutti giocatori di una retroguardia che si sta trasformando in un bunker.
"L'anno scorso abbiamo subito tantissimi gol, troppi per i miei gusti. Stiamo invertendo la tendenza. Sette partite sono poche per un'analisi concreta, per un giudizio definitivo sulla fase difensiva e sui gol subiti: al momento il dato però è positivo e ce lo teniamo stretto".
L'Atalanta si è lamentata molto in settimana dopo il rigore avuto contro a Firenze e che ha spianato la strada al successo della squadra viola. Auspicavate un arbitro all'altezza, il diesse Osti lo ha affermato esplicitamente, è contento per la scelta di Irrati?
"L'ambiente che troveremo a Bergamo non mi preoccupa, non mi sono mai posto il problema in tutta la mia carriera. Non credo alle compensazioni arbitrali e i direttori di gara hanno tutti un elevato livello di professionalità. E' la partita di per sé ad essere  difficile: l'avversario è forte, negli ultimi due anni ha centrato la qualificazione all'Europa League, ha chiuso quarta e poi settima. E' una squadra da rispettare".
Da lunedì perderà mezzo spogliatoio per colpa delle varie nazionali. Ci si è messo pure Mancini con Caprari.
"Le chiamate in nazionale sono una soddisfazione individuale per i calciatori, ma anche collettiva per il club e l'ambiente. Il peso dei nazionali deve essere determinante per la squadra. Deve darci lustro e renderci più ambiziosi. Consentirci di alzare l'asticella. Si può lottare per obiettivi più alti, ma solo se superi esami duri come questa trasferta. L'Atalanta ci farà capire a cosa possiamo aspirare".
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