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Sassuolo, il cambio di marcia targato Di Francesco

La dirigenza ha avuto fiducia nel tecnico, nonostante le sconfitte iniziali, e i fatti stanno dando ragione: l'allenatore neroverde, anche a Roma, ha mostrato una buona dose di coraggio, inserendo quattro punte per raggiungere il risultato positivo
di ANDREA MELLI

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SASSUOLO - Quattro sconfitte nelle prime quattro, due nelle successive otto. La marcia del Sassuolo post Inter ha assunto un altro passo. Due vittorie, quattro pareggi e appena due ko dicono apertamente come la tendenza sia stata invertita nella mente, approccio completamente diverso, e nei numeri che iniziano a sorridere. Tra Genova e Roma è innegabile come sia giunto il ribaltamento; con l'acqua alla gola, il Sassuolo non solo non è annegato ma ha saputo riemergere, nonostante le difficoltà fossero diverse.

Come un'ultima spiaggia prima di Bologna, per poi ripetersi prima della gara del "Ferraris", le risposte non si sono fatte attendere: avrà i difetti che volete, ma questa squadra ha una dose di attributi e di coraggio non indifferente. "Aiutata" anche dal proprio tecnico: in quanti a Roma, sotto di una rete col rischio di soccombere (perdere con punteggi larghi, toccato mano con l'Inter, non sarebbe stata cosa gradita) avrebbero deciso di affidarsi a quattro punte per tentare il tutto per tutto? Quasi alla garibaldina, per una forza di carattere che è stata premiata dal risultato finale. Palese, come quello alla fine della fiera la differenza la delinei sempre.

Basti guardare, cosa è successo a Verona sponda Chievo e a Genova sponda Samp. Pochi punti e guida tecnica cambiata. A pagar dazio Sannino e Rossi, ritenuti "colpevoli" di uno score deficitario. Hanno pagato responsabilità non proprie,  le stesse che in neroverde non sarebbero state attribuibili a Di Francesco: lui, che è il vero motore di questo Sassuolo.
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