SASSUOLO (MO) - L'ultima d'andata, da giocare da uomini veri. Per provare ad accantonare le quattro sconfitte consecutive e un'astinenza da gol lunga 431 minuti e per dare un segnale tangibile, verso l'esterno e soprattutto verso il proprio tecnico. Eusebio Di Francesco che si gioca tutto contro il Milan e il grande ex di giornata Max Allegri, merita che la sua squadra dia quel qualcosa in più anche per lui. Un eventuale tonfo rovinoso significherebbe addio a Difra ed approdo in neroverde di Mimmo Di Carlo: scenario non certo augurabile. Primo perché il pescarese la storia di Piazza Risorgimento ha saputo scriverla come mai nessuno prima, secondo poi per una questione di risultati. La sua di conferma passa unicamente da punti messi in classifica, rabbuiata dalla prestazione di Genova.
Fosse quello visto al "Ferraris", di speranze non ce ne sarebbero. Pungolato nell'orgoglio, dopo una prestazione assai deludente, e ovattato in una settimana alquanto atipica, quel che si chiede è una reazione quantomeno nervosa. Parlar d'altro, di atteggiamenti tecnici o tattici fa sorridere. Cuore, gambe e testa, provando a scavallare limiti evidenziatisi a più riprese. Peccato che dal mercato, Ariaudo a parte, rinforzi non ne siano ancora arrivati. La contingenza del momento non aiuta, la differenza netta dei due organici nemmeno. E se il Milan bene non sta facendo, appena a gennaio non ha sostanzialmente nulla da conquistare, dalla propria ha un nuovo carico d'entusiasmo. Una flotta di giapponesi al seguito del "samurai" Honda, una ventata di freschezza in un ambiente appesantito negli ultimi mesi da vicende extracalcio. Ma al Sassuolo il classico contorno di quando arriva una grande poco o nulla deve interessare. In testa soltanto il campo: in un verso o nell'altro, pronto ad emettere sentenza.
Fosse quello visto al "Ferraris", di speranze non ce ne sarebbero. Pungolato nell'orgoglio, dopo una prestazione assai deludente, e ovattato in una settimana alquanto atipica, quel che si chiede è una reazione quantomeno nervosa. Parlar d'altro, di atteggiamenti tecnici o tattici fa sorridere. Cuore, gambe e testa, provando a scavallare limiti evidenziatisi a più riprese. Peccato che dal mercato, Ariaudo a parte, rinforzi non ne siano ancora arrivati. La contingenza del momento non aiuta, la differenza netta dei due organici nemmeno. E se il Milan bene non sta facendo, appena a gennaio non ha sostanzialmente nulla da conquistare, dalla propria ha un nuovo carico d'entusiasmo. Una flotta di giapponesi al seguito del "samurai" Honda, una ventata di freschezza in un ambiente appesantito negli ultimi mesi da vicende extracalcio. Ma al Sassuolo il classico contorno di quando arriva una grande poco o nulla deve interessare. In testa soltanto il campo: in un verso o nell'altro, pronto ad emettere sentenza.