Il salto di qualità del Sassuolo, al tavolo delle grandi nel segno del gol
di
Marco Azzi
De Zerbi abbraccia i suoi giocatori dopo la vittoria a Napoli (reuters)
La squadra di De Zerbi è la sorpresa di questo scorcio iniziale di campionato. Dopo sei giornate è seconda alle spalle del Milan con il miglior attacco del campionato (18 reti). Il successo di Napoli senza diversi big l'esame di maturità superato a pieni voti
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Macché meteora, è un meteorite. Il Sassuolo ha aperto una crepa profonda nelle certezze del Napoli e più in generale ha avuto un impatto destabilizzante sulle gerarchie della Serie A, issandosi da solo al secondo posto della classifica dopo le prime sei giornate del campionato. Sul bel gioco della lanciatissima squadra di De Zerbi c'è un marchio doc: quello dei 18 gol messi a segno in appena 540' dal migliore attacco del campionato, capace di lasciare il segno nel pomeriggio del San Paolo pure in assenza del tridente titolare e delle meraviglie: formato da Djuricic, Berardi e Caputo. Il prodotto è rimasto lo stesso anche se sono cambiati gli interpreti ed è rimasto lo stesso soprattutto lo spartito, che Locatelli e compagni hanno ormai imparato a interpretare quasi a memoria.
Ne è la prova il possesso di palla al 60 per 100 nella sfida contro il Napoli, che di rado era stato costretto nelle precedenti partite a subire il palleggio degli avversari. De Zerbi ha inculcato ai suoi giocatori il dogma della costruzione dal basso e il Sassuolo si è convinto a non stravolgere mai la sua filosofia, mettendo nel conto di correre anche dei rischi nelle ripartenze, come è successo domenica al San Paolo. Ma gli azzurri non ne hanno approfittato e alla distanza sono stati puniti, andando a sbattere contro il bunker difensivo - allo stesso tempo elastico e compatto - eretto dai neroverdi davanti alla porta del bravo Consigli: bravo tra i pali e pure con i piedi.
De Zerbi non è un integralista e lo ha dimostrato anche a Napoli, abbassando la sua linea difensiva per coprirsi le spalle e non concedere spazi a un velocista come Osimhen. Ma il Sassuolo non è mai stato rinunciatario, nemmeno nei momenti in cui ha dovuto preoccuparsi soprattutto di non prendere reti. Adesso la squadra sa essere pure concreta e non interpreta più le gare come un'escursione al luna park, riuscendo però allo stesso tempo a viaggiare alla considerevole media di 3 gol fatti a partita, nelle prime sei giornate del campionato. "Non vendo fumo", ha infatti gonfiato il petto De Zerbi dopo la vittoria al San Paolo, che deve averlo inorgoglito di più proprio per le assenze pesantissime dei tre big in attacco. Il Sassuolo non ne ha risentito e ha affrontato lo stesso il Napoli senza alcun tipo di condizionamento: tecnico, tattico e psicologico.
È stata una prova di squadra: solidità mista a concretezza, pilotata dalla panchina da uno dei tecnici più preparati della nuova generazione, "Zemaniano" soltanto dalla cintola in su. Ne ha fatto le spese stavolta Gattuso, a cui non portano fortuna gli incroci con il collega bresciano, che già gli aveva rovinato il debutto alla guida del Milan. Successe a Benevento, con il gol del pareggio segnato nel recupero addirittura dal portiere Brignoli. Con De Zerbi segnano davvero tutti, non è mica un luogo comune.