VERONA - Il tecnico del Sassuolo Dionisi entra in punta di piedi in serie A vincendo con sofferenza a Verona. Idee chiare e umiltà, un bell'atteggiamento. "I miei debutti - ironizza - ah ormai non si contano" dice. "La serie A? certo emoziona". Ma emoziona di più essere alla guida di una F.1. Questo Sassuolo dimostra di avere una cilindrata eccezionale, ma ancora manca la messa a punto...
"Potevamo concedere meno - dice Dionisi analizzando il match - ma non era facile, contro un Verona spinto dal pubblico. Abbiamo superato momenti non facili. Quello che conta è riconoscere una squadra: io ne ho vista una che ha accettato di soffrire, malgrado un primo tempo sotto tono, ma c'è anche il merito del Sassuolo".
Potete fare a meno di Berardi?
"No, ma preferisco di parlare di chi c'era. Di Mimmo parleremo quando tornerà. Dico che Raspadori ha fatto bene, che Caputo ha fatto bene, i due esterni anche. Dobbiamo trovare un po' di equilibrio, che oggi magari è mancato". (in realtà lui chiama i suoi per nome e non per cognome ndr.)
Cosa è mancato in alcuni frangenti?
"Nel secondo tempo potevamo chiuderla, negli episodi siamo stati anche fortunati. Peccato non averla chiusa, perché gli avversari hanno qualità. Ma ci sta di vincere soffrendo alla prima partita".
Si parla di Sassuolo ottava sorella...
"Queste cose le lascio dire a voi: io ho appena iniziato ad allenare il Sassuolo, sto cercando di tirare il meglio da questi giocatori. I valori si scopriranno cammin facendo".
In cosa vi hanno messi in difficoltà?
"Con l'aggressione, ma siamo andati uno contro uno a trequarti campo e abbiamo fatto gol. Abbiamo un po' sofferto, ma anche noi qualcosa abbiamo creato. Potevamo far meglio, ma avevamo davanti un Verona che voleva vincere, spinto dal suo pubblico. Possiamo solo crescere".
Cosa le è piaciuto di più?
"La voglia di stare in partita, nonostante abbiamo concesso loro qualche occasione. Non ci aspettavamo questa aggressione forte, ma nel primo tempo abbiamo chiuso uno a zero perché abbiamo sfruttato la qualità dei nostri giocatori. Nella ripresa mi è piaciuta meno il fatto di non averla chiusa".
Cosa l'ha impressionata del Verona?
"Lo spirito. Ma sono qua per parlare del Sassuolo. Il Verona non ha mollato mai, nonostante le occasioni create da noi. La partita poi è sembrata in equilibrio, merito del Verona che ci ha creduto fino alla fine".
Siete tanto più avanti del Verona?
"Dobbiamo trovare un equilibrio, ma non siamo più avanti del Verona. Preferisco guardare in casa mia e non fare i conti in tasca ad altri".