Sport

Spal-Genoa, tutto in due minuti: un 1-1 che serve a poco

Il rigore trasformato da Petagna per il momentaneo 1-0 (ansa)
Molta attenzione difensiva nella prima parte, con due super parate di Berisha (su Lerager) e Radu (su Reca). In avvio di ripresa Petagna spinge avanti i padroni di casa su rigore, ma subito dopo Sturaro al rientro dopo un lungo stop firma di testa il gol del pari
3 minuti di lettura
FERRARA - Come dicono gli americani un pareggio così è come baciare la sorella. Serve a poco. Spal e Genoa, sul fondo della classifica, cercando tre punti, finiscono per farsi poco male. La Spal può avere rimpianti essendo passata in vantaggio, su rigore di Petagna, per distrarsi subito e vedere la sua gioia ridotta a una manciata di secondi; il Genoa dal canto suo ha un numero di occasioni maggiori ed è più continuo nel finale, senza trovare il guizzo.

Match dei rientranti

Detto del pari, tutto sommato giusto, il focus si sposta sui tanti giocatori di rientro. Criscito, capitano di lungo corso del Grifone, la combina davvero grossa, facendosi scippare palla da Missiroli sul fondo per poi abbattere in area l'avversario e causare il rigore. Lo salva Sturaro, un gol per gridare al cielo la rinascita, sette mesi dopo la rottura del crociato. Dall'altra parte il muso lungo di Di Francesco, che a sua volta rientra dopo lungo stop, sente tirare i muscoli della coscia in un contrasto a inizio ripresa e assiste alla poca fiducia di Semplici che non si fida a tenerlo in campo, preferendogli Valoti. 

Motta non dà riferimenti

Quando si parte c'è curiosità per capire come si schieri, soprattutto, questo Genoa che sembra fatto per non dare riferimenti precisi all'avversario. Sturaro alla prima dopo tanto tempo gioca esterno di sinistra, Radovanovic fa il regista arretrato "alla Schoene", Agudelo è libero di muoversi dietro al solo Pinamonti, gli altri a centrocampo fanno densità; più lineare la Spal che a sua volta riabbraccia Di Francesco. Per almeno mezz'ora le difese cancellano il gioco in profondità. Sotto la cenere cova il fuoco, Semplici e Thiago Motta sono due scacchisti che attendono una mossa sbagliata sullo scacchiere. E in effetti non è dalla manovra, ma da rari cortocircuiti che arrivano i soli guizzi.

Portieri show

Lerager si inserisce di testa, lo aveva fatto lo scorso anno, all'improvviso, a Bologna, suo unico gol in A, e incorna. Berisha sembra superato ma con un colpo di reni inarcandosi all'indietro toglie letteralmente la palla dalla porta. E' la risposta del portiere di casa a una prodezza di Radu che si allunga sulla sua destra con grandissima prodezza per togliere dall'angolino basso una bordata dalla lunga distanza, efficace perché improvvisa, di Jacopo Sala. E' il duello a distanza che infiamma il primo tempo, è la conferma che si vive a strappi improvvisi, a fiammate comportamentali e a episodi - nel generale equilibrio obbligato dalla precarietà di classifica. Il duello dopo 45' vede passare in vantaggio proprio allo scadere il giovane estremo romeno del Grifone che si dice erede futuro di Handanovic all'Inter. Radu infatti compie un vero miracolo quando vede spuntare dal mucchio in area un pallone velenoso calciato in mezzo da Valdifiori e non colpito da nessuno. Si getta e respinge sui piedi dell'accorrente Reca che evidentemente non crede a tanta manna dal cielo, tocca a colpo sicuro, il gol sembra fatto, ma Radu ha un riflesso straordinario, col piede, e ribatte.

Botta e risposta

Al riposo se ne sono andati 45' senza padrone. La prodezza del portiere genoano ripaga il Grifone della prodezza di Koulibaly a Napoli, sul colpo sicuro di Pinamonti. Stesso ceppo. Ripresa più vivace, dopo un avvio di trascurabile confusione totale. Il botta e risposta adrenalinico tra il 55' e il 57', Petagna di rigore e Sturaro di testa su assist di Ghiglione. L'inerzia del gioco, per consecutio temporum, ce l'ha il Genoa e Thiago Motta è furbo nel provare a sfruttarla, assumendo con i cambi un atteggiamento molto più offensivo. Favilli e Pandev subito al tiro con poca precisione, il giovanissimo olandese Cleonise che si presenta davanti a Berisha ma calcia fuori in spaccata, la Spal in una fase di superiorità territoriale avversaria si affida a un duetto Kurtic-Valoti chiuso con un cross per Petagna che sotto misura non trova la stoccata vincente. Col passare dei minuti la Spal cala, non è la prima volta.

Spal in calo nel finale, ma...

Lo si nota su un pallone che si impenna in mezzo all'area, la difesa resta imbambolata a guardare e per sua fortuna né Pandev né Cleonise né tantomeno Agudelo ne approfittano. Favilli si dà tanto da fare ma non intercetta un cross al bacio di Criscito, tanto Genoa nella ripresa e - come accade nel calcio - l'ultima occasione è dell'altro. All'89' con Valoti fermato davanti a Radu da una coraggiosa scivolata in tackle di Zapata (liscio di Romero); e Radu che completa la sua partita da mvp bloccando a terra un'incornata finale di Vicari. Uno a uno. Giusto così.

Spal (4-3-3): Berisha, Sala, Vicari, Felipe, Reca, Missiroli, Valdifiori (79' Murgia), Kurtic, Strefezza (68' Igor), Petagna, Di Francesco (48' Valoti). All.: Semplici.
Genoa (4-3-2-1): Radu, Ghiglione, Romero, Zapata, Criscito, Cassata, Radovanovic, Lerager (62' Pandev), Agudelo, Sturaro (74' Cleonise), Pinamonti (62' Favilli). All.: Motta.
Arbitro: Giacomelli di Trieste.
Reti: 55' rig. Petagna, 57' Sturaro.
Note: Angoli: 5-4 per la Spal. Recupero: 1' e 3'. Ammoniti: Petagna, Missiroli e Ghiglione per gioco scorretto. Spettatori: 12 mila.
I commenti dei lettori