TORINO - E' stata una mattinata diversa, quella di oggi, per Urbano Cairo. Il presidente del Toro ha lasciato per qualche ora l'analisi dei conti de La7 da rimettere in sesto per fare una puntata a Torino, destinazione centro Sisport prima e stadio Olimpico poi. E si è tuffato per qualche ora nei problemi quotidiani di un Toro ormai prossimo alla salvezza che inizia a guardare al futuro. "No, no, niente futuro, niente mercato. Pensiamo a far bene le ultime sei partite: centriamo la salvezza e magari anche qualcosa in più" è il monito del presidente.
Al centro dell'attenzione, semmai, c'è già il derby: "Cosa sceglierei fra battere la Juve e risistemare i conti de La7? I conti vanno sistemati, il derby non l'ho mai vinto. Non scelgo fra le due cose, mi ci dedico con lo stesso ardore. Di certo, però, la stracittadina è la partita delle partite. Per me vale sei punti".
Inevitabile, però, parlare dei big granata, da Bianchi a Cerci, passando per Ogbonna; e la spina più acuminata è rappresentata dal contratto in scadenza di capitan Bianchi. "Di contratti parleremo al momento opportuno, questa è la nostra politica aziendale generale: non parliamo di rinnovo con nessuno. E poi Rolando è importante ma il calcio è uno sport di squadra. Conta la squadra, più dei singoli".
Poi Cairo si toglie anche un sassolino dalla scarpa: "Con Rolando c'è un rapporto di affetto che dura da cinque anni. Non vedo problemi anche se lui dice di aver segnato più per sé e per i compagni che per la società. Ma sono certo che sia stato solo un lapsus dovuto all'adrenalina del gol". Da Bianchi a Cerci: "Alessio sta facendo una grande stagione, ma è presto per dire se resterà al Toro: ci sarà da ragionare con la Fiorentina con cui ci sono ottimi rapporti, e con cui dobbiamo valutare anche il futuro del talento montenegrino Bakic". E Ogbonna? "Angelo ha avuto un problema fisico e la sua stagione è stata travagliata. Io credo ciecamente in lui, e se il suo valore dovesse essersi ridotto mi farebbe piacere perché vorrebbe dire che lo teniamo ancora un anno: non ho alcuna fretta di cederlo".
Al centro dell'attenzione, semmai, c'è già il derby: "Cosa sceglierei fra battere la Juve e risistemare i conti de La7? I conti vanno sistemati, il derby non l'ho mai vinto. Non scelgo fra le due cose, mi ci dedico con lo stesso ardore. Di certo, però, la stracittadina è la partita delle partite. Per me vale sei punti".
Inevitabile, però, parlare dei big granata, da Bianchi a Cerci, passando per Ogbonna; e la spina più acuminata è rappresentata dal contratto in scadenza di capitan Bianchi. "Di contratti parleremo al momento opportuno, questa è la nostra politica aziendale generale: non parliamo di rinnovo con nessuno. E poi Rolando è importante ma il calcio è uno sport di squadra. Conta la squadra, più dei singoli".
Poi Cairo si toglie anche un sassolino dalla scarpa: "Con Rolando c'è un rapporto di affetto che dura da cinque anni. Non vedo problemi anche se lui dice di aver segnato più per sé e per i compagni che per la società. Ma sono certo che sia stato solo un lapsus dovuto all'adrenalina del gol". Da Bianchi a Cerci: "Alessio sta facendo una grande stagione, ma è presto per dire se resterà al Toro: ci sarà da ragionare con la Fiorentina con cui ci sono ottimi rapporti, e con cui dobbiamo valutare anche il futuro del talento montenegrino Bakic". E Ogbonna? "Angelo ha avuto un problema fisico e la sua stagione è stata travagliata. Io credo ciecamente in lui, e se il suo valore dovesse essersi ridotto mi farebbe piacere perché vorrebbe dire che lo teniamo ancora un anno: non ho alcuna fretta di cederlo".