TORINO - Il 4 maggio, per il Toro, non è una giornata come le altre. Non lo è da 64 anni, dal 4 maggio 1949, quando l'aereo che riportava a casa il Grande Torino dalla trasferta a Lisbona si schiantò sul terrapieno della basilica di Superga. Anche oggi, come sempre, il Toro è salito a Superga per rendere omaggio agli Invincibili.
Mattinata con allenamento di rifinitura alla Sisport, dunque, poi salita a Superga dove, alle 14,30, il cappellano granata don Aldo Rabino ha officiato la Messa per ricordare Valentino Mazzola e compagni. Poi, i granata odierni sono partiti per Milano dove domani chiedono al Milan il passepartout per la salvezza.
Giampiero Ventura nega qualunque attrito di spogliatoio ("ci stiamo allenando bene, chi avanza dubbi e sospetti o scherza o lancia bufale clamorose") e manifesta ottimismo. "Andiamo a San Siro per fare risultato, con la convinzione che avremo più di una palla-gol, e anche con la convinzione che la prestazione del Toro potrebbe essere una piacevolissima sorpresa. Il Milan? Si gioca la Champions League, fra noi e loro ci sono valori diversi, è una partita difficile. Ma se non facciamo errori, magari all'85' siamo pure in vantaggio; poi chissà".
E la lotta per la salvezza? "La vera sfida salvezza sarà una di queste quattro partite che rimangono (Milan, Genoa, Chievo e Catania, ndr): non importa quale, la cosa fondamentale è vincerne una''. Ma a San Siro ci sarà anche spazio per il turnover, visto che mercoledì ci sarà la seconda chance chiamata Genoa. Il 4-2-4, per una volta, finisce nel cassetto; avanti con tre centrocampisti e con Matteo Brighi che, dopo oltre un mese di assenza, riprende in mano le redini del Toro.
Mattinata con allenamento di rifinitura alla Sisport, dunque, poi salita a Superga dove, alle 14,30, il cappellano granata don Aldo Rabino ha officiato la Messa per ricordare Valentino Mazzola e compagni. Poi, i granata odierni sono partiti per Milano dove domani chiedono al Milan il passepartout per la salvezza.
Giampiero Ventura nega qualunque attrito di spogliatoio ("ci stiamo allenando bene, chi avanza dubbi e sospetti o scherza o lancia bufale clamorose") e manifesta ottimismo. "Andiamo a San Siro per fare risultato, con la convinzione che avremo più di una palla-gol, e anche con la convinzione che la prestazione del Toro potrebbe essere una piacevolissima sorpresa. Il Milan? Si gioca la Champions League, fra noi e loro ci sono valori diversi, è una partita difficile. Ma se non facciamo errori, magari all'85' siamo pure in vantaggio; poi chissà".
E la lotta per la salvezza? "La vera sfida salvezza sarà una di queste quattro partite che rimangono (Milan, Genoa, Chievo e Catania, ndr): non importa quale, la cosa fondamentale è vincerne una''. Ma a San Siro ci sarà anche spazio per il turnover, visto che mercoledì ci sarà la seconda chance chiamata Genoa. Il 4-2-4, per una volta, finisce nel cassetto; avanti con tre centrocampisti e con Matteo Brighi che, dopo oltre un mese di assenza, riprende in mano le redini del Toro.