Torino, squadra da ricostruire: parte la rivoluzione
Il ds Petrachi deve rifondare una rosa che, al momento, ha appena otto giocatori di proprietà, di cui quattro praticamente in partenzadi FABRIZIO TURCO
TORINO - L'ennesima rivoluzione granata è dietro l'angolo. Il diesse Petrachi, infatti, ha fra le mani una vera patata bollente: si tratta di ricostruire il Torino gestendo soprattutto le numerosissime partenze. La rosa a disposizione di Ventura, ad oggi, sarebbe davvero ridotta all'osso, visto che i giocatori di proprietà, al momento, sono soltanto otto. Non solo, visto che alcuni di questi hanno pure la valigia pronta. Facile che sia questo il destino di Ogbonna (con la Juve in primissima fila), di D'Ambrosio (che ha già salutato con un aperitivo tutti i suoi amici, e se ne vuole andare), di Di Cesare (vuol giocare di più) e anche del giovane Diop (verrà prestato in serie B).
A conti fatti, dunque, l'elenco dei sotto contratto si riduce a Meggiorini e Vives (peraltro non particolarmente graditi dalla piazza), oltre a Gazzi e Gillet, che sono coinvolti - pur in maniera diversa - nell'inchiesta sul Calcioscommesse. Intanto il Torino celebra il …
A conti fatti, dunque, l'elenco dei sotto contratto si riduce a Meggiorini e Vives (peraltro non particolarmente graditi dalla piazza), oltre a Gazzi e Gillet, che sono coinvolti - pur in maniera diversa - nell'inchiesta sul Calcioscommesse. Intanto il Torino celebra il …
TORINO - L'ennesima rivoluzione granata è dietro l'angolo. Il diesse Petrachi, infatti, ha fra le mani una vera patata bollente: si tratta di ricostruire il Torino gestendo soprattutto le numerosissime partenze. La rosa a disposizione di Ventura, ad oggi, sarebbe davvero ridotta all'osso, visto che i giocatori di proprietà, al momento, sono soltanto otto. Non solo, visto che alcuni di questi hanno pure la valigia pronta. Facile che sia questo il destino di Ogbonna (con la Juve in primissima fila), di D'Ambrosio (che ha già salutato con un aperitivo tutti i suoi amici, e se ne vuole andare), di Di Cesare (vuol giocare di più) e anche del giovane Diop (verrà prestato in serie B).
A conti fatti, dunque, l'elenco dei sotto contratto si riduce a Meggiorini e Vives (peraltro non particolarmente graditi dalla piazza), oltre a Gazzi e Gillet, che sono coinvolti - pur in maniera diversa - nell'inchiesta sul Calcioscommesse. Intanto il Torino celebra il Grande Torino: ieri a Pesaro c'era anche il direttore generale Antonio Comi, oltre a cinquecento persone, per l'inaugurazione del monumento dedicato agli Invincibili caduti il 4 maggio 1949 al colle di Superga. L'opera, firmata dall'architetto Leone Poldrini, è l'omaggio dedicato dalla città di Pesaro al Grande Torino; si trova proprio di fronte all'Adriatic Arena, centro dello sport cittadino, cui si accede percorrendo quel corso Grande Torino intitolato alcuni anni fa. All'inaugurazione del monumento di Pesaro era presente anche Carla Maroso, la vedova di Virgilio, il terzino sinistro perito nello schianto di Superga.
A conti fatti, dunque, l'elenco dei sotto contratto si riduce a Meggiorini e Vives (peraltro non particolarmente graditi dalla piazza), oltre a Gazzi e Gillet, che sono coinvolti - pur in maniera diversa - nell'inchiesta sul Calcioscommesse. Intanto il Torino celebra il Grande Torino: ieri a Pesaro c'era anche il direttore generale Antonio Comi, oltre a cinquecento persone, per l'inaugurazione del monumento dedicato agli Invincibili caduti il 4 maggio 1949 al colle di Superga. L'opera, firmata dall'architetto Leone Poldrini, è l'omaggio dedicato dalla città di Pesaro al Grande Torino; si trova proprio di fronte all'Adriatic Arena, centro dello sport cittadino, cui si accede percorrendo quel corso Grande Torino intitolato alcuni anni fa. All'inaugurazione del monumento di Pesaro era presente anche Carla Maroso, la vedova di Virgilio, il terzino sinistro perito nello schianto di Superga.