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Torino, Ventura non si dà pace: "A gioco fermo si doveva intervenire"

Il tecnico granata torna sull'azione che ha portato al rigore di Balotelli: "Larrondo urlava di dolore. Quando la palla è uscita l'arbitro aveva l'obbligo di fermare la partita e valutare la gravità dell'infortunio"di FABRIZIO TURCO
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TORINO - Il sapore acre della beffa, un finale burrascoso; e una rabbia che fatica a stemperarsi. Torino-Milan continua a vivere, anche due giorni dopo la fine della partita e oggi a prendere la parola è stato Giampiero Ventura: "Quando un calciatore è a terra, infortunato, è discrezione dell'arbitro interrompere oppure no l'azione. Ma quando il pallone è spedito fuori dal rettangolo di gioco il problema non si pone - commenta il tecnico granata -. Nello specifico Larrondo ci aveva urlato d'essersi fatto male, difatti si è fratturato un piede". Per lui la diagnosi parla di frattura del quinto metatarso del piede destro (domani l'intervento a Roma), la pausa forzata dell'argentino sarà di non meno di cinquanta giorni. "Noi avevamo già chiesto la sostituzione al quarto uomo prim'ancora che il pallone uscisse dal campo  -  aggiunge Ventura -. Io credo che una squadra abbia il diritto di giocare in undici e allo ste…
TORINO - Il sapore acre della beffa, un finale burrascoso; e una rabbia che fatica a stemperarsi. Torino-Milan continua a vivere, anche due giorni dopo la fine della partita e oggi a prendere la parola è stato Giampiero Ventura: "Quando un calciatore è a terra, infortunato, è discrezione dell'arbitro interrompere oppure no l'azione. Ma quando il pallone è spedito fuori dal rettangolo di gioco il problema non si pone - commenta il tecnico granata -. Nello specifico Larrondo ci aveva urlato d'essersi fatto male, difatti si è fratturato un piede". Per lui la diagnosi parla di frattura del quinto metatarso del piede destro (domani l'intervento a Roma), la pausa forzata dell'argentino sarà di non meno di cinquanta giorni. "Noi avevamo già chiesto la sostituzione al quarto uomo prim'ancora che il pallone uscisse dal campo  -  aggiunge Ventura -. Io credo che una squadra abbia il diritto di giocare in undici e allo stesso tempo che un arbitro abbia il dovere di verificare la gravità dell'infortunio del calciatore. Nel nostro caso Larrondo era a terra da diversi minuti...".

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Caso-Larrondo a parte, a Ventura il Torino piace eccome: "Avremmo meritato di vincere e quel risultato avrebbe gratificato i miei calciatori e la loro straordinaria disponibilità".