Sport

Torino, Ventura: "Rispetto per la Juve, ma timore mai. Possiamo farcela"

Il tecnico pronto a sfatare un altro tabù (i granata non vincono la stracittadina da 18 anni): "Abbiamo già vinto a Bologna dopo 18 anni...". Rientra Glik, Immobile dovrebbe spuntarla su Meggiorini
di FABRIZIO TURCO

3 minuti di lettura
TORINO - Nessuna euforia, ma un certo ottimismo strisciante. Il Toro si avvicina al derby di domani all'ora di pranzo nel modo migliore: buona la condizione fisica generale, ampie possibilità di scelta, una classifica positiva, un gioco che scorre liscio. Giampiero Ventura sa bene che i granata non vincono il derby da una eternità lunga diciotto anni e spera che stavolta sia la volta buona: "Erano trentatré anni che non si vinceva a Bologna e poi... - dice il tecnico ligure -. D'altra parte il derby è una cosa a sé, non si dice così. Se vogliamo possiamo farcela".

Ventura poi lancia la sfida: "Provare a vincere un derby è uno degli obiettivi della nostra stagione; vogliamo provarci. Rispetto ad un anno fa trovo che ci sia maggior consapevolezza e maturità. Abbiamo grande rispetto per una Juve che ha vinto due scudetti in due anni; ma timore mai". Attenzione massima a controllare Tevez, che per Ventura è "il numero uno al mondo, ma che da quando è arrivato in Italia è migliorato ancora, soprattutto sul piano dello spirito e della grinta". In casa granata rientra Glik, che mercoledì, contro il Verona, era rimasto a riposo anche perché diffidato, mentre Immobile dovrebbe sputarla allo sprint su Meggiorini: "Ciro sta bene anche se non benissimo: sarà della partita".

Intanto la prevendita non regalerà il tanto atteso pienone: sono ventimila i biglietti venduti, probabile che lo stadio non presenti il tutto esaurito.

Del derby e delle possibilità dei granata di fare risultato ha parlato anche Matteo Darmian.
Chi sarà l'uomo decisivo del derby?
"Io scommetto su Alessio Cerci".
Cerci capocannoniere del campionato. Se l'aspettava?
"Per chi lo ha visto al lavoro fin dalla scorsa stagione non è una novità. Noi sappiamo quanto è bravo, la novità semmai è per chi non lo vede tutti i giorni in allenamento".
In cosa è cresciuto Cerci in questi ultimi mesi?
"Bravo era e bravo è rimasto. Adesso però, in più, ha aggiunto anche la continuità di rendimento. E' esplosivo".
Se lo aspettava così decisivo anche giocando davanti?
"Ha interpretato al meglio il cambio di ruolo, tanto da essere il capocannoniere del campionato: speriamo continui così".
Quanto pesa oggi Cerci per il Torino?
"Ci dà una grossa mano, Alessio è importantissimo per la squadra. Ma se fa bene il gruppo viaggiano bene i singoli".

Come arriva il Toro alla stracittadina?
"Direi bene, abbiamo avuto una buona partenza giocando ottime partite contro squadre importanti; e non mi riferisco soltanto al Milan".
Giocare il derby al termine di una settimana con tre partite vi penalizza?
"Direi di no. Fisicamente stiamo bene, c'è grande attesa ed è una partita facile da preparare: tutti vorrebbero giocarla".

Cos'è il derby per Matteo Darmian?
"Io ho giocato i derby di Milano con la Primavera del Milan, ma qui è tutta un'altra cosa. C'è una città che si mobilita, i nostri tifosi non vedono l'ora, proprio come noi".
Quanta fame di derby ha?
"Tantissima. Lo scorso anno, nel ritorno, ho saltato la Juve a causa di una espulsione discutibile subita la settimana prima a Firenze. Ecco perché ho voglia di giocarlo due volte".

Avete paura della Juve?
"Rispetto sì, paura mai. Non partiamo battuti, vogliamo giocarci la nostra partita".
L'impressione è che negli ultimi anni non siate mai stati così vicini alla Juve.
"Non lo so, questo lo dirà il campo. E poi nel derby non sempre vince la squadra più forte".
L'altra sera, per una decina di minuti, siete anche stati appaiati in classifica. Lo sapeva?
"Il punto è che a me spiace per la doppia rimonta del Verona che comunque si è confermata una squadra arcigna".

Poi la Juve ha messo la freccia grazie all'errore del guardalinee. Ha visto l'episodio incriminato?
"Certo, e l'errore è stato evidente. Il Chievo è stato sfortunato, logico che recrimini dopo aver giocato una bella partita".
Che effetto le fa vedere Ogbonna in bianconero?
"Sarà una cosa strana. Noi siamo abituati a vederlo in granata, però scindo le due cose. In campo sarà un avversario e non lo guardo in faccia; fuori, però, resta un amico. Che ogni tanto sento ancora al telefono".
Ogbonna sta facendo fatica nella Juve. Forse si aspettava di giocare di più.
"Con tanti campioni ci sta anche la panchina, la concorrenza è tanta. I bianconeri, però, sono in lizza su più fronti e con tante partite da giocare si ritaglierà il suo spazio".
Lei ha giocato in tutte le nazionali giovanili. Le manca l'azzurro?
"La Nazionale è una ambizione oltreché un sogno. Se arriva la chiamata di Prandelli sarò l'uomo più felice del mondo, ma so che tutto passa attraverso il Torino: prima c'è il granata poi l'azzurro".
La colonia granata in Nazionale potrebbe ampliarsi con D'Ambrosio.
"E' partito tutto con Ogbonna in serie B, poi è arrivato Cerci, adesso speriamo possa toccare anche a qualche altro. Sarebbe bello andarci insieme a D'Ambrosio".

In cosa è diverso il Toro di oggi rispetto ad un anno fa?
"La novità più evidente è rappresentata dal nuovo modulo. Poi, però, a fare la differenza sono l'atteggiamento e l'attenzione. Il gruppo era e resta molto unito, e la coesione in campo si percepisce".
Quest'anno, fra campionato e Coppa Italia, non ha ancora saltato un minuto. Che effetto le fa essere considerato un insostituibile?
"Spero di continuare così, per dare il mio contributo e per proseguire nel percorso di crescita personale".
Dove può arrivare il Toro quest'anno?
"Guardiamo al presente e il presente è il derby. Pensiamo a fare i punti per la salvezza, soltanto quando saremo tranquilli potremo guardare più in là. Le prime cinque partite però hanno dimostrato che siamo un buon gruppo e una buona squadra. Possiamo toglierci delle belle soddisfazioni".


 
I commenti dei lettori